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La Casa di Comunità di Senise è stata declassata da Hub a Spoke, scatenando forti critiche. Angelo Chiorazzo accusa la Regione di aver diffuso informazioni false e chiede il ripristino dello status iniziale.

Declassamento casa di comunità a Senise

La Casa di Comunità di Senise ha subito un declassamento. Originariamente concepita come Hub, è stata riclassificata come Spoke. Questa decisione ha sollevato un'ondata di proteste e richieste di chiarimenti da parte di esponenti politici locali e comitati cittadini. L'accusa principale riguarda la diffusione di informazioni ritenute fuorvianti riguardo alla reale situazione della struttura sanitaria.

Angelo Chiorazzo, figura di spicco di Basilicata Casa Comune, insieme alla presidente del Comitato per la Difesa della Sanità Territoriale del Senisese, Carmelina Bulfaro, e alla sindaca di Senise, Eleonora Castronuovo, ha interpellato direttamente il presidente della giunta regionale, Vito Bardi, e l'assessore alla salute, Cosimo Latronico. La richiesta è di fare piena luce sulla vicenda e di ritirare la delibera che ha sancito il declassamento.

L'Hub rappresenta un centro di alta specializzazione con servizi operativi 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gestisce funzioni complesse e coordina una rete sanitaria più ampia. Al contrario, uno Spoke è un presidio di prossimità, con orari ridotti (12 ore al giorno, 6 giorni su 7) e servizi di base. È collegato a un Hub di riferimento per le necessità più complesse.

Cronistoria e accuse di narrazione falsa

Secondo la ricostruzione fornita da Chiorazzo, la vicenda ha inizio nel gennaio del 2026. I sindaci del territorio avevano richiesto la programmazione dell'Hub a Senise. A seguito di una mobilitazione cittadina, nel marzo dello stesso anno, il Dipartimento Sanità chiese al Ministero la riclassificazione a Hub. Questa approvazione, ottenuta ad aprile, è durata solo un mese e sei giorni, ma non è stata comunicata ufficialmente a nessuno.

«L'8 maggio, migliaia di persone sono scese in piazza a Senise per difendere la sanità locale», ha dichiarato Chiorazzo. Nello stesso giorno, la Regione ha riproposto il ritorno a Spoke, creando contemporaneamente un Hub a Maratea. «La narrazione è falsa», ha insistito Chiorazzo, «perché le Case di Comunità di Lagonegro e Potenza, considerate Hub, non sono ancora realizzate per ritardi. Ci viene raccontato che il trasferimento a Maratea fosse solo temporaneo, ma la realtà, come dimostrano gli atti, è ben diversa».

L'esponente politico ha sottolineato l'ingente investimento effettuato per la struttura di Senise: «Sono stati investiti 6,6 milioni di euro, una cifra superiore a quella destinata alle altre quattro strutture (Lagonegro, Potenza, Maratea, Sant'Arcangelo)». Si chiede quindi come sia possibile che una struttura così finanziata sia stata prima ritenuta idonea a diventare Hub per poi essere declassata in poche settimane.

Richiesta di ritiro della delibera

Angelo Chiorazzo ha espresso la sua determinazione nel voler conoscere le ragioni precise dietro il cambio di rotta della Regione, avvenuto proprio nel giorno della mobilitazione popolare. «Per noi non è una coincidenza», ha affermato, «è una scelta ritorsiva contro una popolazione che ha osato difendere democraticamente il proprio diritto alla salute».

La richiesta è chiara: «ritirare la delibera e ripristinare lo status di Hub a Senise». La comunità locale attende risposte concrete e un impegno tangibile per garantire servizi sanitari adeguati e specializzati sul proprio territorio. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza delle decisioni amministrative e sull'effettiva tutela della salute pubblica.

La mobilitazione cittadina e le dichiarazioni di Chiorazzo mettono in luce una profonda insoddisfazione riguardo alla gestione della sanità territoriale. La speranza è che le pressioni esercitate portino a una revisione delle decisioni e a un ripristino dei servizi originariamente previsti per la Casa di Comunità di Senise, garantendo così un accesso equo a cure di alta qualità per tutti i cittadini.