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Un evento culturale unisce storia millenaria e attualità nell'Abbazia del Goleto, Avellino. Esperti e figure di spicco dialogano sul patrimonio e le identità locali.

L'Abbazia del Goleto ospita il Festival

L'antico complesso benedettino del Goleto, situato in provincia di Avellino, diventa il fulcro di un importante evento culturale. Questa storica abbazia, fondata poco dopo l'anno Mille, accoglie il progetto 'Festival delle Radici Migratorie'. L'iniziativa mira a esplorare le connessioni tra il passato e il presente.

L'Abbazia del Goleto vanta una storia millenaria. La sua fondazione risale a san Guglielmo da Vercelli. Egli è una figura chiave per l'Irpinia e fondatore del santuario di Montevergine. Il sito scelto per l'evento è nel territorio di Sant'Angelo dei Lombardi.

Dialogo tra passato e futuro

Il progetto culturale 'Glocal Think', sotto la direzione di Emanuela Sica, anima il Festival. L'obiettivo è creare un ponte tra epoche diverse. Questo avviene attraverso il contributo di voci autorevoli. Partecipano studiosi di fama nazionale e figure impegnate nella valorizzazione del territorio.

Tra gli intervenuti spicca Giorgio Manzi. È un noto paleoantropologo e docente all'università 'La Sapienza' di Roma. Al suo fianco, Marcello Rotili, archeologo e medievista. La loro presenza garantisce un approfondimento storico e scientifico.

Contribuiscono anche padre Lorenzo Prencipe, missionario scalabriniano. Appartiene alla Congregazione di san Carlo. Inoltre, interviene Vincenzo De Maio. È presidente dell'Ordine degli architetti della provincia di Avellino. La sua expertise riguarda il patrimonio architettonico locale.

Riconoscimenti per gli 'Ambasciatori delle Radici'

Durante la manifestazione, verranno conferiti riconoscimenti speciali. Il premio 'Ambasciatori delle Radici' celebra figure che si distinguono per il loro impegno. Questo onora chi contribuisce a mantenere vive le connessioni con il territorio.

Tra i premiati figura Gerardo Capozza. Ricopre la carica di presidente della Fondazione Sistema Irpinia. Ha anche ricoperto ruoli significativi nella pubblica amministrazione, come capo cerimoniale di Palazzo Chigi.

Riceverà il riconoscimento anche Virgilio Caivano. È portavoce del Coordinamento nazionale dei piccoli comuni italiani. La sua attività è fondamentale per la salvaguardia e la promozione delle realtà locali.

Focus sulle aree interne

L'evento pone un'attenzione particolare sulle aree interne. Il Festival delle Radici Migratorie intende valorizzare il patrimonio culturale e umano di queste zone. L'Abbazia del Goleto, con la sua storia e la sua posizione, è il luogo ideale per questa riflessione.

Il dibattito si concentrerà sulle sfide e le opportunità per questi territori. Si parlerà di come preservare l'identità locale. Si esploreranno strategie per la crescita sostenibile. Il tutto partendo dalle radici storiche e culturali.

Un ponte tra generazioni e culture

Il Festival delle Radici non è solo un evento storico. È anche un'occasione di confronto. Permette a diverse generazioni di dialogare. Si promuove la comprensione reciproca tra chi vive nelle aree interne e chi è partito.

L'iniziativa mira a rafforzare il senso di appartenenza. Vuole stimolare nuove idee per il futuro. L'Abbazia del Goleto diventa così un simbolo di continuità. Un luogo dove le radici del passato nutrono la crescita futura.

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