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Un'iniziativa a Schio permette agli studenti di esplorare gli archivi storici, riscoprendo la figura visionaria di Alessandro Rossi e il suo impatto sull'educazione infantile.

Un tuffo negli archivi storici di Schio

Le biblioteche non sono solo depositi di libri. A Schio, gli archivi hanno preso vita grazie a un progetto innovativo. L'iniziativa ha coinvolto gli studenti delle prime classi dell'istituto professionale Garbin. L'obiettivo era far rivivere la figura di Alessandro Rossi. Gli alunni hanno potuto consultare documenti originali. Si sono confrontati con lettere, registri e fotografie. Questo ha permesso loro di comprendere la costruzione della memoria storica. Hanno capito come il passato dialoga ancora con il presente.

Il progetto è nato dalla collaborazione tra la biblioteca Bortoli e l'istituto Garbin. Ha visto la partecipazione delle classi 1AS e 1BS. Sono stati organizzati quattro incontri specifici in biblioteca. L'intento era superare la lezione frontale. Si è puntato su un'immersione diretta nelle fonti storiche. Questo approccio ha reso l'apprendimento più coinvolgente. Gli studenti hanno potuto toccare con mano la storia.

La visione educativa di Alessandro Rossi

Al centro di questo percorso c'è la figura di Alessandro Rossi. L'imprenditore ebbe un forte impegno nell'educazione dei bambini. Nel 1872, promosse la nascita di un asilo infantile. Il principio guida era «In puero spes». Rossi riconosceva l'importanza dell'educazione dei più piccoli. La considerava fondamentale per lo sviluppo della comunità. La sua visione si estese oltre. Nelle sue ultime volontà, destinò la villa di Santorso a orfanotrofio. Questa struttura accolse bambini da tutto il Veneto.

Attraverso i materiali conservati negli archivi, gli studenti hanno ricostruito il funzionamento di queste istituzioni. Hanno potuto confrontare i modelli educativi del passato con quelli attuali. Questo lavoro ha trasformato l'archivio in uno spazio vitale. Ha restituito storie, contesti e scelte significative per il territorio. L'archivio è diventato uno strumento per capire il presente.

Testimonianze e futuro del progetto

Per rendere il percorso ancora più concreto, è intervenuta Annamaria Parise. Ha condiviso la sua esperienza personale. Ha raccontato la sua permanenza nell'orfanotrofio. La sua testimonianza è legata al suo libro, intitolato «1.800 giorni in collegio». Il suo racconto diretto ha collegato i documenti storici alla vita vissuta. Questo ha reso la storia più tangibile per i giovani.

Il progetto proseguirà a maggio. In occasione della Giornata del merito, è prevista una mostra. Sarà presentata una selezione dei materiali studiati. Questi documenti sono stati digitalizzati. L'iniziativa mira a rendere accessibile il patrimonio storico. L'obiettivo è valorizzare la memoria collettiva. La digitalizzazione è un passo importante per la conservazione.

Un dialogo tra archivi e giovani

Il sindaco, Cristina Marigo, ha sottolineato il valore dell'iniziativa. «Il valore del progetto è di aver permesso ai ragazzi di scoprire una parte importante della storia della città», ha affermato. Ha aggiunto che hanno compreso quanto Alessandro Rossi fosse una figura moderna e visionaria. «In un'epoca in cui non era scontato, aveva compreso che il benessere di una comunità passa da educazione dei bambini, scuola, assistenza e opportunità per le famiglie», ha commentato la sindaca.

L'iniziativa è stata ideata dall'Ufficio archivi e fondi storici della biblioteca. Ha coinvolto le docenti dell'istituto. L'obiettivo più ampio era avvicinare le nuove generazioni agli archivi. Questi strumenti sono spesso percepiti come distanti. Tuttavia, offrono chiavi di lettura attuali. Permettono di riscoprire le radici del sistema educativo. Un sistema che continua a influenzare il presente. L'assessore alla cultura, Marco Gianesini, ha evidenziato l'importanza di questo approccio. «È significativo che la scuola affidi ai giovani delle prime una riflessione storica sulle origini dei percorsi educativi accompagnandoli all’accesso agli archivi cartacei, strumenti di conservazione dei quali la “generazione Z” non ha conoscenza», ha dichiarato.

Domande frequenti

Chi era Alessandro Rossi e quale fu il suo contributo a Schio?
Alessandro Rossi fu un imprenditore visionario che a Schio promosse l'educazione infantile. Nel 1872 fondò un asilo e destinò la sua villa a Santorso a orfanotrofio, dimostrando un forte impegno per il benessere della comunità attraverso la scuola e l'assistenza.

In che modo gli studenti dell'istituto Garbin hanno riscoperto la figura di Alessandro Rossi?
Gli studenti delle classi prime dell'istituto Garbin di Schio hanno partecipato a un progetto che li ha portati a esplorare gli archivi storici della biblioteca Bortoli. Hanno studiato documenti originali come lettere, registri e fotografie per comprendere le sue opere educative.

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