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La ricostruzione del Duomo di Senigallia, danneggiato dal sisma, subisce ritardi significativi. La riapertura prevista non prima del 2029, spinge il consigliere regionale Maurizio Mangialardi a chiedere un cronoprogramma preciso alla giunta.

Ritardi nella ricostruzione del Duomo di Senigallia

La cattedrale di Senigallia, dedicata a San Pietro Apostolo, rimarrà inaccessibile fino al 2029. Questa previsione potrebbe addirittura estendersi ulteriormente.

Per il quarto anno consecutivo, la festività del santo patrono non ha potuto svolgersi all'interno della chiesa. La stima più ottimistica per la riapertura indica il 2029.

Si tratta di un lasso di tempo molto lungo, che presenta il rischio concreto di un ulteriore slittamento.

Interrogazione regionale sui tempi di recupero

Maurizio Mangialardi, esponente del Partito Democratico e consigliere regionale nelle Marche, ha formalizzato un'interrogazione. L'atto mira a fare chiarezza sui ritardi nella ripresa dei lavori per il Duomo di Senigallia.

L'edificio religioso aveva subito danni a seguito del sisma verificatosi nel novembre del 2022. La sua agibilità è compromessa da quella data.

Un ulteriore problema si è manifestato nell'agosto precedente, con un danno al campanile. Questo è stato causato dallo stato di abbandono dell'immobile.

Fondi insufficienti e progettazione lenta

Solo nel mese di marzo sono state erogate le prime risorse finanziarie. La struttura commissariale ha stanziato 600mila euro. Questi fondi sono destinati alla fase di progettazione.

Si tratta del primo lotto di un intervento totale la cui stima supera i sei milioni di euro. L'ammontare complessivo dei fondi appare ancora insufficiente.

Con la sua interrogazione, Mangialardi sollecita la giunta regionale. Richiede un piano dettagliato dei tempi di intervento. Vuole sapere quando inizieranno i lavori e a che punto si trova la progettazione.

Critiche all'inerzia della giunta

Il consigliere attribuisce i ritardi all'inerzia della giunta. Accusa l'amministrazione di una gestione inadeguata del cosiddetto «sisma invisibile».

Come esempio di questa lentezza, Mangialardi cita i tempi di recupero della Palazzina delle Emergenze presso l'ospedale cittadino. Anche in quel caso, i tempi si sono rivelati molto lunghi.

La situazione del Duomo di Senigallia solleva interrogativi sulla capacità di risposta alle emergenze strutturali. La comunità attende risposte concrete.

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