Sindacati e centinaia di lavoratori si sono riuniti a Santeramo in Colle per celebrare il Primo Maggio. La manifestazione ha messo in luce le profonde crisi industriali della regione, con particolare attenzione alla vertenza Natuzzi. Le sigle sindacali hanno espresso critiche verso il recente decreto lavoro, chiedendo interventi più concreti e responsabilità governative.
Sindacati uniti a Santeramo per la Festa dei Lavoratori
In occasione della Festa dei Lavoratori, Cgil, Cisl e Uil hanno organizzato una manifestazione a Santeramo in Colle. Centinaia di lavoratori hanno partecipato all'evento. La città, un tempo cuore pulsante del distretto del mobile, è oggi simbolo di una grave crisi industriale pugliese. I partecipanti hanno sfilato in corteo. La marcia si è conclusa con un comizio. Diversi leader sindacali hanno preso la parola. Tra questi, Gigia Bucci (Cgil Puglia), Giuseppe Boccuzzi (Cisl Bari-BAT) e Stefano Frontini (Uil Puglia-Bari-Bat).
Le discussioni non si sono limitate alle problematiche locali. Un punto centrale degli interventi è stato il nuovo decreto lavoro. Questo provvedimento è stato recentemente approvato dal Consiglio dei ministri. Le sigle sindacali hanno espresso forti riserve sul suo impatto.
Critiche al decreto lavoro e richieste di intervento
La segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, ha espresso un giudizio severo sul decreto. «È un decreto che non risolve i tanti problemi delle lavoratrici e dei lavoratori», ha dichiarato Bucci. Ha sottolineato la necessità di azioni concrete. «Non abbiamo bisogno di un decreto spot», ha aggiunto. Ha invocato un governo più responsabile. «Un governo che si assuma delle responsabilità», ha chiesto. L'obiettivo è risolvere le numerose vertenze aperte. Molte di queste sono depositate presso il Ministero. Tra queste, spicca la vertenza Natuzzi. Bucci ha lanciato un appello diretto al Ministro Urso. «Chiediamo al ministro Urso di presentarsi al tavolo», ha esortato. Ha criticato l'invio di funzionari. «Invece di mandare i funzionari e non affrontare direttamente il problema», ha concluso.
Solidarietà e lotta alle crisi produttive
Giuseppe Boccuzzi, segretario generale della Cisl Bari-BAT, ha evidenziato la gravità della situazione a Santeramo. «Siamo a Santeramo, in provincia di Bari», ha affermato Boccuzzi. Ha descritto il territorio come una terra che attraversa un momento difficile. La crisi produttiva attuale è particolarmente sentita. La vertenza Natuzzi è un esempio emblematico. «Quella della Natuzzi», ha specificato. Ha sottolineato la solidarietà dei lavoratori. «Tutti i lavoratori e le lavoratrici di tutte le federazioni sono venuti qui a dare solidarietà», ha dichiarato. Per la Cisl, il lavoro dignitoso è legato alla sconfitta delle crisi. «Parlare di lavoro dignitoso significa anche sconfiggere le crisi produttive», ha spiegato. Significa anche garantire continuità occupazionale. «Significa dare continuità all'occupazione», ha aggiunto. Ha evidenziato l'unità sindacale. «Questo momento importante e qui oggi si vedono unite Cgil, Cisl e Uil», ha concluso.
Lavoro dignitoso e contrattazione: le richieste della Uil
Stefano Frontini, segretario Generale Uil Puglia-Bari-Bat, ha posto l'accento sulla qualità del lavoro. «Oggi è un Primo Maggio che ha al centro il lavoro dignitoso», ha affermato Frontini. Ha lamentato la sua carenza nella provincia e nella regione. Anche se l'occupazione cresce statisticamente, non è sempre un lavoro di qualità. «Il lavoro anche se cresce dal punto di vista statistico, non è un lavoro di qualità», ha spiegato. La Uil promuove un lavoro basato su contrattazione equa. «Noi invece riteniamo che il lavoro fatto di contrattazione giusta, che garantisca diritti, tutele e salario giusto, debba essere messo al centro», ha dichiarato. Questa è la voce che emerge dalla gente presente. Il decreto Primo Maggio offre risposte parziali. «Il decreto Primo Maggio dà delle risposte parziali», ha ammesso Frontini. Ha notato un'attenzione alla contrattazione confederale. «Soprattutto mette al centro la contrattazione delle confederazioni», ha aggiunto. Questo solleva questioni di rappresentanza e salario equo. «Quindi c'è un tema di rappresentanza e di salario giusto che viene affrontato», ha spiegato. Frontini ha apprezzato la condizionalità nell'uso dei fondi pubblici. «Un primo passaggio riteniamo inoltre che sia importante anche la condizionalità che viene vista rispetto all'utilizzo delle risorse pubbliche quando si va ad aiutare le aziende», ha detto. Nonostante i progressi, c'è ancora molto da fare. «C'è ancora tanto da fare ma è un segnale incoraggiante», ha concluso.