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Tre associazioni legali contestano la ricostruzione del Ponte Garibaldi a Senigallia, presentando ricorso al Consiglio di Stato dopo il rigetto del Tar. Si chiede una sospensiva urgente e l'annullamento degli atti esecutivi, sollevando dubbi su costi, impatto ambientale e procedure autorizzative.

Nuovo ricorso per il ponte Garibaldi a Senigallia

La battaglia legale contro il progetto per il nuovo Ponte Garibaldi a Senigallia continua. Questo manufatto era stato danneggiato dall'alluvione del 2022. Il Tar Marche aveva già respinto una richiesta di sospensione. La sentenza numero 680 del 19 maggio 2026 non ha fermato le opposizioni.

Ora, tre importanti associazioni hanno deciso di portare la questione al Consiglio di Stato. Le organizzazioni sono Italia Nostra, il Gruppo Società Ambiente e Confluenze. Hanno presentato un appello formale. La loro richiesta principale è una sospensiva urgente della decisione di primo grado. Vogliono anche l'annullamento di tutti gli atti già esecutivi relativi al progetto.

Avvio lavori confermato, opposizioni critiche

Questa decisione arriva in un momento cruciale. Il commissario straordinario per la ricostruzione post-alluvione, Stefano Babini, ha confermato l'imminente avvio dei lavori. Questo avviene a quattro anni dal disastro del settembre 2022. I cantieri prevedono la demolizione dell'attuale struttura. L'area interessata verrà anche perimetrata. La Federcaccia è coinvolta nella demolizione del suo manufatto.

Le associazioni ambientaliste esprimono forti perplessità. Sostengono che una sospensione dell'iter non metterebbe a rischio la sicurezza della città. Ritengono che la priorità debba essere data alle vasche di laminazione a monte. La nuova struttura proposta viene giudicata troppo costosa. Inoltre, si teme un impatto negativo sul contesto storico settecentesco della zona.

Motivazioni del ricorso e proposte alternative

Le ragioni alla base del ricorso sono molteplici e dettagliate. Le associazioni evidenziano diverse criticità procedurali. Tra queste, la mancanza di un'autorizzazione paesaggistica fondamentale. Viene anche segnalato il mancato passaggio in Consiglio comunale. Questo passaggio era necessario per la variante al Piano Regolatore Generale (Prg). Inoltre, mancano studi approfonditi sulla viabilità futura.

Un altro punto sollevato è l'omessa Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Questo processo è cruciale per valutare l'impatto ambientale complessivo. Le associazioni sottolineano anche problemi legati al nuovo Piano di Assetto Idrogeologico (Pai). Infine, tornano a proporre una soluzione alternativa. Si tratta di una struttura a sollevamento idraulico, azionata da martinetti. Questa opzione viene vista come meno impattante e più funzionale.

Domande frequenti sul Ponte Garibaldi

Perché le associazioni si oppongono al nuovo Ponte Garibaldi? Le associazioni contestano il progetto per i costi elevati, l'impatto sul contesto storico e la mancanza di autorizzazioni paesaggistiche e valutazioni ambientali strategiche. Ritengono che la sicurezza della città dipenda da altre infrastrutture, come le vasche di laminazione.

Qual è la proposta alternativa delle associazioni? Le associazioni propongono una struttura a sollevamento idraulico, azionata da martinetti, come alternativa al progetto attuale. Questa soluzione sarebbe, a loro dire, meno impattante e più adatta al contesto.