Una testimone chiave nel processo Zeus, ex compagna di Luigi Bisesto, chiede di essere riascoltata. Fornisce dettagli sugli spostamenti dell'imputato tra il 2020 e il 2023, suggerendo periodi trascorsi all'estero come chef. La difesa potrebbe avvalersi di queste dichiarazioni per sostenere l'estraneità dell'imputato alle attività criminali contestate.
Il processo Zeus e l'imputato Luigi Bisesto
Il Tribunale collegiale di Benevento sta conducendo il processo denominato "Zeus". Al centro delle indagini vi è Luigi Bisesto, residente a Sant'Agata de' Goti. Le autorità lo accusano di associazione a delinquere di stampo camorristico, specificamente il reato previsto dall'articolo 416 bis del codice penale. La sua posizione è quella di presunto capo e promotore di un clan criminale che porta il suo nome.
Le contestazioni a suo carico non si limitano all'associazione a delinquere. Egli è anche imputato per estorsioni, aggravate dall'utilizzo del metodo mafioso. Inoltre, le indagini puntano sulla sua presunta gestione della cassa del sodalizio criminale. La Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Napoli lo ha segnalato nelle sue relazioni semestrali per oltre vent'anni.
Le stesse relazioni lo identificano come il capoclan di un'organizzazione criminale. Questa entità sarebbe attiva principalmente nella Valle Caudina e nella Valle Telesina. Tuttavia, l'influenza del clan si estenderebbe anche nelle province di Caserta e Napoli. La difesa di Bisesto è affidata agli avvocati Vittorio Fucci ed Ettore Marcarelli.
La richiesta di riascolto della testimone Mariangela Mincione
Durante un'udienza tenutasi il 19 marzo 2026, è emersa una nuova prospettiva. Il giorno successivo, Mariangela Mincione, ex compagna di Luigi Bisesto e figura nota nel mondo editoriale, ha rilasciato una dichiarazione pubblica. La Mincione era stata citata come testimone dalla difesa. Nella sua dichiarazione, ha espresso il desiderio di essere nuovamente ascoltata dai giudici.
La sua richiesta si basa su una verifica successiva degli spostamenti di Luigi Bisesto. Questi spostamenti riguardano il periodo compreso tra il 2020 e il 2022. La Mincione ha sottolineato che tutte le informazioni da lei fornite sono verificabili. Ha lamentato che il contraddittorio durante l'udienza non le ha permesso di riflettere adeguatamente sulle tempistiche. Ha ribadito che tali tempistiche sono dimostrabili con prove concrete.
La sua volontà di fornire ulteriori dettagli mira a chiarire la posizione di Bisesto. La testimone sembra voler dimostrare che, durante periodi cruciali, l'imputato non si trovava sul territorio campano. Questo potrebbe minare le fondamenta dell'accusa di leadership del clan.
Ricostruzione degli spostamenti: Bruxelles, Zurigo e Sant'Agata de' Goti
Mariangela Mincione ha presentato una ricostruzione dettagliata degli spostamenti di Luigi Bisesto. Questa cronologia copre un arco temporale significativo, dal 2020 al 2023. Secondo quanto dichiarato dalla Mincione, dall'11 gennaio al 23 dicembre 2020, Bisesto si trovava a Bruxelles. Durante questo periodo, la Mincione era anch'essa residente nella capitale belga.
Il rientro a Sant'Agata de' Goti sarebbe avvenuto per le festività natalizie di quell'anno. L'unico spostamento effettuato da solo da Bisesto nel corso del 2020 sarebbe avvenuto nella seconda settimana di ottobre. La motivazione addotta era la partecipazione al battesimo di una nipote. Questo dettaglio mira a suggerire una vita familiare e spostamenti leciti.
Nel giugno 2021, la narrazione prosegue con il trasferimento di Bisesto a Zurigo. Lì, avrebbe intrapreso un'attività lavorativa come chef presso il Ristorante Pizzeria Fiorello. Questa esperienza professionale all'estero si sarebbe protratta fino a ottobre dello stesso anno. Successivamente, nel novembre 2021, i due si sarebbero incontrati a Roma. Hanno soggiornato per due notti presso un parente della Mincione.
L'occasione dell'incontro romano era un evento letterario pubblico, tenutosi il 10 novembre. Nell'aprile 2022, Bisesto sarebbe tornato in Belgio. Questa volta, avrebbe lavorato come chef presso il ristorante La Molisana, situato a Saint-Gilles. Il suo soggiorno belga sarebbe stato breve, poiché il 30 maggio dello stesso anno sarebbe rientrato a Zurigo. Ha ripreso la sua attività presso il Fiorello.
Dal 31 dicembre 2022 al 22 ottobre 2023, Bisesto avrebbe continuato a risiedere a Zurigo. Al termine di questo periodo, avrebbe intrapreso un periodo di ferie. Il suo rientro a Sant'Agata de' Goti sarebbe avvenuto il 23 ottobre 2023. Questa sequenza di spostamenti suggerisce una vita lavorativa all'estero, lontana dalle attività criminali contestate in Campania.
La domanda cruciale: perché escludere i colleghi di Zurigo?
La dichiarazione di Mariangela Mincione solleva un punto cruciale riguardo alla lista dei testimoni presentata dalla difesa. La sua perplessità si concentra sull'assenza di persone che avrebbero potuto confermare gli spostamenti e l'attività lavorativa di Bisesto all'estero.
