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Il settore delle costruzioni in Sardegna ha registrato un notevole aumento occupazionale, creando 15.000 posti di lavoro negli ultimi sei anni. Tuttavia, l'incremento dei prezzi immobiliari rende l'accesso alla casa sempre più difficile per i residenti.

Crescita occupazionale nel settore edile sardo

Le costruzioni rappresentano un pilastro fondamentale per l'economia della Sardegna. Questo comparto contribuisce significativamente alla ricchezza prodotta sull'isola. Un'indagine commissionata dalla Fillea Cgil Sardegna e condotta dal centro ricerche Cresme ha evidenziato dati importanti.

La presentazione dei risultati è avvenuta presso la Camera di Commercio di Sassari. Erano presenti importanti figure sindacali. Tra questi, il segretario generale della Fillea Cgil nazionale, Antonio Di Franco.

L'edilizia traina l'economia regionale

Il settore delle costruzioni ha un impatto profondo sull'economia sarda. Le sue attività si intrecciano con ben 59 branche produttive su 63. Ciò significa che il comparto utilizza prodotti e servizi provenienti dal 93% delle attività economiche totali.

Considerando gli investimenti, la manutenzione del patrimonio esistente e i servizi immobiliari, il peso delle costruzioni sul valore aggiunto della Sardegna raggiunge il 31%. Questo dato conferma che un terzo dell'economia isolana è direttamente o indirettamente legato all'edilizia.

Un dato ancora più significativo riguarda l'occupazione. Tra il 2019 e il 2025, la crescita complessiva dei posti di lavoro in Sardegna è attribuibile quasi esclusivamente a questo settore. Mentre i servizi hanno registrato una perdita di 3.000 unità e l'industria un guadagno di 3.000, le costruzioni hanno visto un incremento di 15.000 occupati.

In termini percentuali, le costruzioni hanno generato il 94% della crescita occupazionale regionale. Questo rende il settore un motore insostituibile per l'occupazione in Sardegna.

Accesso alla casa e aumenti dei prezzi

Nonostante la positiva dinamica occupazionale, emergono criticità significative riguardo all'accessibilità abitativa. L'aumento dei prezzi delle case e degli affitti ha posizionato la Sardegna al quinto posto tra le regioni italiane con maggiori difficoltà di accesso al bene casa.

La misurazione si basa sul rapporto tra i redditi medi dei residenti e il costo degli immobili. Un dato allarmante riguarda l'incremento dei prezzi registrato tra il 2024 e il 2025. La Sardegna risulta essere la prima regione italiana per questo aumento, con un +30%.

Questi dati sollevano serie preoccupazioni per la popolazione locale. La difficoltà nell'accedere a un'abitazione dignitosa può avere ripercussioni sociali ed economiche.

Richieste sindacali per un maggiore sostegno

Di fronte a questi scenari, il sindacato Fillea Cgil avanza una proposta chiara. Si chiede un'attenzione decisamente maggiore da parte della Regione Sardegna e di tutti i livelli istituzionali verso il settore delle costruzioni.

La casa e l'ambiente costruito sono visti come opportunità cruciali per lo sviluppo e la coesione sociale. Essi possono coniugare crescita economica, stabilità occupazionale e contrasto alla povertà energetica e al disagio abitativo.

L'appello è a investire risorse e definire indirizzi politici che restituiscano al settore la centralità che merita. La segretaria regionale Fillea Cgil, Erika Collu, ha ribadito queste richieste.

Ha inoltre sollecitato l'assessore regionale ai Lavori Pubblici, Antonio Piu. L'obiettivo è la creazione di una mappa regionale unica e centralizzata del patrimonio abitativo vuoto. Questo richiederebbe la sinergia tra Regione, Comuni, enti intermedi, aziende regionali e demanio, con il coinvolgimento delle Università.

Critiche alle politiche nazionali

Il segretario generale Fillea Cgil nazionale, Antonio Di Franco, ha espresso critiche verso le politiche governative. Pur riconoscendo il ruolo trainante delle costruzioni, ha sottolineato la mancanza di un sostegno adeguato da parte del Governo.

In particolare, ha menzionato la mancata ricezione della direttiva europea sulle case green. Questo impedisce l'attuazione di politiche efficaci per l'efficientamento energetico degli edifici. Tale assenza è particolarmente grave in un contesto di crisi climatica.

Le costruzioni rappresentano un settore strategico per l'economia e l'occupazione. È fondamentale che le istituzioni rispondano con politiche mirate e un sostegno concreto.