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Un'imponente operazione di ordine pubblico ha interessato la zona di Lonigo e comuni limitrofi. Le forze dell'ordine hanno effettuato controlli a tappeto a seguito di una violenta rissa sfociata in una sparatoria. Sono state applicate misure di prevenzione nei confronti di alcuni individui.

Controlli interforze estesi a più comuni

Un'ampia operazione di sicurezza ha coinvolto circa trenta operatori delle forze dell'ordine. L'attività si è protratta dal pomeriggio fino a tarda sera. L'intervento ha interessato i comuni di Lonigo, Montebello Vicentino e Meledo di Sarego. Anche le aree circostanti sono state oggetto di controlli.

Particolare attenzione è stata dedicata alla stazione degli autobus di Lonigo. Qui è intervenuto un cane antidroga della Guardia di Finanza. Sono stati ispezionati i centri urbani di Lonigo, Montebello e Meledo. Anche i parchi pubblici, la pista ciclabile e le vie adiacenti sono stati controllati.

Sono stati monitorati attentamente alcuni esercizi commerciali. Anche gli avventori di questi locali sono stati sottoposti a verifiche. L'obiettivo era garantire la sicurezza e prevenire ulteriori disordini.

Misure di prevenzione e controlli su esercizi pubblici

Durante uno dei controlli in un negozio etnico, è stato individuato un lavoratore irregolare. In totale sono stati verificati undici esercizi commerciali. Sono stati controllati trentadue veicoli. Novantuno persone sono state identificate.

Tra le persone controllate, trentadue erano straniere. Ventuno di loro possedevano precedenti penali. Al termine delle operazioni, il questore ha emesso provvedimenti restrittivi. Sono stati disposti due fogli di via obbligatori. Questi divieti di ritorno avranno una durata di tre anni.

Le misure riguardano persone con precedenti specifici. Sono stati inoltre notificati due avvisi orali. Questi sono stati indirizzati a cittadini con precedenti per reati vari. La loro condotta denota una marcata pericolosità sociale. Infine, sono stati emessi due ordini di allontanamento dal territorio nazionale. Questi riguardano cittadini extracomunitari fermati durante i controlli.

La rissa e la sparatoria che hanno preceduto l'operazione

L'operazione delle forze dell'ordine è scattata martedì 14 marzo a Lonigo. L'intervento ha previsto posti di blocco, perquisizioni e controlli d'identità. Tutto ciò è avvenuto in seguito a una rissa avvenuta nei giorni precedenti. Durante la colluttazione, erano stati esplosi colpi di pistola. Uno dei partecipanti era rimasto ferito.

L'esito del blitz non è stato ancora reso noto ufficialmente. Non è stato comunicato se ci siano stati fermi. Alcune persone sospettate sono state comunque condotte in caserma per accertamenti. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio dell'accaduto.

Origine della violenza: famiglie nomadi e luna park

La rissa era stata preceduta da un inseguimento tra due automobili. Da questi veicoli erano scese circa dieci persone. Si sono affrontate anche con mazze di ferro. Quattro individui sono rimasti feriti. Uno di loro ha riportato una ferita da colpo di pistola.

Secondo le prime ricostruzioni, i protagonisti sarebbero alcune famiglie di nomadi. Erano giunti a Lonigo con i loro luna park. La loro presenza era legata alla tradizionale fiera locale, in programma a breve. L'intervento delle forze dell'ordine è stato pianificato in prefettura. La decisione è maturata al termine del Comitato Ordine e Sicurezza Pubblica.

Alla riunione erano presenti i vertici delle forze dell'ordine locali. Nell'operazione sono state impiegate decine di pattuglie. Hanno partecipato Polizia di Stato, Guardia di Finanza e polizia locale. Un elicottero della Guardia di Finanza ha sorvolato l'area interessata. Numerosi posti di blocco sono stati istituiti. I controlli hanno interessato anche comuni vicini.

Chiusura del luna park e comunicato dei giostrai

A seguito dell'episodio di violenza, il luna park è stato chiuso. La decisione è stata presa in seguito al fatto di sangue. I giostrai hanno diramato un comunicato. La nota è stata firmata dal rappresentante Nicola Zamperla.

«Prendiamo atto con dispiacere per i gravi episodi accaduti», si legge nel comunicato. I gestori esprimono rammarico per la chiusura delle 25 aziende. Ritengono ingiusta la penalizzazione senza motivazioni valide. Sottolineano che ogni attrazione rappresenta un'azienda familiare. Hanno espresso disappunto per la decisione drastica delle autorità.

Sono stati effettuati incontri con il sindaco. Si è discusso della possibilità di posticipare l'apertura. Questo in attesa degli sviluppi delle indagini. La famiglia citata dalla stampa si sarebbe allontanata spontaneamente. Tuttavia, le decisioni superiori hanno prevalso. I giostrai lamentano il confronto con i clienti. Questi chiedono spiegazioni. Si sentono penalizzati pur sostenendo l'economia locale.

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