La domanda posta dalla Mincione è diretta: "Perché non rientra nella lista dei testimoni almeno una tra le persone con cui Luigi Bisesto ha lavorato a Zurigo?". Ella sottolinea che gli eventi da lui organizzati a Zurigo sono pubblici. Menziona anche un concerto tenuto da Sal Da Vinci, vincitore del Festival di Sanremo 2026. Questo dettaglio, sebbene apparentemente secondario, mira a contestualizzare la presenza di Bisesto in eventi sociali e professionali.
La testimone afferma di essere in contatto con una persona specifica. Questa persona sarebbe stata quella che ha chiamato Bisesto a lavorare a Zurigo. Inoltre, questa persona sarebbe stata disponibile a testimoniare in suo favore. La sua esclusione dalla lista dei testimoni solleva interrogativi sulla strategia difensiva e sulla completezza delle prove presentate.
La Mincione ritiene che la testimonianza di queste persone potrebbe fornire un alibi solido. Potrebbe dimostrare che, durante i periodi contestati dall'accusa, Bisesto era impegnato in attività lecite all'estero. La sua dichiarazione mira a mettere in discussione la credibilità delle prove a carico del suo ex compagno.
Disponibilità a collaborare ulteriormente con gli inquirenti
Mariangela Mincione ha concluso la sua dichiarazione esprimendo piena disponibilità a collaborare con gli inquirenti. Ha offerto il suo supporto per ricostruire gli spostamenti di Luigi Bisesto anche in un periodo precedente, dal 2018 al 2019. Questo dimostra una volontà di contribuire alla ricerca della verità processuale.
La sua dichiarazione, pur non avendo al momento un valore probatorio formale, apre una questione significativa. La tesi sostenuta dalla Mincione è che, nel periodo in cui l'accusa ritiene Bisesto operasse come capoclan in Campania, egli si trovasse effettivamente all'estero. La sua attività lavorativa come chef in Svizzera e Belgio viene presentata come prova di ciò.
Sarà compito del tribunale valutare l'importanza di questi elementi. I giudici decideranno se e in quale misura queste dichiarazioni potranno essere integrate nel processo. La possibilità che queste informazioni vengano considerate potrebbe influenzare l'esito del procedimento giudiziario.
La vicenda giudiziaria legata al processo "Zeus" continua a evolversi. Le dichiarazioni di Mariangela Mincione aggiungono un tassello importante. Esse potrebbero fornire una chiave di lettura alternativa alle accuse mosse contro Luigi Bisesto. La sua posizione, se confermata da testimonianze dirette dall'estero, potrebbe portare a una revisione delle conclusioni investigative.
L'area geografica interessata dalle indagini comprende la Valle Caudina e la Valle Telesina, zone storicamente soggette a infiltrazioni criminali. La presenza di un'organizzazione attiva da oltre vent'anni, come indicato dalla DIA, rende il processo "Zeus" di particolare rilevanza per la lotta alla criminalità organizzata in Irpinia. La difesa di Bisesto sembra puntare proprio sulla dimostrazione della sua assenza fisica dal territorio durante i periodi chiave delle presunte attività illecite.
La figura di Luigi Bisesto, descritto come capo e promotore, è centrale. Le accuse di estorsione aggravata dal metodo mafioso implicano un'attività diretta e continuativa sul territorio. La testimonianza della sua ex compagna, se ritenuta attendibile e supportata da prove concrete, potrebbe scardinare questa ricostruzione accusatoria. La richiesta di ascoltare i colleghi di Zurigo diventa quindi un passaggio fondamentale per la difesa.
Il contesto normativo che regola questi processi è complesso. L'articolo 416 bis prevede pene severe per chiunque promuova, diriga o organizzi associazioni di tipo mafioso. La prova della leadership e della partecipazione attiva è essenziale per la condanna. La difesa di Bisesto sembra voler dimostrare proprio la mancanza di questa partecipazione attiva, basandosi sulla sua presunta attività lavorativa all'estero.
La cronaca giudiziaria di Sant'Agata de' Goti e delle aree circostanti è spesso segnata da vicende legate alla criminalità organizzata. Il processo "Zeus" si inserisce in questo contesto, con l'obiettivo di fare chiarezza sulle responsabilità individuali e sull'operatività del presunto clan. La dichiarazione di Mariangela Mincione rappresenta un tentativo di introdurre elementi di dubbio sull'impianto accusatorio, focalizzandosi su un aspetto specifico: la localizzazione geografica dell'imputato.
La questione sollevata dalla Mincione non è di poco conto. Se Bisesto ha effettivamente lavorato come chef a Zurigo e Bruxelles nei periodi indicati, ciò potrebbe costituire un alibi valido. La sua presenza in contesti lavorativi leciti all'estero renderebbe incompatibile la sua contemporanea attività di capo clan in Campania. Il tribunale dovrà ora valutare la fondatezza di queste affermazioni e la possibilità di acquisire prove dirette dalla Svizzera.
La collaborazione offerta dalla testimone si estende anche a periodi precedenti, suggerendo una disponibilità a fornire un quadro completo della vita di Bisesto. Questo approccio proattivo potrebbe essere determinante per la sua difesa. La corte dovrà ponderare attentamente ogni elemento presentato, bilanciando le dichiarazioni testimoniali con le prove raccolte dall'accusa.
Il processo "Zeus" si conferma quindi un caso complesso, dove le dichiarazioni di un testimone possono assumere un peso significativo. La richiesta di sentire i colleghi di Zurigo è un segnale chiaro della strategia difensiva. L'obiettivo è quello di dimostrare che Luigi Bisesto, lungi dall'essere un capo clan attivo sul territorio, fosse un lavoratore all'estero durante i periodi contestati. L'esito dipenderà dalla capacità della difesa di fornire prove concrete e dalla valutazione del tribunale.