Audizione Fava in Commissione d'inchiesta
Gianni Fava, ex deputato della Lega, sarà ascoltato mercoledì dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di David Rossi. La sua convocazione avviene in qualità di persona informata sui fatti, con l'obbligo di dire la verità.
Il nome di Fava è emerso nelle scorse settimane a seguito di dichiarazioni di un testimone anonimo. Quest'ultimo ha affermato che l'ex deputato si trovasse a Siena la notte precedente al decesso di Rossi, indicando l'hotel Chiusarelli come luogo di permanenza. Questa testimonianza ha attirato l'attenzione della Commissione, data la natura già contraddittoria di altre deposizioni.
Le difese di Fava e i legami politici
Fava ha sempre respinto con fermezza questa ricostruzione, presentando elementi a suo dire inconfutabili che ne dimostrerebbero l'impossibilità della presenza a Siena in quel frangente. Documenti e riscontri sono stati forniti per smontare il racconto del testimone.
L'audizione di Fava si inserisce in un momento cruciale per i lavori della Commissione, anche per via dei rapporti politici emersi nelle precedenti sedute. In particolare, sono stati esplorati i legami con Francesco Giusti, con cui Fava avrebbe avuto contatti negli anni in cui la Lega era commissariata a Siena.
Contesto e dinamiche della morte di Rossi
Un episodio specifico citato dai commissari riguarda una delega conferita da Giusti a Fava per partecipare all'assemblea del Monte dei Paschi del 28 agosto 2008, relativa all'incorporazione della Banca Agricola Mantovana. Questi elementi, pur non provando nulla direttamente sulla morte di Rossi, contribuiscono a delineare il contesto relazionale attorno alla vicenda.
Parallelamente, la Commissione prosegue nell'indagine sulla dinamica della morte. Recentemente si è assistito a un nuovo scontro tra periti. Vittorio Fineschi, già consulente della prima Commissione, e Robbi Manghi, consulente per la nuova ricostruzione, hanno presentato posizioni divergenti.
Incertezza sulla verità e acquisizione di documenti
Fineschi ha sottolineato la complessità del caso, affermando che «non possiamo escludere né che si tratti di un suicidio né che si tratti di un fatto diverso dal suicidio». Ha inoltre paragonato le indagini a un mosaico, dove i consulenti forniscono solo alcune tessere.
Di fronte a questa incertezza, la Commissione ha disposto l'acquisizione di tutta la documentazione scientifica pertinente, inclusi gli elementi tecnici relativi all'orologio di David Rossi, uno dei dettagli più dibattuti.
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