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Il Si Fest di Savignano sul Rubicone celebra la sua 35ª edizione, confermandosi il festival di fotografia più antico d'Italia. L'evento, intitolato 'Still Standing', si svolgerà a settembre e si concentrerà su storie di resilienza e presenza.

Il festival di fotografia più longevo d'Italia

Il 'SI Fest' di Savignano sul Rubicone si prepara a celebrare la sua 35ª edizione. L'evento si svolgerà nel mese di settembre. Questo festival vanta il primato di essere il più longevo d'Italia nel suo genere. La sua storia inizia nel 1992. Da allora, ha mantenuto una posizione centrale nel panorama culturale. Originariamente conosciuto come 'Portfolio in Piazza', ha saputo evolversi. Ha attraversato oltre tre decenni di profondi cambiamenti. L'appuntamento è fissato per il fine settimana dall'11 al 13 settembre. Le mostre rimarranno aperte al pubblico anche nei due weekend successivi. La manifestazione è un progetto di Savignano Immagini Aps. Collabora attivamente il Comune. Il sostegno arriva dalla Regione Emilia-Romagna. L'evento si propone come uno spazio di riflessione. È pensato per chi vede la fotografia come strumento di osservazione. Permette di analizzare la realtà da prospettive complesse. Rifiuta le apparenze superficiali. Il festival invita a un'analisi profonda del mondo circostante.

'Still Standing': resilienza e presenza nella fotografia

Il tema centrale di questa edizione è 'Still Standing'. Questa espressione significa 'Ancora in piedi'. Invita a riscoprire la fotografia come spazio di resistenza. È anche un luogo di condivisione. Lo sguardo si rivolge agli angoli meno visibili del pianeta. Si concentra sulle esistenze di persone che non cercano visibilità. La fotografia, secondo gli organizzatori, insegna l'arte di restare in piedi. Sottolinea l'importanza di essere presenti. Non si deve cedere all'arroganza del potere. La direzione artistica è affidata a Manila Camarini. Il 'SI Fest 2026' riprende il percorso dell'edizione precedente. Quella era dedicata alle 'Geografie visive'. L'anno scorso il festival aveva esplorato il mondo. Aveva mostrato l'Artico, le periferie del Sud America. Aveva toccato i territori martoriati del Medio Oriente. Quest'anno si prosegue l'esplorazione geografica e umana. Lo sguardo si fa più intimo. Si focalizza sulle vite di chi affronta direttamente le criticità. L'espressione 'Still Standing' è un'affermazione. È il grido di chi dice: 'Ci sono ancora, ci sono anch'io'.

Autori e storie di resistenza al Si Fest 2026

Diversi autori accompagneranno i visitatori in questo viaggio. Tra i nomi annunciati figurano Robin de Puy, Andi Gldi Vink, Olga Sokal, Alba Zari, Mario Cresci, Robbie Lawrence e Lars Tunbj rk. La direttrice artistica Manila Camarini spiega il significato del tema. «'Still Standing' non racconta eroi», afferma. Racconta persone che continuano a esistere. Lo fanno nonostante la guerra, la discriminazione. Affrontano l'esclusione o la perdita. Il festival diventa così una piattaforma per storie di resilienza. Offre uno spazio per riflettere sulla condizione umana. Le immagini presenteranno vite che resistono. Mostreranno la forza interiore di fronte alle avversità. Il 'SI Fest' si conferma un appuntamento imperdibile. Offre una prospettiva unica sulla fotografia. Esplora il suo ruolo nel documentare e interpretare la realtà. L'evento promette un'immersione profonda. Permette di connettersi con storie che toccano il cuore. È un invito a guardare oltre la superficie. A riconoscere la dignità e la tenacia umana.