A Sassari è stata presentata una tecnica rivoluzionaria per la ricostruzione mammaria post-mastectomia. Utilizza una matrice biosintetica che funge da "reggiseno interno", migliorando recupero e risultati estetici. L'evento ha riunito esperti da tutta Italia.
Nuova tecnica per ricostruzione mammaria
Un approccio innovativo per la ricostruzione del seno è stato sviluppato e applicato presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari. Questa metodologia mira a ridurre i tempi di recupero per le pazienti sottoposte a mastectomia. Inoltre, promette risultati estetici più duraturi nel tempo.
Il metodo impiega una matrice biosintetica avanzata, identificata come P4HB. Questo materiale agisce come un supporto interno, simile a un reggiseno, per la protesi mammaria. La sua funzione è quella di fornire stabilità e un aspetto più naturale al seno ricostruito.
Sassari centro d'eccellenza per la chirurgia
L'Azienda Ospedaliero Universitaria di Sassari si è affermata come un centro di riferimento per l'applicazione di questa tecnica. Negli ultimi due anni, circa 65 pazienti hanno beneficiato di questo trattamento. L'esperienza maturata ha suscitato grande interesse nella comunità medica nazionale.
Questo interesse ha portato alla scelta di Sassari come sede per la prima masterclass dedicata alla nuova procedura. Chirurghi plastici, direttori di strutture complesse e docenti universitari da tutta Italia si sono riuniti per approfondire la metodologia.
Innovazione nel posizionamento della protesi
La tecnica, ideata dal dottor Emilio Trignano, responsabile della Microchirurgia ricostruttiva e direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Plastica a Sassari, prevede un posizionamento inedito della protesi. Questa viene collocata davanti al muscolo pettorale.
Le tecniche tradizionali prevedono invece il posizionamento della protesi sotto il muscolo. La nuova metodica evita quindi il sollevamento muscolare. Ciò si traduce in una riduzione significativa del dolore post-operatorio e dei tempi di degenza ospedaliera.
Inoltre, si osserva una diminuzione del rischio di emorragie. Viene anche ridotto il disagio legato alla presenza del drenaggio chirurgico. Il dottor Trignano sottolinea come la matrice agisca da supporto interno. La definisce un vero e proprio "internal-bra" che contiene la protesi.
Benefici per il recupero e l'estetica
Questo supporto interno favorisce una ricostruzione mammaria più naturale. Un altro vantaggio rilevante è la possibilità di rimuovere precocemente il drenaggio. Questo aspetto accelera il ritorno delle pazienti alle loro normali attività quotidiane. La paziente può riprendere la vita di tutti i giorni più velocemente.
La matrice in P4HB rappresenta uno dei materiali più all'avanguardia nella chirurgia ricostruttiva attuale. Si tratta di un supporto biosintetico che viene gradualmente riassorbito dall'organismo. Crea una sorta di impalcatura interna che si integra con i tessuti circostanti.
Questa integrazione fornisce un sostegno meccanico efficace alla protesi. La struttura creata dalla matrice aiuta a mantenere la protesi nella posizione desiderata. Ciò contribuisce a un risultato estetico più stabile e duraturo nel tempo. La collaborazione tra la struttura complessa di Chirurgia plastica, diretta dal dottor Corrado Rubino, e la Breast Unit, guidata dal dottor Alessandro Fancellu, è stata fondamentale per l'adozione e lo sviluppo di questa tecnica.