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La Procura di Modena ha presentato appello contro l'assoluzione di due agenti di polizia locale di Sassuolo. Erano stati accusati di tortura nei confronti di un paziente del pronto soccorso nel 2021. La decisione del tribunale di primo grado aveva scagionato i due agenti più giovani.

Appello della Procura contro l'assoluzione

La Procura di Modena ha impugnato la sentenza di primo grado. I magistrati ritengono che due agenti di polizia locale di Sassuolo abbiano contribuito al reato. Questi agenti erano stati assolti nel giugno 2025. L'accusa riguardava la tortura di un paziente ricoverato nel pronto soccorso. La pm Lucia De Santis ha depositato l'atto di appello. La Corte di appello di Bologna esaminerà il caso.

Nel processo di primo grado, altri due assistenti erano stati condannati a quattro anni di reclusione. Le condanne includevano anche il reato di falso. Il tribunale modenese aveva invece assolto i due agenti più giovani per non aver commesso il fatto. La Procura sostiene che anche questi abbiano partecipato consapevolmente. La loro azione sarebbe avvenuta in due momenti specifici. In tali occasioni, il paziente era stato trattenuto su una barella. Le sue gambe sarebbero state bloccate.

Il ruolo degli agenti assolti

Secondo la Procura, il loro contributo è stato determinante. La loro presenza e il loro stazionamento avrebbero agevolato il reato. Si ritiene che la loro condotta abbia la stessa gravità di quella degli altri imputati. La Procura intende dimostrare la loro colpevolezza in secondo grado. La decisione finale spetterà alla Corte di appello di Bologna. L'obiettivo è ottenere una condanna anche per questi due agenti.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri. I fatti risalgono alla sera del 15 ottobre 2021. Secondo gli inquirenti, i quattro operatori aggredirono l'uomo nel pronto soccorso di Sassuolo. L'uomo era stato trasportato in stato confusionale. Successivamente, è emerso che la causa era una crisi ipoglicemica. L'aggressione sarebbe avvenuta nonostante le condizioni di vulnerabilità del paziente.

Il processo di secondo grado

La Corte di appello di Bologna sarà chiamata a giudicare nuovamente il caso. Non solo per i due agenti assolti, ma anche per gli altri due condannati. Questi ultimi avevano già annunciato la propria intenzione di impugnare la sentenza di primo grado. Il processo di secondo grado vedrà quindi la posizione di tutti e quattro gli agenti riesaminata. La Procura spera di ottenere un ribaltamento della sentenza per i due assolti. Si attende la decisione della corte bolognese.

La vicenda solleva interrogativi sulla condotta degli operatori sanitari e di polizia. La gestione di pazienti in stato confusionale richiede particolare attenzione. La Procura ritiene che ci sia stata una violazione dei diritti del paziente. La Corte di appello dovrà valutare attentamente le prove presentate. La sentenza di primo grado aveva assolto i due agenti per non aver commesso il fatto. La Procura ritiene questa assoluzione ingiustificata. L'appello mira a correggere quella che considera un'errata valutazione dei fatti.

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