Cronaca

Cittadinanze "vendute": inchiesta tangenti approda al Riesame Agrigento

9 marzo 2026, 18:16 4 min di lettura
Cittadinanze "vendute": inchiesta tangenti approda al Riesame Agrigento Stemma del Comune Siculiana
AD: article-top (horizontal)

Scandalo Cittadinanze: il Riesame Valuta Arresti nell'Agrigentino

Un'ampia indagine giudiziaria riguardante presunte cittadinanze italiane «vendute» a cittadini brasiliani è approdata al tribunale del riesame di Agrigento. Le prime udienze si sono svolte in questi giorni, con i giudici chiamati a esprimersi sulle richieste di arresto e altre misure cautelari avanzate dalla Procura. L'inchiesta ha svelato un articolato sistema di corruzione e falsificazione documentale, che avrebbe coinvolto numerosi attori pubblici e privati nel territorio agrigentino.

Al centro delle accuse vi è un presunto meccanismo illecito per l'ottenimento della cittadinanza italiana da parte di centinaia di sudamericani. Questi avrebbero raggiunto l'Agrigentino con l'obiettivo specifico di acquisire lo status di cittadino italiano. Il tutto sarebbe avvenuto attraverso una rete di complicità e pratiche fraudolente.

Il sistema si basava su documenti falsi, attestazioni di residenze fittizie e un'ampia rete di connivenze istituzionali. Secondo l'accusa, queste pratiche avrebbero permesso ai richiedenti di aggirare le normative vigenti. L'obiettivo era accelerare e garantire l'esito positivo delle richieste di cittadinanza.

Per usufruire di questo servizio illecito, i cittadini brasiliani avrebbero versato somme considerevoli. Le cifre oscillavano tra i 3.500 e i 5.000 euro per ogni pratica. Questo denaro sarebbe stato destinato a corrompere pubblici ufficiali e a facilitare l'iter burocratico.

Tra i principali indagati figurano Giuseppe Giglione e Maria Rita Grassagliata. Entrambi sono titolari di agenzie di disbrigo pratiche con sede a Raffadali. Le loro attività sarebbero state centrali nell'organizzazione e gestione delle richieste.

L'inchiesta ha puntato i riflettori anche su figure istituzionali del comune di Comitini. Tra queste, Rosaria Valenti, funzionaria dell'ufficio anagrafe, e Teresa De Lisi, vice sindaca. Coinvolto anche il marito di quest'ultima, Roberto Di Liberto.

L'elenco degli indagati si estende a diversi comuni della provincia. A Porto Empedocle è coinvolto Gioacchino Di Marco Zingarello, responsabile dell'ufficio carte d'identità. A Siculiana, l'attenzione si è concentrata su Giuseppe Zambito, dipendente comunale.

Anche le forze dell'ordine non sarebbero state esenti da presunte irregolarità. Gli ispettori della polizia locale di Naro, Giovanni Cilia e Salvatore Scalisi, sono stati inclusi nell'indagine. La loro posizione è ora al vaglio dei giudici.

L'inchiesta ha raggiunto anche figure di spicco della politica e della professione legale. Il sindaco di Camastra, Dario Gaglio, e l'avvocato agrigentino Nicola Mucci sono tra gli indagati. Le accuse nei loro confronti sono gravi e riguardano il loro presunto ruolo nel sistema.

Un episodio emblematico emerso dalle indagini riguarda le «insistenze» sul sindaco di Comitini. Quest'ultimo, secondo gli inquirenti, sarebbe stato ignaro delle attività illecite. Un altro dettaglio rivelato è una busta contenente 50 euro, presumibilmente offerta per ottenere una carta d'identità.

L'intera operazione è stata condotta dalla Squadra Mobile di Agrigento. Gli investigatori hanno lavorato per smantellare quella che è stata definita una vera e propria «fabbrica» di nuove cittadinanze. L'obiettivo era ricostruire la mappa e i segreti di questo lucroso business.

Le indagini hanno anche ipotizzato un sofisticato meccanismo di riciclaggio del denaro. I proventi illeciti derivanti dalla «vendita» delle cittadinanze sarebbero stati trasferiti e riciclati all'estero. In particolare, si fa riferimento a operazioni avvenute a Malta.

Il procuratore Giovanni Di Leo ha sostenuto con forza la necessità delle misure cautelari. La Procura ritiene che il quadro indiziario sia sufficientemente solido per giustificare gli arresti. L'obiettivo è interrompere la reiterazione di condotte criminali.

Tuttavia, le richieste iniziali di arresto erano state rigettate dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Alberto Lippini. Il GIP aveva ritenuto il quadro indiziario non sufficientemente robusto. Aveva anche considerato superate le esigenze cautelari, dato il tempo trascorso dai fatti.

Ora la palla passa al tribunale del riesame. Questo organo giudiziario ha il compito di rivalutare la decisione del GIP. Dovrà stabilire se le prove raccolte dalla Procura giustifichino effettivamente l'applicazione di misure cautelari.

Gli indagati sono assistiti da un nutrito collegio difensivo. Tra gli avvocati figurano Rosario Pendolino, Gianfranco Pilato, Luigi Troja, Daniele Re, Antonino Gaziano, Salvatore Cusumano e Sergio Baldacchino. Essi cercheranno di dimostrare l'innocenza dei loro assistiti o l'insussistenza delle esigenze cautelari.

Le udienze davanti al tribunale del riesame proseguiranno nei prossimi giorni. La complessità del caso e il numero degli indagati richiedono un'attenta valutazione. Ogni posizione verrà esaminata singolarmente.

Al termine di questo ciclo di udienze, i giudici del riesame prenderanno la loro decisione. Potranno disporre gli arresti, accogliendo le richieste della Procura. In alternativa, potranno confermare la precedente decisione del GIP, rigettando le misure cautelari.

Questo scandalo solleva interrogativi significativi sulla integrità delle procedure amministrative. La presunta «vendita» di cittadinanze mina la fiducia nelle istituzioni. Mette inoltre in discussione la regolarità dei processi di integrazione.

La questione delle cittadinanze ottenute illecitamente ha un impatto profondo sull'identità nazionale. Essa evidenzia le vulnerabilità del sistema. Sottolinea la necessità di controlli più stringenti per prevenire abusi di tale portata.

L'esito del riesame sarà cruciale per il futuro dell'inchiesta. Determinerà la prosecuzione del procedimento giudiziario. Segnerà un punto fondamentale nella lotta alla corruzione e alla falsificazione documentale.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: