Il consigliere regionale Nicola Massimo Morea (Azione) ribadisce la ferma opposizione della Basilicata all'ipotesi di ospitare il deposito unico nazionale di scorie nucleari, sottolineando i sacrifici già sostenuti dalla regione.
No al deposito unico di scorie nucleari
Il consigliere regionale della Basilicata, Nicola Massimo Morea, appartenente al partito Azione, è intervenuto con determinazione. Il dibattito sulla possibile realizzazione del deposito unico nazionale per le scorie nucleari è tornato d'attualità. La proposta di localizzare tale struttura tra Puglia e Basilicata viene respinta con decisione.
Morea ha dichiarato che la vigilanza su questo tema non è mai venuta meno. L'ipotesi di ospitare le scorie radioattive nella regione riemerge ciclicamente. La Basilicata, secondo il consigliere, paga già un prezzo elevato al sistema energetico nazionale. Le estrazioni e le infrastrutture hanno già imposto sacrifici significativi.
Non è quindi accettabile pensare a ulteriori oneri per le comunità locali. La contrarietà al deposito è netta e non soggetta a negoziazioni. La Regione Basilicata stessa ha già manifestato la propria ferma opposizione in passato.
Coinvolgimento istituzionale e trasparenza
Il consigliere regionale ha evidenziato l'importanza del coinvolgimento di tutti i livelli rappresentativi. Un confronto istituzionale completo dovrebbe includere ogni voce. Sarebbe stato fondamentale presentare questa posizione anche in Consiglio provinciale. La riunione del 5 maggio scorso non ha visto la sua partecipazione, un'occasione persa per un dialogo più ampio.
La mancata inclusione nel dibattito provinciale è vista come un'opportunità mancata. Un confronto più esteso e trasparente è necessario. La questione riguarda direttamente i territori e i cittadini interessati.
Memoria storica e mobilitazione popolare
Morea ha ricordato l'impegno profuso negli anni precedenti. Nel 2021, quando ricopriva la carica di sindaco, ha fortemente voluto la partecipazione del Comune di Irsina. Questo avvenne al Seminario Nazionale sul Deposito delle Scorie Radioattive. Tale evento era una tappa prevista per l'individuazione del sito nazionale.
Già in quella sede furono espresse chiare preoccupazioni e contrarietà. Non va dimenticata la grande mobilitazione popolare dello stesso anno. Una petizione promossa dall'allora vicesindaco di Irsina, Gaetano Garzone, raccolse oltre 50mila firme. Vi fu anche la storica marcia del 2003 a Scanzano Jonico.
Questi eventi rappresentano segnali forti e inequivocabili. La volontà dei cittadini si è manifestata chiaramente in diverse occasioni. La vigilanza continuerà per evitare che il territorio venga scelto come sede del deposito nazionale.
Tutela del territorio e futuro sostenibile
Difendere la Basilicata significa tutelarne l'ambiente. Significa anche proteggere la salute dei cittadini. Le prospettive di sviluppo sostenibile devono essere salvaguardate. Il consigliere di Azione si impegna a garantire la protezione della regione.
La lotta contro la realizzazione del deposito unico nazionale di scorie nucleari prosegue. Le istituzioni e i cittadini sono uniti in questa battaglia. La Basilicata non può essere destinata a diventare la discarica d'Italia per rifiuti radioattivi.
Il rifiuto è totale e basato su principi di equità e rispetto per il territorio. Le future generazioni meritano un ambiente sano e opportunità di crescita non compromesse da decisioni imposte.