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Le imprese sarde affrontano un aumento dei costi di trasporto merci del 40%. L'insularità, il caro carburante e la tassa ETS aggravano la situazione, impattando la competitività e il costo della vita sull'isola.

Impatto dell'insularità sui costi di trasporto

Le aziende in Sardegna subiscono un forte svantaggio competitivo. Questo è dovuto principalmente agli elevati costi di trasporto delle merci. La situazione è aggravata da fattori esterni come l'aumento dei prezzi dei carburanti. L'instabilità geopolitica internazionale gioca un ruolo cruciale. Anche l'introduzione della tassa ETS (Emission Trading System) contribuisce all'incremento dei costi.

Questi fattori creano un divario che ostacola lo sviluppo economico. Inoltre, incidono negativamente sul costo della vita per i residenti dell'isola. Queste criticità emergono da uno studio approfondito. L'analisi è stata condotta dall'economista Andrea Giuricin per l'Istituto Bruno Leoni. Il rapporto si intitola "Il costo complessivo delle merci per la Sardegna".

Lo studio esamina le difficoltà specifiche del trasporto in Sardegna. La ricerca è stata presentata a Cagliari durante un convegno. L'evento è stato organizzato dai Riformatori Sardi. La presentazione è avvenuta in un contesto di forte aumento dei costi energetici globali.

Confronto costi trasporto merci isola-continente

L'analisi confronta tratte simili per il trasporto di prodotti alimentari via camion. Un viaggio da Cagliari a Milano ha un costo approssimativo di 2.600 euro. La stessa tratta da Napoli a Milano costa circa 2.150 euro. Questo dato evidenzia una differenza significativa.

La sola componente legata al trasporto risulta più costosa del 21% per le imprese che operano dalla Sardegna. Questo divario è un chiaro indicatore dello svantaggio insulare. L'impatto si ripercuote sull'intera catena di approvvigionamento.

Il dato più preoccupante riguarda la logistica complessiva. Se si considerano i costi diretti e indiretti. Questi includono la gestione dei magazzini, le scorte e il "costo del tempo". L'insularità, in questo senso, aumenta i costi logistici. Essi risultano superiori del 40% rispetto a un trasporto puramente stradale sul continente.

Impatto del carburante e della tassa ETS

Il carburante rappresenta una voce di spesa determinante. Esso incide tra il 35% e il 40% dei costi operativi per le compagnie di navigazione. La situazione internazionale ha un impatto notevole su questo settore. Il prezzo del carburante per aerei (jet fuel) e quello marittimo è stabilito a livello globale.

Durante le prime due settimane di un recente conflitto, i costi sono raddoppiati. Per un'isola come la Sardegna, fortemente dipendente da questi approvvigionamenti, la perdita di competitività è molto elevata. L'economista Giuricin ha sottolineato questa criticità.

A ciò si aggiunge l'impatto della tassa ETS. Questo sistema europeo di scambio di quote di emissione è stato esteso al trasporto marittimo. Una stima indica che l'ETS può aumentare i costi di esercizio fino al 30% per le tratte all'interno dell'Unione Europea. Per un singolo viaggio, l'incidenza supera già i 650 euro.

In termini pratici, l'aggravio può tradursi in un aumento di 150 dollari per tonnellata nel 2025 e 215 dollari per tonnellata nel 2026. L'economista Giuricin definisce l'ETS una tassazione che riduce ulteriormente la competitività della Sardegna. Questa tassa, di fatto, aumenta i costi per i sardi. Si suggerisce che l'ETS potrebbe essere eliminato o ridotto in un'ottica di collegamento tra Sardegna, Italia ed Europa.

Paradosso estivo e confronto europeo

Il rapporto evidenzia un particolare fenomeno, definito "paradosso estivo". Nei mesi caldi, la domanda di trasporto merci aumenta significativamente, fino all'80%. Tuttavia, la capacità effettiva di carico diminuisce. Questo accade perché gli spazi di stiva vengono riallocati a favore dei passeggeri.

I passeggeri sono considerati più redditizi dagli armatori. Questa dinamica crea un clima di elevata incertezza. Le prenotazioni effettuate non garantiscono l'effettivo imbarco delle merci. La logistica diventa quindi imprevedibile.

Un confronto con altri paesi europei rivela un ritardo dell'Italia. La Grecia destina annualmente tra i 70 e i 150 milioni di euro. Questi fondi servono a compensare gli svantaggi legati all'insularità. La Francia, invece, stanzia 120 milioni di euro per i collegamenti con la Corsica.

Questi investimenti dimostrano un impegno maggiore da parte di altri stati nel mitigare gli effetti negativi dell'insularità sui trasporti. La Sardegna, invece, sembra soffrire maggiormente questo svantaggio strutturale. Le imprese locali e i consumatori ne pagano le conseguenze dirette.

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