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Alfredo Cospito, detenuto al regime di 41 bis, non potrà ricevere libri e CD musicali. Il Ministero della Giustizia ha presentato ricorso contro la decisione del tribunale di sorveglianza. La situazione rimane in sospeso in attesa della decisione della Cassazione.

Restrizioni per detenuto al 41 bis

Il tribunale di sorveglianza aveva inizialmente concesso l'autorizzazione. Questa permetteva la consegna di libri e CD musicali all'anarchico Alfredo Cospito. Il detenuto si trova recluso nel carcere di Sassari. La struttura carceraria, insieme al Dap e al Ministero della Giustizia, ha presentato un ricorso. L'obiettivo è opporsi a questa concessione. La richiesta è stata inoltrata alla Cassazione. Fino a quando non ci sarà una decisione definitiva, al detenuto non è consentito l'accesso ai materiali richiesti. La sua richiesta di lettura e ascolto è sospesa.

Critiche alle misure restrittive

La difesa di Cospito ha espresso forte disappunto. L'avvocato Flavio Rossi Albertini ha definito le misure adottate poco compatibili con uno Stato democratico. Secondo il legale, si sta tentando di applicare il regime del 41 bis in modo estensivo. Questo supererebbe i limiti previsti dalla normativa vigente. L'intento sarebbe quello di applicare il regime duro al di fuori dei suoi confini legali. Le restrizioni imposte sollevano interrogativi sulla loro proporzionalità e legittimità.

Richieste specifiche respinte

Tra i volumi richiesti dall'anarchico figurano titoli di rilievo letterario e scientifico. Viene citato 'Dio gioca a dadi con il mondo' di Giuseppe Mussardo. Anche 'L'incubo di Hill House' di Shirley Jackson era tra le richieste. Un altro libro richiesto era 'Ghost story' di Peter Straub. Per quanto riguarda la musica, la richiesta riguardava il CD 'Who let the dog out' delle Lambrini girls. Queste richieste, ora sospese, evidenziano un desiderio di accesso alla cultura e all'intrattenimento.

Decisione imminente sul regime carcerario

Nel frattempo, si attende una data cruciale per il futuro di Cospito. Il 4 maggio è il termine entro cui il Ministero dovrà pronunciarsi. La decisione riguarderà il rinnovo del regime carcerario duro. Questo regime, noto come 41 bis, potrebbe essere esteso per altri due anni. La valutazione ministeriale sarà determinante per la prosecuzione delle attuali restrizioni. La situazione rimane in evoluzione, con implicazioni significative per il detenuto e per il dibattito sul trattamento carcerario.