Condividi

Una frode fiscale da 20 milioni di euro è stata scoperta a Sassari. Sette grandi negozi hanno emesso scontrini non validi per pagamenti in contanti, evadendo le tasse per quattro anni.

Maxistore evadono tasse con scontrini fantasma

Sette società commerciali sono state scoperte dalla Guardia di Finanza. Hanno operato una frode fiscale per un totale di 20 milioni di euro. L'evasione si è protratta per quattro anni. Le società gestivano maxistore a Sassari. Erano specializzate nella vendita di articoli per la casa. Vendono anche casalinghi e abbigliamento.

I rappresentanti legali delle società sono stati denunciati. Sono tutti cittadini cinesi. La procura di Sassari li ha accusati di dichiarazione infedele. A uno è stata contestata anche l'omessa dichiarazione dei redditi.

Operazione 'Black option' svela il raggiro

L'operazione è stata denominata 'Black option'. È stata condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Sassari. L'indagine è partita da controlli preliminari. Questi controlli hanno evidenziato anomalie sistematiche. Le anomalie riguardavano l'emissione degli scontrini. Dipendevano dalla forma di pagamento scelta dai clienti.

Quando i clienti pagavano con carte. O bancomat, strumenti tracciabili. I negozi emettevano uno scontrino fiscale regolare. Questo scontrino riportava il logo 'RT' (Registratore Telematico). Ma se il pagamento avveniva in contanti. I dipendenti fornivano un semplice documento gestionale.

Questo documento era simile a uno scontrino fiscale. Tuttavia, mancava il logo ministeriale. Lo stratagemma aveva un doppio obiettivo. Non destare sospetti nel cliente. Impedire la registrazione dei corrispettivi. E la loro trasmissione telematica all'Agenzia delle Entrate. Questo ha permesso di sottrarre ingenti ricavi alla tassazione.

Sequestri per recuperare le somme evase

I militari hanno effettuato perquisizioni mirate. Hanno interessato i locali delle società coinvolte. Hanno sequestrato tutti i computer gestionali. E anche i registratori di cassa. È stato possibile ricostruire il volume reale delle vendite. Le vendite sono state analizzate dal 2020 al 2024.

Per garantire il recupero delle somme evase. Il gip del tribunale di Sassari ha emesso un decreto di sequestro preventivo. Questo sequestro è finalizzato alla confisca. Anche nella forma 'per equivalente'. Il provvedimento riguarda le sette società. E i beni aziendali e personali dei loro rappresentanti. Il valore sequestrato deve coprire il profitto del reato.

La Guardia di Finanza ha proceduto al sequestro. Sono stati bloccati rapporti bancari. Nonché immobili, terreni e autovetture. Sono state sequestrate anche quote societarie. Il valore totale dei beni sequestrati supera i due milioni di euro.