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Nicolò Guarrera, giovane di Schio, sta compiendo un'epica traversata a piedi del globo. Dopo due anni di cammino, ha raggiunto la Patagonia cilena, superando i 12.000 chilometri percorsi con il suo carrettino.

Un cammino di due anni tra deserti e cascate

Il viaggio di Nicolò Guarrera, originario di Schio, ha superato il traguardo dei due anni. Il 29enne ha intrapreso un'impresa straordinaria: circumnavigare il pianeta camminando. Attualmente si trova in Cile, precisamente nella suggestiva regione della Patagonia. La sua avventura lo ha portato ad attraversare zone estreme, come il deserto di Atacama, considerato uno dei luoghi più aridi del pianeta. Nonostante le sfide, ha sperimentato l'eccezionale ospitalità delle popolazioni locali.

«Molte persone mi hanno aperto le porte delle loro case», ha raccontato Guarrera. Ha descritto un episodio in cui un cileno, conosciuto per strada, lo ha invitato a casa sua per la notte, dimostrando una generosità disinteressata. Questi incontri arricchiscono la sua esperienza, offrendogli scorci unici sulla vita locale.

Incontri e artigianato nel Sud America

Durante il suo percorso, Nicolò ha avuto modo di conoscere persone affascinanti. Tra queste, due giovani che vendono libri usati spostandosi in bicicletta. Al sapere che Guarrera era italiano, hanno condiviso la loro passione per autori come Umberto Eco e Luigi Pirandello. L'artigianato locale è un'altra costante del suo viaggio.

Ha osservato la creatività della gente nel creare oggetti d'uso quotidiano. A Panimavida, ha visto persone realizzare sottovasi e altri manufatti con il cemento. Altri ancora creano accessori unici, come fermacapelli e segnalibri, utilizzando crini di cavallo. Queste attività, spesso svolte per necessità, mostrano un forte legame con la tradizione e l'ingegno.

Il carrettino «Ezio» e i paesaggi cileni

Il compagno di viaggio di Nicolò è un carrettino soprannominato «Ezio». Questo fedele mezzo trasporta i suoi viveri e i pochi effetti personali. Insieme, hanno percorso l'intero Sud America, superando la notevole cifra di 12.000 chilometri. Dopo la siccità del deserto, Guarrera si è trovato di fronte a scenari completamente diversi.

Le abbondanti piogge nel sud del Cile hanno creato una vegetazione rigogliosa e paesaggi di sorprendente varietà. Il viaggiatore ha visitato il parco nazionale 7 Tazas, famoso per il suo sistema di sette cascate collegate. Questo luogo, descritto come bellissimo, offre uno spettacolo naturale mozzafiato.

Sfide climatiche e accoglienza calorosa

Il cammino di Nicolò non è stato privo di ostacoli. Una forte nevicata lo ha costretto a modificare il suo itinerario, deviando dal parco nazionale del vulcano Antuco. Proseguendo verso sud, ha affrontato il circuito dei 7 laghi, una zona turistica molto popolare in estate ma soggetta a intense precipitazioni in inverno. «Ho preso un sacco di pioggia», ha ammesso Guarrera.

La difficoltà principale in questa fase è stata riuscire ad asciugarsi, non potendo dormire in tenda. Anche in queste circostanze, ha trovato un'accoglienza calorosa da parte delle famiglie locali, che lo hanno ospitato nelle loro case. Questa solidarietà è un elemento fondamentale della sua impresa.

Verso la Terra del Fuoco e l'Australia

Dopo una sosta nel villaggio di Neltume, dove ha visitato un museo dedicato alla repressione del regime di Pinochet, e aver camminato sul cratere del vulcano Chaiten, Nicolò è giunto a Puerto Montt. Qui ha concluso la seconda parte della sua traversata sudamericana. Il suo prossimo obiettivo è Ushuaia, nella Terra del Fuoco, considerata la città alla fine del mondo.

Da lì, il piano è di trasferirsi in Australia per continuare il suo viaggio a piedi. Dopo aver attraversato l'Atlantico partendo da San Tomio, e aver percorso Francia e Spagna, Guarrera sta per concludere la sua tappa americana. Successivamente, l'Asia lo attende, con tappe previste in Malesia, Thailandia, India, Cina, Iran, Turchia e Grecia, prima del suo atteso ritorno a casa.

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