Policoro: i cittadini segnalano rischi naturali e antropici
A Policoro, il progetto "Sicuri Insieme" ha mappato i rischi naturali e antropici segnalati dai cittadini. L'iniziativa mira a rafforzare la consapevolezza locale sulla prevenzione.
Rischi idrogeologici e alluvioni a Policoro
Il percorso di "Sicuri Insieme" prosegue a Policoro. L'iniziativa è promossa da Cittadinanzattiva. È finanziata dal Ministero del Lavoro. L'obiettivo è accrescere la consapevolezza comunitaria. Si focalizza sui pericoli naturali e antropici. Mira a favorire una partecipazione informata. La partecipazione è cruciale per la prevenzione. La tutela del territorio è fondamentale.
Questa tappa territoriale è un momento importante. Serve per la restituzione pubblica. Permette il confronto tra cittadini e Amministrazione comunale. Si discute del Piano di Protezione Civile. Si parte dai contenuti della "Mappa dei Rischi". Questa mappa è stata elaborata con indicazioni locali. Le indicazioni provengono dalla comunità.
Nel territorio di Policoro, i pericoli naturali più segnalati sono di natura idraulica. Riguardano anche il rischio idrogeologico. Queste problematiche sono legate alla geomorfologia della piana del Metapontino. La presenza di numerosi corsi d'acqua è un fattore chiave. La posizione pianeggiante dell'area è un'ulteriore criticità. Espone l'area al rischio di alluvioni. Si temono anche le esondazioni. Questi eventi si verificano soprattutto con piogge intense. Le precipitazioni concentrate aumentano il pericolo.
Tra le criticità più rilevanti emerge un rischio specifico. Si segnala l'esondazione del Fosso Valle. Questo avviene nel tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. Questo fenomeno ha già causato disagi in passato. Ha compromesso la viabilità locale. Episodi simili sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni. Nel 1959, questi fiumi esondarono. Occuparono l'intera piana del Metapontino. Causarono undici vittime. L'area colpita fu Madonnella.
Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi a un'infrastruttura specifica. Si tratta del bacino irriguo di Monte Cotugno. Questa è una diga in terra battuta. È considerata un'infrastruttura strategica. Fornisce approvvigionamento idrico all'area. Secondo i cittadini, un danneggiamento dell'opera è preoccupante. Potrebbe accadere in caso di eventi sismici. Anche criticità strutturali sono un rischio. Le conseguenze per il territorio circostante sarebbero gravi.
Il territorio della fascia ionica lucana è interessato da altri fenomeni. Si tratta di dissesto idrogeologico. Questi eventi hanno colpito storicamente centri vicini. Lo dimostrano frane di grande entità. La frana di Pisticci del 1688 ne è un esempio. Anche la frana di Montescaglioso del 2013 è significativa. Questi eventi evidenziano la fragilità geologica dell'area.
Inquinamento e rischi antropici: le preoccupazioni
Accanto ai pericoli naturali, emergono criticità di origine antropica. Queste sono legate principalmente all'inquinamento. Si segnala l'inquinamento dei suoli. Anche le acque sono a rischio. Le preoccupazioni della popolazione si basano su dati concreti. Sono state effettuate rilevazioni da ARPA Basilicata. Queste hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Le cause sono attribuite ad attività industriali storiche. Queste attività hanno caratterizzato l'area.
Tra gli impianti segnalati c'è l'ITREC di Rotondella. Questo impianto era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante sono stati rilevati contaminanti. Anche nella foce del fiume Sinni sono state riscontrate criticità. Questi dati destano preoccupazione. L'impatto sulla salute e sull'ambiente è significativo.
Ulteriori fattori di pressione ambientale sono rilevanti. La contaminazione dei suoli e delle acque deriva da attività industriali. Queste attività si concentrano nella Val Basento. Un'altra fonte di inquinamento è legata ai nitrati. Questo inquinamento è riconducibile alle colture intensive. Queste pratiche caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. L'agricoltura intensiva ha un impatto ambientale notevole.
Infine, la comunità segnala un altro problema ricorrente. Si tratta della frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera. Colpiscono anche le aree di pineta. Il Bosco Pantano di Policoro è particolarmente interessato. La vicinanza di questi incendi ai centri abitati è un problema serio. Espone la popolazione ai fumi. Anche le polveri generate dagli incendi sono dannose. La gestione di questi eventi è cruciale.
Il ruolo di Cittadinanzattiva e il Piano di Protezione Civile
Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata, ha commentato l'iniziativa. «Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze». L'appuntamento si è tenuto presso la Sala del Consiglio comunale. Erano presenti studentesse e studenti. C'erano anche i docenti accompagnatori dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. Si è sviluppato un confronto ampio e proficuo. Ringraziamo sentitamente l'Amministrazione di Policoro per la disponibilità. Apprezziamo la partecipazione attiva e competente. Hanno contribuito ai lavori della mattinata.
La "Mappa dei Rischi" restituisce un quadro articolato. Evidenzia le vulnerabilità del territorio di Policoro. Sottolinea la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. È necessario migliorare il monitoraggio ambientale. Bisogna accrescere la conoscenza dei rischi da parte della comunità locale. Questo è fondamentale per una maggiore sicurezza.
Il contesto nazionale in cui si inserisce l'iniziativa è rilevante. Si caratterizza per una crescente frequenza di eventi estremi. I dati del Dipartimento della Protezione Civile sono significativi. Elaborati da Openpolis, indicano 169 stati di emergenza da maggio 2012 a marzo 2023. Di questi, 135 sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Nove riguardano eventi sismici o vulcanici. L'Italia è sempre più esposta a questi fenomeni.
Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva ribadisce un concetto chiave. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa fondamentale. Serve a favorire la sicurezza collettiva. Contribuisce alla salute pubblica. Questa sinergia è essenziale per affrontare le sfide.
Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell'Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, ha aggiunto parole importanti. «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo». È, invece, uno strumento vitale. «È uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte». È necessario aggiornarlo costantemente. Bisogna incoraggiare la massima partecipazione dei cittadini. Essi devono fare proprio il piano. Devono imparare a conoscere le fragilità del territorio. Devono richiedere investimenti nella prevenzione. Devono condividere le misure per la gestione delle emergenze.
Convivere con i rischi che gravano sui luoghi in cui viviamo non è un'opzione. È un'esigenza. È una priorità per tutti. Per i decisori, per le imprese, per i cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per capirlo. La consapevolezza e l'azione preventiva sono la chiave.
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