I dipendenti Natuzzi hanno bloccato gli ingressi dello stabilimento di Laterza. La protesta è contro la chiusura di tre sedi produttive nel Barese, con conseguente trasferimento dei lavoratori.
Protesta dei dipendenti Natuzzi a Laterza
I lavoratori della Natuzzi hanno intrapreso un'azione di protesta. Hanno bloccato gli accessi allo stabilimento situato a Laterza. Questa mossa impedisce l'ingresso dei camion. Di fatto, la produzione è stata interrotta.
L'iniziativa segue la decisione aziendale di chiudere tre siti produttivi nella zona del Barese. Le sedi interessate sono a Santeramo in Colle e Altamura. I dipendenti manifestano il loro dissenso contro queste chiusure.
Chiusure e trasferimenti dei lavoratori
A partire da oggi, lo stabilimento Ps di Santeramo subirà una chiusura temporanea. Questo sito è la sede centrale dell'azienda. La sede di Graviscella ad Altamura ha cessato le attività ieri. È stato l'ultimo giorno di lavoro per i dipendenti di questa sede.
Un altro stabilimento, Jesce 2 a Santeramo, vedrà una chiusura definitiva. Questa chiusura è prevista a partire da domani. La società ha pianificato queste chiusure come parte di un piano aziendale.
Il futuro dei 668 lavoratori
Lo stabilimento di Laterza è destinato ad accogliere la maggior parte dei 668 lavoratori. Questi dipendenti provengono dai tre siti che verranno chiusi. Il piano aziendale prevede il loro trasferimento in questa sede.
Attualmente, i lavoratori trasferiti sono in cassa integrazione. Parte della produzione verrà spostata in Romania. Questa situazione genera forte preoccupazione tra i dipendenti.
La vertenza aziendale e le trattative
La trattativa riguardante l'azienda di salotti pugliese si è interrotta. La scorsa settimana, un incontro al Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) è fallito. Successivamente, un altro incontro si è tenuto martedì. La sede era quella barese di Confindustria.
Nonostante gli sforzi, non è stato raggiunto alcun accordo. Le chiusure annunciate sono diventate effettive tra ieri e oggi. La situazione è critica, con conseguenti trasferimenti e cassa integrazione.
Le richieste dei lavoratori alle istituzioni
I lavoratori in protesta hanno espresso la loro forte contrarietà. Hanno dichiarato: «Dopo che Natuzzi ha ricevuto, in 23 anni, più di 1 miliardo di euro di fondi pubblici (diretti e indiretti) oggi non può pensare di abbandonare l'Italia e lasciare in difficoltà territorio e lavoratori e lavoratrici».
Hanno lanciato un appello alle istituzioni. Chiedono un intervento a tutti i livelli. La loro preoccupazione è che si possa innescare una «bomba sociale». Temono che la mancata risoluzione possa portare a gravi conseguenze per il territorio e per le famiglie dei lavoratori.