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Il settore artigianale ligure ha visto una diminuzione netta di imprese nel primo trimestre del 2026. Aumenti dei costi energetici e delle materie prime incidono negativamente, ma la flessione regionale è inferiore alla media nazionale.

Imprese artigiane liguri in calo nel 2026

Il primo trimestre del 2026 ha segnato una contrazione per le imprese artigiane in Liguria. Si sono registrate 977 nuove iscrizioni a fronte di 1.059 cessazioni. Questo dato porta a un saldo negativo di 82 attività. La flessione complessiva si attesta allo 0,19%. Questo valore è inferiore alla media nazionale, che ha registrato un -0,31%.

La regione si posiziona meglio di altre aree del nord-ovest. Il Piemonte ha visto un calo dello 0,52%. La Lombardia ha registrato -0,21%. La Toscana ha segnato -0,50%. L'Emilia Romagna ha avuto un -0,30%. Il Veneto ha chiuso con -0,29%.

Questi dati provengono da Infocamere/Movimprese. L'elaborazione è stata effettuata dall'Ufficio Studi di Confartigianato. La tendenza generale evidenzia una pressione sul settore.

Cause del calo nel settore artigianale

Diversi fattori contribuiscono a questa dinamica negativa. L'aumento dei costi operativi è una causa primaria. In particolare, l'energia e le materie prime hanno subito rincari significativi. La domanda da parte dei consumatori appare inoltre più debole. Questo impatta soprattutto le attività produttive.

La situazione attuale suggerisce una trasformazione del sistema artigiano. Si osserva un rafforzamento delle attività di servizio. Anche i servizi di supporto alle imprese sembrano crescere. Questo indica una riallocazione delle risorse e delle competenze nel settore.

Le difficoltà di approvvigionamento sono un altro elemento critico. Le imprese faticano a reperire i materiali necessari. Questo rallenta la produzione e aumenta i costi.

Andamento delle imprese artigiane per provincia

La provincia di Genova mostra la migliore tenuta. Qui operano 22.196 imprese artigiane. Si sono contate 511 iscrizioni e 534 cessazioni. Il saldo negativo è di 23 imprese (-0,10%). Il settore delle costruzioni, il più numeroso con oltre 11 mila attività, ha registrato un saldo positivo di circa 11 unità (+0,10%).

La manifattura a Genova ha visto una contrazione di circa 26 attività (-0,75%). I servizi alla persona hanno registrato un calo più contenuto (-7 imprese, circa -0,20%). I servizi alle imprese, invece, sono cresciuti di 14 unità (+1,1%).

A Savona, il saldo complessivo è di -20 imprese (-0,24%). Ci sono state 203 iscrizioni e 223 cancellazioni. Le imprese attive sono 8.066. Sia la manifattura (-4) sia le costruzioni (-11) hanno subito flessioni.

La provincia di Imperia ha registrato 139 iscrizioni e 159 cessazioni. Il saldo è di -20 attività (-0,29%). Le imprese attive sono 7.043. Le costruzioni sono in calo (-28). La manifattura ha invece un saldo positivo (+7).

Infine, a La Spezia, si contano 124 nuove iscrizioni e 143 cessazioni. Il saldo è di -19 imprese (-0,38%). Le attività attive sono 4.912. La manifattura ha visto una contrazione (-3). Le costruzioni hanno mostrato una sostanziale tenuta (+1).

Il commento di Confartigianato

Luca Costi, Segretario di Confartigianato, ha commentato i dati. Ha osservato che il primo trimestre statisticamente risente delle chiusure di fine anno. I dati confermano una fase di transizione per il sistema artigiano. Le imprese sono sottoposte a pressioni significative.

I costi energetici e delle materie prime in aumento sono critici. Le difficoltà di approvvigionamento e una domanda in rallentamento aggravano la situazione. Alcuni settori dimostrano capacità di adattamento. Altri, specialmente la manifattura, mostrano maggiori criticità.

È fondamentale proseguire con politiche di sostegno all'artigianato. Bisogna accompagnare la trasformazione in atto. Il supporto agli investimenti, alle competenze e alla competitività è essenziale. Questo è necessario in un contesto internazionale ancora instabile, ha concluso Costi.

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