Il Movimento 5 Stelle di Reggio Calabria solleva il caso del potenziale rischio chiusura del centro dialisi San Giorgio. L'accusa è di inefficienza gestionale e burocratica che costringe i pazienti a disagi inaccettabili.
Centro dialisi San Giorgio a rischio chiusura
La struttura sanitaria di San Giorgio a Pellaro, nel reggino, potrebbe cessare la propria attività. Questa eventualità genera profonda preoccupazione tra i pazienti nefropatici. La Fintred Calabria, federazione che tutela i pazienti renali e i donatori, ha lanciato l'allarme. La notizia ha immediatamente suscitato la reazione del Movimento 5 Stelle locale.
Giovanna Milena Roschetti, esponente del M5S per Reggio Calabria, ha espresso forte disappunto. Ha definito la situazione «una vergogna per la Regione». La sua critica si concentra sulla persistente carenza di posti letto per la dialisi nella provincia. Nonostante le segnalazioni, le istituzioni non avrebbero adottato soluzioni concrete.
La dialisi rappresenta una terapia salvavita. I pazienti necessitano di trattamenti frequenti, solitamente tre volte a settimana. La chiusura del centro San Giorgio aggraverebbe ulteriormente una situazione già critica. L'attuale Gom di Reggio Calabria non disporrebbe di capacità aggiuntive per accogliere nuovi pazienti. Questo scenario comprometterebbe l'accesso alle cure per molti.
Disagi e viaggi estenuanti per i pazienti
La mancanza di adeguate strutture sul territorio costringe molti pazienti a spostamenti prolungati. Si tratta spesso di persone anziane e fragili, alcune con invalidità riconosciute dalla Legge 104. Percorrono decine di chilometri per raggiungere centri come Scilla o Melito Porto Salvo. In alcuni casi, i viaggi si estendono persino fuori regione.
Questi trasferimenti frequenti rappresentano un enorme sforzo logistico ed economico. La carenza di mezzi di trasporto adeguati aggrava ulteriormente la condizione dei pazienti. La necessità di cure costanti rende questi spostamenti una routine estenuante e debilitante. La qualità della vita dei pazienti viene compromessa.
Già dal 2017, le associazioni dei pazienti avevano sollevato il problema. Erano stati attivati tavoli tecnici presso la Prefettura di Reggio Calabria. In quelle sedi, l'Asp aveva quantificato un fabbisogno di almeno 29 posti dialisi aggiuntivi. Questa stima era stata confermata dalla delibera Asp n. 582 del 17 maggio 2018. Nonostante ciò, la programmazione regionale non ha mai tradotto queste necessità in azioni concrete.
Proposte ignorate e inerzia burocratica
Sulla base della carenza certificata, l'associazione dei pazienti aveva proposto una soluzione specifica. Si richiedeva la realizzazione di un centro dialisi pubblico in via Placido Geraci, presso la struttura denominata “Ex Enpas”. Questa opzione era considerata concreta e rapidamente attuabile. Tuttavia, dopo oltre due anni di attesa, nessuna iniziativa concreta per la sua realizzazione è stata intrapresa.
Il diritto alla salute, soprattutto la possibilità di curarsi vicino alla propria abitazione, non può essere sacrificato. L'inerzia burocratica e la mancanza di volontà politica sono viste come ostacoli insormontabili. Per protestare contro questa situazione, pazienti, familiari e cittadini si sono riuniti in piazza Italia a Reggio Calabria. La manifestazione chiedeva risposte chiare dalle istituzioni.
La protesta ha portato a un incontro con il capo di gabinetto della prefettura. Le istanze dei manifestanti sono state ascoltate. È stato preso l'impegno di avviare interlocuzioni istituzionali per cercare soluzioni. Nessuno dovrebbe essere costretto a lottare contro la propria amministrazione per garantire un diritto fondamentale come quello alla vita e alla salute.
Critiche alla gestione regionale e priorità politiche
Giovanna Milena Roschetti ha condiviso un'esperienza personale. Ha raccontato di un paziente anziano in dialisi a Messina. Ogni tre giorni, un'ambulanza lo prelevava alle 7:00 e lo riportava a casa alle 21:00. Questo testimonia la gravità delle condizioni imposte dall'attuale sistema sanitario.
La rappresentante del M5S ha sollevato dubbi sulle priorità della Regione Calabria. Si interroga su come sia possibile pensare di aumentare il numero dei parlamentari regionali. Questo mentre un servizio sanitario essenziale per i cittadini di Reggio Calabria è a rischio. La sanità calabrese è in difficoltà, ma si discute di nomine di sottosegretari con costi elevati.
Ogni sottosegretario costerebbe circa 14.470 euro al mese. Questa spesa contrasta nettamente con le necessità primarie dei cittadini. Le priorità sembrano essere distanti dai bisogni reali della popolazione. Il Movimento 5 Stelle dichiara fermamente il proprio dissenso.
Richiesta di risposte concrete e appello alla Regione
La provincia di Reggio Calabria rimane l'unica area della regione a non essere adeguatamente supportata da un servizio di dialisi efficiente. Questo servizio è indispensabile per la sopravvivenza di molti pazienti. L'inefficienza burocratica e le scelte politiche che non tengono conto dei bisogni dei cittadini sono inaccettabili.
Le cure salvavita non possono essere compromesse da problemi gestionali o da decisioni politiche inadeguate. Il Movimento 5 Stelle chiede risposte concrete e immediate riguardo alla situazione del centro dialisi San Giorgio. La salute dei cittadini deve essere la priorità assoluta. La Regione è chiamata a intervenire con urgenza per garantire la continuità del servizio e migliorare l'assistenza ai pazienti nefropatici.