Il regime di carcere duro per l'anarchico Alfredo Cospito è stato confermato dal Ministero della Giustizia. La decisione arriva mentre Cospito sconta una pena di 23 anni per attentati e atti di terrorismo. La difesa può presentare ricorso.
Rinnovato il regime di carcere duro per Cospito
Il Ministero della Giustizia ha deciso di mantenere il regime del 41 bis per Alfredo Cospito. Questo provvedimento, noto come carcere duro, è stato confermato per l'anarchico. La notifica è arrivata al suo legale, Flavio Rossi Albertini.
La decisione era attesa entro il prossimo 4 maggio. Cospito si trova attualmente recluso nel carcere di Cagliari. Il mantenimento del regime è stato ufficializzato oggi.
La condanna e le azioni legali
Alfredo Cospito sta scontando una pena detentiva di 23 anni. La condanna è legata all'attentato verificatosi nel 2006 contro la caserma dei Carabinieri di Fossano. Sono inclusi anche fatti di terrorismo riconducibili alle attività della Federazione anarchica informale (Fai-Fri).
La difesa di Cospito ha la facoltà di presentare un reclamo. Questo ricorso può essere indirizzato al tribunale di sorveglianza di Roma. La strategia legale mira a contestare la decisione ministeriale.
Le precedenti decisioni e il caso Delmastro
In precedenza, a settembre del 2025, la Corte europea dei diritti umani aveva già respinto un ricorso presentato dai legali dell'anarchico. La Corte aveva definito tale ricorso come 'manifestatamente infondato'.
Alfredo Cospito è anche al centro di un'altra vicenda giudiziaria. Riguarda l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Quest'ultimo è stato condannato in primo grado. La condanna è per aver riferito a un collega di partito, Giovanni Donzelli, il contenuto di conversazioni private. Queste conversazioni erano avvenute durante l'ora d'aria nel carcere di Sassari.
Le conversazioni in questione si erano svolte tra Cospito e altri detenuti al 41 bis, appartenenti alla camorra e alla 'ndrangheta. Giovanni Donzelli aveva poi reso pubbliche queste informazioni alla Camera dei Deputati. Nel processo di secondo grado a carico di Andrea Delmastro, il procuratore generale ha richiesto l'assoluzione. La sentenza è attesa nel mese di maggio.