La Guardia Costiera di Porto Torres ha concluso l'operazione "Mare e Laghi Sicuri 2026" con un bilancio positivo. Sono stati effettuati numerosi interventi di soccorso e controlli sulle coste del Nord Sardegna.
Sicurezza in mare: soccorsi e assistenza imbarcazioni
L'operazione "Mare e Laghi Sicuri 2026" ha visto la Guardia Costiera di Porto Torres impegnata dal 15 giugno al 20 settembre. L'area di competenza si estendeva dal Capo Falcone, situato a Stintino, fino a Rena Majore, in territorio di Aglientu. L'obiettivo primario era garantire la sicurezza dei cittadini e dei turisti nelle acque del Nord Sardegna.
Il dispositivo di controllo, sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Nord Sardegna, ha visto l'impiego di diverse unità navali. Tra queste figuravano due motovedette e due battelli costieri. La presenza è stata potenziata durante i periodi di maggiore afflusso turistico, per rispondere prontamente a ogni emergenza.
Durante l'intera campagna, sono state otto le imbarcazioni che hanno richiesto assistenza. I soccorsi sono stati necessari per cause diverse, tra cui incagli, avarie tecniche e situazioni di pericolo imminente di affondamento. In totale, venti persone sono state raggiunte e messe in sicurezza dai mezzi della Guardia Costiera, garantendo la loro incolumità.
Controlli e sanzioni: rispetto delle normative
L'attività della Guardia Costiera non si è limitata agli interventi di soccorso in mare. È stata condotta anche un'intensa attività ispettiva volta a verificare il rispetto delle normative vigenti. Questo impegno ha portato all'emissione di sedici verbali amministrativi. L'ammontare totale delle sanzioni ammonta a circa 15.000 euro.
Le violazioni riscontrate riguardavano diversi ambiti. Tra questi, le regole per la balneazione, la disciplina della nautica da diporto e l'utilizzo del demanio marittimo. Sono state controllate anche la gestione degli stabilimenti balneari e il rispetto delle disposizioni relative alle aree marine protette. Queste verifiche mirano a tutelare l'ambiente e a garantire un uso corretto delle risorse costiere.
Un'ulteriore attività di controllo ha avuto risvolti penali. È stata infatti comunicata alla Procura di Sassari una notizia di reato. L'accusa riguarda la presunta gestione illecita di rifiuti e lo scarico di reflui industriali, effettuati senza le dovute autorizzazioni. Questo dimostra l'impegno delle autorità nel contrastare anche attività potenzialmente dannose per l'ecosistema marino.
Verifiche sul territorio e presidio sanitario
Sul fronte terrestre, sono stati effettuati controlli approfonditi. Sono stati ispezionati 48 stabilimenti balneari per verificarne la conformità alle normative. Inoltre, sono state condotte 107 verifiche lungo l'intero litorale. Queste ultime includevano anche le postazioni comunali dedicate al salvataggio, assicurando la presenza e l'efficienza dei servizi di assistenza ai bagnanti.
A Stintino, le verifiche hanno riguardato anche l'occupazione delle spiagge durante le ore notturne. Sono stati rimossi ombrelloni e attrezzature lasciate incustodite, al fine di garantire il libero accesso e la pulizia dei litorali. Questa azione mira a preservare la fruibilità delle spiagge per tutti.
Il bilancio dell'operazione include anche il presidio sanitario sull'Asinara. Attivo dall'1 giugno al 30 settembre, il personale del Cisom ha garantito assistenza medica. In quattro mesi, sono stati effettuati 308 interventi a favore di residenti, visitatori e diportisti. A Isola Rossa, l'unità navale GC A60 ha svolto pattugliamenti bisettimanali. A supporto, due militari sono stati presenti settimanalmente sulle spiagge dell'Alta Gallura.
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