Mille creditori attendono risposte a Treviso dopo la liquidazione giudiziale di società legate a una presunta truffa NFT. L'attivo delle società è azzerato, rendendo incerto il recupero dei risparmi.
Liquidazione giudiziale società NFT a Treviso
Il tribunale di Treviso ha decretato la liquidazione giudiziale di due società svedesi. Si tratta di Nft Digital Trust Kb e Wllx Kb. Queste società erano legate alla New Financial Technology. Quest'ultima prometteva elevati guadagni con investimenti in criptovalute. Le sentenze sono state emesse mercoledì. La Nft Digital Trust era già stata dichiarata fallita a Stoccolma nel 2024. Le due società rappresentavano le casseforti di New Financial Technology. La sede di quest'ultima si trovava a Silea.
La società prometteva rendimenti mensili fino al 10%. Ciò avveniva tramite investimenti in criptovalute. La Procura di Treviso ha indagato 103 persone. Le accuse includono associazione a delinquere. Si parla anche di abusivismo finanziario e truffa. I risparmiatori potranno ora presentare domanda di ammissione al passivo. L'obiettivo è recuperare parte delle somme perdute. L'udienza civile prevista per maggio è stata posticipata. Questo slittamento è necessario per accogliere ulteriori richieste di insinuazione. Il numero di domande depositate è già elevato. Circa 500 richieste sono arrivate solo nell'ultimo sabato utile.
Mille creditori con speranze ridotte a zero
Il quadro della vicenda è drammatico. L'attivo delle società coinvolte risulta pari a zero. Questo dato rende incerto il recupero dei risparmi per i circa mille creditori. Molti attendono da oltre tre anni e mezzo. L'elevato numero di richieste ha reso indispensabile un rinvio dell'udienza. L'esame degli stati passivi è un passaggio cruciale. La Nft Digital Trust Kb aveva preso il posto della società di Silea nell'aprile 2022. Aveva acquisito i crediti degli investitori. Tuttavia, già nel luglio dello stesso anno, si parlò di un "ritardo tecnico" nei pagamenti. I dividendi promessi sono stati rinviati più volte. Un piano di rientro non è mai stato rispettato. I pagamenti si sono interrotti definitivamente.
La società Wllx Kb avrebbe avuto un ruolo centrale. Avrebbe fornito la piattaforma tecnologica "Nft Custody". Questa piattaforma era usata per raccogliere e custodire i fondi degli investitori. Entrambe le società sono ritenute responsabili dei danni. Si parla di danni multimilionari. La Nft Digital Trust è accusata di raccolta abusiva e appropriazione indebita. La Wllx Kb è responsabile come gestore e custode della piattaforma.
Ulteriori ombre sulle piattaforme collegate
La Wllx Kb sembra essere coinvolta in altre operazioni poco chiare. Avrebbe creato e gestito piattaforme simili a Nft Custody. Tra queste figurano VsafeCustody ed EQapitalBanq. Alcuni soggetti legati alla Wllx Kb sono stati segnalati anche in relazione alla Fidea Investment Statutory Trust. Quest'ultima, con sede nella provincia di Verona, aveva raccolto ingenti somme. Gli investitori di Fidea Investment non riescono a recuperare i propri capitali. Si parla di un generico "blocco operativo". Queste circostanze dipingono un quadro di conclamata insolvenza.
Chiunque abbia fondi bloccati su queste piattaforme può presentare domanda. L'ammissione al passivo avviene nell'ambito della procedura aperta a Treviso. Sono in corso anche azioni legali. Queste includono iniziative individuali e collettive. Alcune azioni legali si svolgono anche all'estero. L'obiettivo è recuperare le somme investite o ottenere un risarcimento. Si mira non solo alle società, ma anche a banche ed exchange che avrebbero movimentato i fondi. Il problema principale rimane l'assenza di attivo. Le casse delle società sono vuote.
La vicenda penale e le prospettive future
La Procura di Treviso si dichiara vicina a una chiusura delle indagini. Almeno per le posizioni principali. L'inchiesta ha numeri impressionanti. Si parla di oltre 150 milioni di euro spariti. Circa 6mila persone sarebbero coinvolte. Molti dei 103 indagati saranno stralciati. Le loro posizioni saranno esaminate da altre Procure. Al centro del sistema ci sarebbe il "continuo arbitraggio". Questo meccanismo prometteva guadagni mensili fino al 10%. Si basava sulla compravendita automatizzata di criptovalute. Secondo gli inquirenti, i rendimenti erano pagati con i capitali dei nuovi investitori. Si tratterebbe di un classico schema Ponzi. Questo sistema è crollato nell'estate del 2022. Ha lasciato migliaia di risparmiatori senza risposte.
La giustizia sta cercando di recuperare terreno. Le vittime chiedono tempi certi per il recupero dei loro risparmi. E soprattutto, cercano responsabilità chiare. Il pubblico ministero Giulio Caprarola potrebbe attendere gli sviluppi sull'inchiesta per bancarotta fraudolenta. L'attivo disponibile per il fallimento è quasi azzerato. Potrebbe contestare anche questo reato. La prescrizione per bancarotta fraudolenta è ultra-decennale. Questo prima di chiudere le indagini e chiedere il rinvio a giudizio.
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