Sesto San Giovanni: Comune condannato a restituire 80mila euro
Scontro su oneri di urbanizzazione: Comune sconfitto
Il Comune di Sesto San Giovanni è stato battuto in un contenzioso legale riguardante gli oneri di urbanizzazione. La società Èlite Immobiliare srl ha presentato ricorso contro un provvedimento del Suap relativo a un intervento di ristrutturazione edilizia in via Boccaccio.
La disputa verteva sull'applicazione degli sconti previsti dalla normativa per le ristrutturazioni. La società sosteneva che tali agevolazioni non fossero state applicate correttamente dal Comune, portando a un versamento in eccesso degli oneri dovuti.
Sentenza favorevole all'immobiliare: risarcimento dovuto
Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) Lombardia ha accolto la posizione di Èlite Immobiliare srl, riconoscendo che gli oneri di urbanizzazione erano stati pagati in eccedenza. Di conseguenza, il Comune è stato ritenuto tenuto a un risarcimento.
Inizialmente la sentenza parlava di 120mila euro, ma una successiva rideterminazione dei conti, effettuata congiuntamente dal privato e dagli uffici comunali, ha fissato la cifra da restituire a 80mila euro. Questo importo rappresenta la differenza tra quanto originariamente dovuto e quanto effettivamente versato.
Debito fuori bilancio e nuove interpretazioni urbanistiche
La somma da rimborsare costituisce un debito fuori bilancio che dovrà essere approvato dal consiglio comunale. La vicenda, tuttavia, va oltre la mera questione economica, aprendo un nuovo capitolo sull'interpretazione delle normative urbanistiche.
L'assessore all'Urbanistica, Antonio Lamiranda, ha sottolineato come la sentenza del Tar, a differenza di interpretazioni precedenti del Consiglio di Stato, consideri interventi di ristrutturazione anche quando vi è un cambio di sedime. Questo implica l'applicazione degli sconti previsti dalla legge, ovvero il 60% sugli oneri e il 50% sul costo di costruzione.
Il Comune valuta nuove strategie edilizie
Di fronte a questo scenario, l'amministrazione comunale di Sesto San Giovanni sta valutando un cambio di approccio. «A questo punto non ammetteremo più la ristrutturazione ma sarà tutto nuovo edificio», ha dichiarato Lamiranda, evidenziando la volontà di evitare ulteriori contenziosi dovuti a un quadro normativo e interpretativo considerato caotico.
Fanno eccezione i casi di ristrutturazione palese, come quello dell'ex Impregilo, dove sagoma, volume e scheletro dell'immobile pre-esistente rimangono invariati. Il Comune ha comunque annunciato l'intenzione di appellare la sentenza del Tar.