Decine di famiglie occupanti alloggi Aler a Milano e Sesto San Giovanni chiedono alla Regione Lombardia di poter regolarizzare la loro posizione. La richiesta, presentata tramite una lettera al Presidente Fontana, mira a trovare una soluzione abitativa stabile per chi vive da anni in queste case senza un contratto.
Occupanti chiedono sanatoria per case Aler a Milano
Una richiesta di regolarizzazione è stata avanzata da numerosi nuclei familiari. Questi occupano senza titolo alloggi di proprietà Aler, principalmente nelle aree di Milano e Sesto San Giovanni. La missiva è stata indirizzata direttamente al Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. L'istanza è emersa pubblicamente durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì 25 marzo. L'incontro si è svolto presso il Pirellone, sede della Regione. Erano presenti esponenti di Alleanza Verdi Sinistra (AVS). La loro intenzione è ottenere piani di rientro per sanare la situazione abitativa.
Queste famiglie si trovano in una condizione di occupazione irregolare per diverse ragioni. Alcuni hanno trovato rifugio in appartamenti rimasti vuoti. Altri non hanno ottenuto il diritto di subentro. Questo è accaduto dopo aver assistito familiari malati che risiedevano negli alloggi. Tali situazioni sono spesso aggravate da modifiche legislative. Le leggi sono state definite «varie e spesso contraddittorie».
La lettera sottolinea un aspetto cruciale: «Molti di noi hanno sempre pagato affitti e indennità di occupazione». Hanno contribuito nei limiti delle loro possibilità economiche. Tutti si dichiarano disponibili a sottoscrivere piani di rientro. Questi piani servirebbero a saldare eventuali debiti. Il debito deriverebbe da un ricalcolo delle somme dovute. Le famiglie coinvolte sono a basso reddito. Molti risiedono in case popolari da decenni. Il mercato immobiliare privato è inaccessibile per loro.
Regolarizzazione abitativa: una storia di attesa e modifiche normative
L'ultima sanatoria di rilievo risale a 36 anni fa. Da allora, le opportunità di regolarizzare la propria posizione sono state quasi inesistenti. Le recenti modifiche alla legge regionale sulla casa, avvenute nel maggio 2025, hanno ulteriormente complicato le cose. Sono state eliminate le possibilità di regolarizzazione. Questo riguarda chi abita in stabili da ristrutturare o riqualificare. Tali immobili rappresentavano una delle poche vie per ottenere una sanatoria in passato. La situazione è ancora più critica per le occupazioni maturate nell'ultimo decennio. In questi casi, non è garantito il diritto alla residenza. Nemmeno l'accesso alle utenze di luce e gas è assicurato.
Le famiglie coinvolte respingono fermamente l'accusa di essere responsabili della sottrazione di alloggi a chi ne avrebbe diritto. Affermano: «Abbiamo quasi tutti fatto domande di casa prima di occupare». Sottolineano inoltre la presenza di migliaia di alloggi vuoti. Questo rappresenta «uno spreco e un brutto sintomo» della gestione immobiliare. La loro richiesta principale è un esame attento. Si chiede di valutare ogni nucleo familiare caso per caso. L'obiettivo è offrire una possibilità concreta di regolarizzazione. Vogliono uscire dal «tunnel angoscioso dell'incertezza abitativa».
La legge regionale lombarda n. 7 del 2012, e successive modifiche, disciplina l'assegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica. La normativa prevede criteri rigorosi per l'accesso e il mantenimento dell'assegnazione. Tra questi, la condizione economica e la situazione familiare. Tuttavia, la gestione delle occupazioni abusive e delle situazioni pregresse è sempre stata complessa. La carenza di alloggi popolari e le difficoltà burocratiche hanno creato sacche di irregolarità. Queste situazioni si trascinano per anni, creando disagio sociale.
Il contesto abitativo di Milano è noto per le sue criticità. L'elevato costo degli affitti e la scarsa disponibilità di alloggi a prezzi accessibili mettono in difficoltà molte famiglie. L'edilizia residenziale pubblica rappresenta un'ancora di salvezza per una parte della popolazione. Tuttavia, le liste d'attesa sono lunghe. La gestione degli alloggi esistenti, inclusi quelli vuoti o occupati, è un tema ricorrente nel dibattito politico locale e regionale. Le statistiche sull'edilizia residenziale pubblica in Lombardia evidenziano un fabbisogno elevato. Le risorse disponibili spesso non riescono a coprire la domanda.
Alleanza Verdi Sinistra: «Ascoltare la richiesta di regolarizzazione»
Onorio Rosati, consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, ha espresso sostegno alla causa. Ha dichiarato: «Penso che la richiesta degli inquilini occupanti debba essere ascoltata». Ha aggiunto che non ci si può «continuare a girare dall'altra parte» di fronte a questi casi personali. La soluzione, secondo Rosati, non risiede nello sfratto né in sanatorie generiche. Si deve invece procedere con una regolarizzazione «caso per caso».
Anche Tommaso Gorini, capogruppo di Europa Verde a Milano, ha sottolineato l'importanza della proposta. Ha affermato: «La proposta che gli inquilini hanno avanzato ha un valore politico importante, che merita di essere ascoltato». Gorini ha assicurato la presenza di AVS nel portare avanti questa battaglia. Ha promesso di portare le ragioni di questa causa a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Questo indica un'intenzione di agire su più livelli istituzionali.
Michele Foggetta, capogruppo di AVS a Sesto San Giovanni, ha concluso il suo intervento evidenziando un dato critico. Ha ricordato che «Le case sfitte a Milano e nell'area metropolitana sono migliaia». Ha auspicato la ricerca di una soluzione per distinguere «i furbi da chi è finito suo malgrado in questa situazione». Questa distinzione è fondamentale per un approccio equo. La volontà politica espressa da AVS mira a trovare un compromesso. Si cerca una via d'uscita per le famiglie in difficoltà, senza però ignorare il problema delle occupazioni abusive.
Il dibattito sulla gestione degli alloggi popolari coinvolge spesso diverse sfaccettature. Da un lato, la necessità di garantire il diritto alla casa per le fasce più deboli. Dall'altro, l'esigenza di rispettare le normative sull'assegnazione e prevenire abusi. Le proposte di regolarizzazione caso per caso mirano a bilanciare queste esigenze. L'obiettivo è trovare soluzioni che siano al contempo umane e rispettose della legge. La situazione attuale evidenzia la complessità del problema abitativo nelle grandi aree urbane.
Le associazioni per i diritti degli inquilini e i movimenti per il diritto alla casa hanno spesso denunciato la lentezza delle procedure. Hanno anche criticato la mancanza di interventi risolutivi per le occupazioni abusive. La proposta di AVS potrebbe aprire un nuovo fronte di discussione. Potrebbe portare a un ripensamento delle attuali politiche abitative. La pressione politica e sociale potrebbe spingere le istituzioni a trovare soluzioni più efficaci. La regolarizzazione, se attuata con criteri chiari, potrebbe offrire stabilità a centinaia di famiglie.
La data del 25 marzo 2026, sebbene ipotetica nel contesto dell'articolo originale, sottolinea la persistenza del problema nel tempo. Le problematiche abitative non sono nuove e richiedono risposte concrete e tempestive. La richiesta di regolarizzazione da parte degli occupanti senza titolo è un segnale forte. Indica la disperazione di chi cerca una vita dignitosa e stabile. La risposta delle istituzioni sarà cruciale per determinare il futuro di queste famiglie.
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