L'ex sindaco di Serracapriola, Michele Leombruno, esprime forte indignazione per la potenziale chiusura della sede del 118 locale. Critica la decisione regionale, definendola un "crimine contro la salute pubblica" e minaccia mobilitazioni.
Pericolo chiusura 118 a Serracapriola
La comunità di Serracapriola è in fermento. Si paventa infatti la chiusura della sede locale del servizio di emergenza sanitaria 118. Questa prospettiva sta generando profonda preoccupazione tra i residenti. L'allarme è stato lanciato con forza da Michele Leombruno, figura di spicco della Lega provinciale e già sindaco facente funzioni del comune.
Leombruno non usa mezzi termini per descrivere la situazione. La definisce uno «schiaffo in faccia alla dignità e alla vita dei cittadini». La sua critica si rivolge direttamente alla Regione Puglia. Le sue parole risuonano con veemenza contro una decisione che considera dannosa.
La polemica nasce da un paradosso evidente. La Regione Puglia ha recentemente investito ingenti risorse per la struttura. Sono stati spesi ben 264mila euro per realizzare una nuova sede del 118 a Serracapriola. I lavori sono stati completati. Nonostante ciò, si discute ora della possibile chiusura temporanea del servizio.
Per Leombruno, questa mossa non è un semplice errore amministrativo. La considera un vero e proprio «crimine contro la salute pubblica». La sua indignazione è palpabile. Sottolinea come l'investimento sia stato vanificato. La priorità dovrebbe essere garantire l'assistenza sanitaria.
Leombruno: "Un crimine contro la salute pubblica"
Michele Leombruno, dirigente provinciale della Lega, ha lanciato un appello accorato. La sua battaglia è contro quella che definisce la decisione regionale di «smantellare la postazione medicalizzata del 118». Per lui, questa scelta rappresenta una vera e propria «condanna a morte» per la popolazione.
L'ex primo cittadino porta la sua esperienza personale come testimonianza. Il 16 ottobre 2025, è sopravvissuto a un infarto. La sua vita è stata salvata grazie all'intervento tempestivo del 118 di Serracapriola. Se il servizio fosse stato chiuso prima, oggi non sarebbe qui a denunciare questa situazione.
«Quanti altri dovranno morire per l’arroganza di Bari?», si chiede con amarezza. La sua critica è rivolta alla gestione regionale. Sottolinea come prima si sperperino fondi pubblici, poi si privino i cittadini di un presidio vitale. «È inaccettabile», tuona Leombruno.
La sua denuncia evidenzia un grave spreco di risorse. 264mila euro dei contribuenti sono stati investiti. Ora, la possibilità di chiudere il servizio mette a rischio la vita di molte persone. La sua voce si alza per difendere il diritto alla salute.
Minaccia di mobilitazione popolare
Leombruno percepisce un tentativo di sottovalutare Serracapriola. Crede che si pensi che il comune sia «debole, senza voce». Ma lui è convinto che si stiano sbagliando di grosso. La sua battaglia non è un mero scontro politico. La definisce una «guerra per la nostra sopravvivenza».
L'ex sindaco non si ferma alla denuncia. Lancia un appello alla mobilitazione. Invita ogni cittadino a unirsi a lui. Se la Regione Puglia non farà «marcia indietro», la risposta sarà decisa. Si annuncia la protesta in piazza. Si minaccia di «bloccare tutto» per far sentire la voce della comunità.
«Serracapriola non arretra, io non arretro», dichiara con fermezza. Il messaggio è chiaro: il 118 è un punto non negoziabile. «Il 118 non si tocca!», assicura l'ex sindaco. La sua determinazione è assoluta. Vuole garantire la continuità del servizio di emergenza.
La situazione a Serracapriola evidenzia un problema più ampio. Riguarda la tutela della salute nei comuni periferici. La distanza dai centri decisionali può portare a scelte che mettono a rischio l'accesso ai servizi essenziali. La mobilitazione annunciata mira a contrastare questa tendenza.
La sede del 118 di Serracapriola è fondamentale per l'area. Copre un territorio vasto e spesso difficile da raggiungere. La sua chiusura, anche temporanea, aumenterebbe i tempi di intervento. Questo potrebbe avere conseguenze fatali in caso di emergenze mediche. La protesta di Leombruno mira a sensibilizzare l'opinione pubblica.
L'investimento di 264mila euro per la nuova sede rappresenta un punto cruciale. Dimostra l'intenzione iniziale di potenziare il servizio. La decisione di chiuderlo ora appare illogica e contraddittoria. Leombruno punta il dito contro questa incoerenza. Chiede trasparenza e coerenza nelle scelte sanitarie regionali.
La sua retorica è quella di una battaglia per la vita. Non si tratta solo di un servizio pubblico. Si tratta di garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini. La sua chiamata all'azione è un invito a difendere un diritto fondamentale. La salute pubblica deve essere una priorità assoluta.
La comunità di Serracapriola attende ora le decisioni della Regione Puglia. La pressione esercitata da Michele Leombruno e dalla Lega potrebbe portare a un ripensamento. La minaccia di azioni di protesta concrete rimane un deterrente significativo. La partita per il futuro del 118 è ancora aperta.
L'ex sindaco ha ricordato il suo personale salvataggio. Questo aneddoto rafforza la sua argomentazione. Rende la sua protesta più tangibile e sentita. Non parla solo per un principio, ma per esperienza diretta. La sua voce porta il peso di chi ha rischiato la vita.
La vicenda solleva interrogativi sulla distribuzione delle risorse sanitarie. Spesso, le aree interne o meno popolate rischiano di subire tagli. La difesa di questi presidi diventa quindi essenziale. Serracapriola diventa un simbolo di questa lotta. La battaglia di Leombruno potrebbe ispirare altre comunità simili.
La chiusura del 118 comporterebbe anche un impatto sul personale impiegato. Si creerebbe incertezza lavorativa. Questo aspetto si aggiunge alle preoccupazioni per la salute pubblica. La decisione regionale sembra avere ripercussioni multiple e negative.
La determinazione di Leombruno è un segnale forte. Dimostra che la politica locale può e deve intervenire per difendere i diritti dei cittadini. La sua opposizione alla Regione Puglia è un esempio di impegno civico. La speranza è che questa mobilitazione porti a un esito positivo.
La data del 25 marzo 2026, citata nell'articolo originale, indica un momento futuro. La notizia, sebbene riportata in un contesto temporale futuro, riflette una preoccupazione attuale e persistente. La lotta per i servizi essenziali è un tema sempre attuale.
La questione del 118 a Serracapriola è un caso emblematico. Rappresenta la sfida di garantire servizi sanitari efficienti e accessibili a tutti. Indipendentemente dalla localizzazione geografica o dalla densità abitativa. La battaglia di Leombruno è per un diritto universale.