La Sardegna si prepara a vietare la pesca del riccio di mare per tre anni. La misura mira a salvaguardare la specie, in grave sofferenza secondo studi scientifici. Previsti aiuti per i pescatori professionali.
Divieto pesca riccio di mare in Sardegna
La Sardegna potrebbe presto imporre un blocco triennale alla pesca del riccio di mare. L'iniziativa mira a proteggere questa specie marina, attualmente in condizioni critiche. Il divieto riguarderà il prelievo, la detenzione, il trasporto, lo sbarco e la commercializzazione degli esemplari pescati nelle acque dell'isola.
La proposta è contenuta in un decreto dell'assessore regionale all'Agricoltura, Francesco Agus. La notizia è stata diffusa dal quotidiano L'Unione Sarda. Il provvedimento è stato trasmesso alla Commissione Europea per l'approvazione finale. L'UE dovrà anche valutare la compatibilità del regime di aiuti economici destinati ai pescatori professionali.
L'obiettivo primario è la salvaguardia del riccio di mare, scientificamente noto come Paracentrotus lividus. La specie è considerata in stato di grave sofferenza. La data esatta di inizio del divieto sarà definita con un successivo decreto. Sarà vietata anche la pesca sportiva e ricreativa.
Studi scientifici confermano la crisi della specie
La necessità di un intervento drastico è confermata da un progetto di studio congiunto. L'Agenzia regionale Agris ha collaborato con le Università di Cagliari e Sassari. Anche l'International Marine Centre (Imc) ha partecipato alla ricerca. I risultati del monitoraggio scientifico condotto nel 2025 e 2026 sono allarmanti.
I dati raccolti sono stati confrontati con quelli del periodo 2019-2023 e con informazioni storiche. È emerso uno stato di sofferenza generalizzata dello stock di ricci di mare nell'area marittima della Sardegna. In alcune zone, gli indici di abbondanza si sono ridotti di un terzo rispetto al decennio precedente.
Le basse densità complessive, la ridotta percentuale di esemplari di taglia commerciale e la scarsa presenza di giovani ricci sono segnali preoccupanti. Anche le aree designate per la tutela mostrano una limitata capacità di recupero. Questi fattori suggeriscono un sovrasfruttamento o una pressione significativa sulla risorsa.
Misure di salvaguardia e aiuti ai pescatori
Il decreto assessoriale mira a invertire questa tendenza negativa. La sospensione triennale delle attività di pesca è considerata essenziale per permettere alla popolazione di ricci di mare di riprendersi. La Sardegna, con le sue coste estese e un ecosistema marino prezioso, ha un interesse vitale nella conservazione delle sue risorse ittiche.
Il settore della pesca professionale, che da generazioni basa parte del suo reddito sulla raccolta dei ricci di mare, sarà supportato. Il regime di aiuti economici è ancora al vaglio della Commissione Europea. L'intento è quello di mitigare l'impatto economico del divieto sui lavoratori del settore.
La collaborazione tra enti di ricerca, università e istituzioni regionali è fondamentale per la gestione sostenibile delle risorse marine. Il monitoraggio continuo e l'analisi dei dati scientifici permetteranno di valutare l'efficacia del divieto e di pianificare future azioni di gestione.
Contesto ambientale e normativo
Il caso del riccio di mare in Sardegna non è isolato. Molte aree marine nel Mediterraneo affrontano sfide simili legate alla pesca intensiva e ai cambiamenti climatici. La specie Paracentrotus lividus svolge un ruolo ecologico importante. Agisce come erbivoro, contribuendo a mantenere l'equilibrio degli ecosistemi delle praterie di Posidonia oceanica.
La normativa europea sulla pesca e la conservazione degli habitat marini prevede strumenti per affrontare queste problematiche. La richiesta di autorizzazione alla Commissione Europea per il divieto di pesca e per il regime di aiuti rientra in questo quadro. L'obiettivo è garantire che le misure adottate siano conformi alle direttive comunitarie.
La Sardegna si conferma un territorio attento alla tutela del proprio patrimonio naturale. Decisioni come questa, seppur dolorose per alcuni settori economici, sono necessarie per preservare la biodiversità marina per le generazioni future. Il successo del piano dipenderà anche dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti: pescatori, ricercatori e istituzioni.
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