Gaia Garau è stata rieletta alla guida della Uila Sardegna per il settore agroalimentare. Il congresso ha discusso le criticità del comparto, tra cui il mancato rispetto dei contratti da parte di alcune aziende e la carenza di manodopera.
Riconfermata la guida della Uila agroalimentare
Gaia Garau ha ottenuto nuovamente la fiducia dei delegati. È stata riconfermata segretaria generale della Uila Sardegna. L'elezione si è svolta al termine del congresso tenutosi a Settimo San Pietro. La nuova segreteria vede la presenza di Saverio Cancedda, Ricardo Costaggiu e Michele Serra. Franco Pani ricoprirà il ruolo di tesoriere.
All'importante appuntamento ha presieduto Alice Mocci, segretaria nazionale Uila. Erano presenti figure di spicco come Enrica Mammuccari, segretaria generale Uila Nazionale. Hanno partecipato anche Fulvia Murru, segretaria generale Uil Sardegna, insieme ad altre componenti della segreteria regionale: Elena Carta e Carla Meloni. Presente anche il tesoriere regionale Giovanni Maria Cuccu.
Hanno onorato l'evento con la loro presenza il presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini, e l'assessore regionale all'Agricoltura, Gianni Agus. La loro partecipazione sottolinea l'importanza delle tematiche trattate per il futuro dell'isola.
Criticità nel settore agroalimentare sardo
Il congresso è stato un momento cruciale per analizzare la situazione del comparto agroalimentare in Sardegna. Gaia Garau ha evidenziato i progressi compiuti: «Abbiamo rinnovato i quattro contratti provinciali agricoli». Ha inoltre annunciato l'avvio di nuove trattative: «Lunedì inizierà la trattativa per il rinnovo del contratto regionale degli impiegati agricoli».
Nonostante il settore primario sardo sia riconosciuto come un'eccellenza, emergono profonde criticità. La segretaria ha sottolineato come il lavoro agricolo dipendente sia spesso percepito negativamente. Viene descritto come «poco attraente, faticoso, mal retribuito».
La causa principale di questa percezione negativa è il mancato rispetto dei contratti da parte di alcune realtà aziendali. Questo comportamento crea una concorrenza sleale nei confronti delle aziende che operano correttamente. Allo stesso tempo, molte aziende lamentano una persistente carenza di manodopera. La difficoltà maggiore riguarda la reperibilità di lavoratori specializzati.
Proposte per un futuro equo e sostenibile
Gaia Garau ha lanciato un appello chiaro: «Se non spingiamo le aziende che fanno concorrenza sleale a quelle sane, sfruttando i lavoratori, a rispettare i contratti, troveremo sempre meno persone che vorranno lavorare in agricoltura». La sua visione è quella di un settore più giusto e trasparente.
Un altro tema centrale è la stagionalità del lavoro agricolo. La segretaria ha riconosciuto che «in Sardegna la stagionalità è strutturale». Tuttavia, ha fermamente affermato che «non può essere la scusa per la precarietà». È fondamentale garantire ai lavoratori stagionali percorsi concreti di stabilizzazione.
Fulvia Murru, segretaria generale della Uil Sardegna, ha ribadito l'impegno del sindacato. «Metteremo al centro della nostra azione le politiche agricole, coltivare il futuro è una responsabilità collettiva». Ha sottolineato la stretta interconnessione tra sviluppo e agricoltura. «Non può esserci sviluppo senza agricoltura, ma nemmeno futuro senza lavoro giusto».
Le richieste sono precise: «Servono più diritti, sicurezza e dignità, insieme a filiere più eque e trasparenti». L'obiettivo è costruire un futuro solido per il settore agroalimentare sardo, basato su principi di equità e rispetto per i lavoratori.