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Il gip di Modena ha archiviato per la terza volta il fascicolo sulla scomparsa di Alessandro Venturelli, ritenendola un allontanamento volontario. La famiglia, tramite il legale, critica il sistema e chiede una nuova legge per le persone scomparse.

Archiviazione per la terza volta sul caso Venturelli

Il giudice per le indagini preliminari di Modena ha emesso un'archiviazione. Questo riguarda il fascicolo relativo alla scomparsa di Alessandro Venturelli. La decisione arriva dopo tre richieste di archiviazione. I genitori si sono opposti in tutte le occasioni.

Alessandro Venturelli, residente a Sassuolo, è scomparso il 5 dicembre 2020. Aveva appena 20 anni al momento della sparizione. Il giudice ha stabilito che la sua assenza è da considerarsi un allontanamento volontario.

Critiche al sistema e appello per nuove leggi

A rendere nota la notizia è stato l'avvocato Claudio Falleti. Egli rappresenta i genitori di Alessandro Venturelli. L'avvocato ha definito la decisione giuridicamente coerente. Tuttavia, l'ha giudicata profondamente insoddisfacente dal punto di vista umano e sostanziale.

«Nel nostro ordinamento, quando una persona scompare, l'unico strumento effettivo per attivare indagini strutturate è l'apertura di un procedimento penale contro ignoti», ha spiegato Falleti. Se non emergono elementi penalmente rilevanti, il procedimento viene archiviato.

Questo comporta, di fatto, la chiusura della possibilità di continuare le ricerche con strumenti investigativi completi. L'avvocato ha quindi lanciato un appello: «Serve un cambiamento normativo, una legge che consenta di cercare le persone scomparse anche in assenza di un reato».

La madre in prima linea nelle ricerche

La madre di Alessandro Venturelli, Roberta Carassai, si è impegnata in prima linea. Si dedica alle ricerche del figlio fin dal momento della sua scomparsa. Il suo impegno è costante e visibile.

Dubbi sulla dinamica della scomparsa

L'avvocato Falleti ha espresso forti convinzioni sulla dinamica dei fatti. «Siamo fermamente convinti che quel giorno qualcuno lo stesse aspettando», ha dichiarato. «Che Alessandro sia salito su un'auto».

Secondo il legale, in quel preciso momento si è consumato un passaggio decisivo. Un passaggio che ora non è più possibile ricostruire. «Se le immagini di videosorveglianza fossero state acquisite immediatamente, probabilmente oggi avremmo una risposta», ha aggiunto.

La mancata acquisizione tempestiva delle immagini di videosorveglianza è un punto cruciale. Potrebbe aver compromesso la possibilità di chiarire gli eventi. La famiglia continua a sperare in una svolta.

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