È venuto a mancare all'età di 95 anni Domenico Minuto, figura di spicco della cultura reggina, noto per i suoi studi sulla storia greca e bizantina. La sua eredità intellettuale lascia un vuoto nella comunità accademica e locale.
Addio allo storico Domenico Minuto
La città di Reggio Calabria piange la scomparsa di Domenico Minuto. L'intellettuale, spentosi all'età di 95 anni, era una delle massime autorità nel campo della cultura grecanica e bizantina. La notizia della sua dipartita ha suscitato profonda commozione, con numerosi messaggi di cordoglio che stanno affluendo in queste ore.
Il museo archeologico di Reggio Calabria ha voluto ricordarlo con un post commosso. «Con profondo dispiacere apprendiamo la notizia della dipartita di Domenico Minuto», si legge nel messaggio. Viene descritto come «preside, storico e bizantinista, uomo di profonda cultura e acume». Il museo sottolinea il suo prezioso contributo alla «conoscenza e alla tutela del patrimonio della nostra Calabria».
Una vita dedicata alla cultura e alla storia
Nato a Reggio Calabria il 27 marzo 1931, Domenico Minuto ha dedicato la sua esistenza allo studio e alla diffusione del sapere. Dopo una carriera come docente, ha ricoperto ruoli di prestigio come dirigente scolastico di licei classici e scientifici. La sua passione per la storia lo ha portato a partecipare attivamente a importanti istituzioni culturali.
Tra queste spiccano la Deputazione di Storia Patria per la Calabria e l'associazione Amici del Museo di Reggio Calabria. Era inoltre socio onorario della sezione reggina di Italia Nostra. Il suo legame con le comunità bizantine della provincia era particolarmente forte e profondo.
La sua attività di ricerca e pubblicazione si è concentrata sulla storia della Calabria. Ha svolto un ruolo cruciale nel mantenere viva la memoria delle minoranze linguistiche presenti sul territorio. Ha inoltre guidato associazioni e studiosi alla scoperta delle ricchezze culturali delle aree grecaniche e aspromontane.
Il ricordo dei sindaci e degli amici
La notizia della sua morte ha toccato profondamente anche le istituzioni locali. Il sindaco di Sant'Agata del Bianco, Domenico Stranieri, ha espresso il suo dolore con parole sentite. «Oggi ci lascia un grandissimo studioso», ha affermato. Ha sottolineato come Minuto non si sia limitato a studiare la terra calabrese, ma l'abbia «amata visceralmente».
Il sindaco ha descritto il suo metodo di conoscenza come quello di chi «conosce davvero un luogo: camminando, osservando, ascoltando». Ha poi condiviso un ricordo personale del 2020. «Volevamo avere notizie su una chiesetta bizantina di Sant’Agata», ha raccontato. «Così, insieme Jaime Gonzales Molina siamo andati a Reggio, a casa del professor Minuto».
«La sua grande libreria mi ricordava quella di Jean Piaget», ha aggiunto Stranieri. «Ci accolse con il sorriso e con grande umiltà. Poi, quando gli indicammo la posizione dei ruderi dell’antica struttura, nei suoi occhi passò un guizzo di luce».
«Cercò un testo, lo trovò e ci donò ciò che aveva scritto proprio su quella chiesetta», ha concluso il sindaco. Questo gesto dimostra come Minuto «avesse sempre abitato il sapere, rendendolo umano, vivo e condivisibile».
Un'eredità di fede e passione civile
Anche l'avvocato Francesco Ventura ha voluto rendere omaggio alla figura di Domenico Minuto. Ha ricordato un episodio accaduto il 14 ottobre 2023, durante un viaggio da Reggio a Palmi. «Commentando un passaggio sentito alla radio», ha scritto Ventura, «il professore Minuto per spiegare la sua idea di fede citò san Cipriano da Cartagine».
La frase citata era: «la convinzione che chiudendo gli occhi in questa vita, li si apre nell’altra e si vede Gesù». Ventura ha annotato la frase per il modo e il tono con cui fu pronunciata. Ha collegato questo ricordo a un evento significativo: il riconoscimento dei santi italo-greci post-scismatici da parte della chiesa ortodossa, integrato nella canonizzazione cattolica.
«Fu il momento in cui», ha proseguito Ventura, «il professore Minuto potette assistere a un evento auspicato per una vita intera. Una delle tante autentiche soddisfazioni giunte a frutto di un impegno costante».
Francesco Ventura ha poi riflettuto sul futuro ricordo di Minuto. «Adesso si scriveranno messaggi di cordoglio alla famiglia e accorate parole di commiato innanzi alla cittadinanza. E molto ancora sarà doveroso e giusto scrivere in futuro». Tuttavia, ha sottolineato l'importanza del momento attuale: «Ma ora, nel momento del lutto, decoroso e dignitoso, null’altro è da aggiungere».
Ha concluso con una riflessione profonda sulla sua eredità. «Se esiste un dio, chiudendo gli occhi Domenico Minuto lo ha certamente visto e incontrato. E se un dio non esiste, poco importa. L’esempio della sua vita e dei suoi studi», ha affermato Ventura, «sintesi di passione civile e umana, erano e sono un faro, una testimonianza. È così che muore un cristiano ed è così che un cristiano ha vissuto».