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L'ex dirigente regionale Antonio Bini ricorda l'incontro con Daniele Kihlgren nel 2002, sottolineando la sua visione culturale per il recupero di Santo Stefano di Sessanio e l'importanza della Carta dei Valori siglata quell'anno.

L'incontro con l'imprenditore svedese

Antonio Bini, ex dirigente della Regione Abruzzo, ha condiviso il suo ricordo di Daniele Elow Kihlgren. L'incontro avvenne nell'autunno del 2002. Bini era responsabile dello Sviluppo Turistico regionale. Stava raccogliendo informazioni per un progetto di valorizzazione delle aree interne. Notò i primi segnali positivi dai voli Ryanair verso Pescara, iniziati nel 2001.

Si diffuse la notizia di un imprenditore svedese. Acquistava immobili abbandonati a Santo Stefano di Sessanio. L'obiettivo era il restauro e la valorizzazione turistica. Bini ritenne fondamentale conoscere questa persona. Voleva comprendere la sua visione e il suo progetto. All'epoca, il borgo contava appena 50 residenti.

Una visione culturale innovativa

L'incontro fu molto cordiale. Bini conobbe anche l'architetto Lelio Di Zio. Erano entrambi impegnati in un sopralluogo in un'antica casa in rovina. Bini rimase colpito dalla visione culturale di Kihlgren. Era molto diversa da quella tipica degli investitori immobiliari. La fase di acquisizione degli immobili era ancora in corso. L'orizzonte di Kihlgren era però già chiaro.

Il recupero doveva essere preceduto da indagini storiche e tipologiche. Si sarebbero analizzati gli elementi architettonici più significativi. Sarebbero state studiate anche le caratteristiche dei materiali lapidei e lignei. Questa meticolosità evidenziava un approccio profondamente rispettoso del patrimonio.

La Carta dei Valori per Santo Stefano

Bini scrisse di questo progetto nel volume "Oltre la Bit". Il suo contributo si intitolava "Il Progetto Sextantio: l'effetto Toscana nell'Abruzzo Aquilano". La ricerca fu curata con Tommaso Paolini e pubblicata nel 2003. Il percorso progettuale fu definito esemplare. Rappresentava un'espressione concreta dei modelli di sviluppo sostenibile.

Bini sottolineò l'importanza fondamentale della Carta dei Valori per Santo Stefano di Sessanio. Questo documento fu sottoscritto il 7 agosto 2002. Le parti firmatarie erano il presidente del Parco Nazionale del Gran Sasso, il sindaco di Santo Stefano di Sessanio Antonio D'Aloisio e Kihlgren, amministratore unico della società Sextantio srl.

Un modello di sviluppo condiviso

La Carta dei Valori non fu solo un accordo formale. Accompagnò la fase di realizzazione del progetto. Bini la descrisse con la frase: "Io restoauro a regola d'arte, ma anche il paese mi deve seguire". Questo sottolinea un patto di corresponsabilità. L'imprenditore si impegnava nel recupero di alta qualità. In cambio, la comunità locale doveva partecipare attivamente.

L'esperienza di Santo Stefano di Sessanio ebbe un impatto significativo. Fu uno dei richiami di immagine e recupero. Questi elementi furono inseriti nella strategia promossa dalla Regione Abruzzo nel 2003. Il progetto si chiamava Invest-Abruzzo. I suoi effetti positivi sono ancora oggi evidenti.