Condividi
AD: article-top (horizontal)

Decine di strutture balneari e immobili illegali sono stati sequestrati nel Casertano. Migliaia di metri quadrati di costa, precedentemente occupati abusivamente, sono ora restituiti alla collettività e alla gestione della "buona politica".

Abusivismo demaniale e camorra nel mirino

Un'imponente operazione giudiziaria ha colpito il litorale casertano. L'azione, durata due anni, ha visto il sequestro di numerosi immobili e stabilimenti balneari illegali. Queste aree, spesso legate ad attività criminali, sono state sottratte al controllo illecito. La costa, che si estende nei comuni di Castel Volturno, Mondragone, Sessa Aurunca e Cellole, è ora pronta per un nuovo inizio.

L'iniziativa è stata coordinata dalla Procura Generale presso la Corte d'Appello di Napoli. Il procuratore generale Aldo Policastro ha lavorato in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il procuratore Pierpaolo Bruni ha guidato le indagini sul campo. Questa collaborazione ha permesso di contrastare efficacemente l'abusivismo demaniale marittimo.

La lotta all'illegalità diffusa ha visto un'azione congiunta di diverse forze dell'ordine. La Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, i Carabinieri e la Guardia Costiera hanno operato in modo coordinato. Questa è stata la prima volta a livello nazionale che un intero tratto costiero è stato oggetto di un'azione così strutturale. I risultati sono stati presentati durante una conferenza stampa. L'incontro si è tenuto presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere.

Castel Volturno: il villaggio dei camorristi e lidi sotto sequestro

Tra i risultati più significativi, spicca il sequestro di 80 immobili abusivi a Castel Volturno. Questi edifici erano stati costruiti illegalmente su aree demaniali, in località Bagnara. Tra questi, ben 43 case erano state edificate senza alcuna autorizzazione. I responsabili erano esponenti del clan camorristico Belforte di Marcianise. Hanno creato un vero e proprio villaggio privato per le vacanze.

Le demolizioni di queste strutture abusive sono già iniziate. Diciannove immobili sono stati abbattuti. Altri 8 sono attualmente in fase di demolizione. Un dato incoraggiante è che il 25% delle demolizioni è stato eseguito volontariamente dai proprietari. Il numero di richieste di auto-abbattimento è in costante aumento. Questo segnale indica un graduale ritorno alla legalità nel territorio.

A Castel Volturno sono stati sequestrati anche tre lidi balneari. Questi stabilimenti erano intestati a membri del clan dei Casalesi. I proprietari erano stati condannati per associazione camorristica. Altri stabilimenti balneari sono stati posti sotto sequestro a Mondragone. Erano completamente privi di autorizzazioni.

Estensione dei sequestri nei comuni costieri

L'operazione ha interessato anche altri comuni della costa casertana. A Sessa Aurunca, è stato sequestrato un cantiere nautico. Anche nella rinomata località turistica di Baia Domizia sono state sequestrate numerose strutture. Queste erano state realizzate abusivamente in prossimità del mare. Sono stati inoltre sequestrati centinaia di arredi da spiaggia, come ombrelloni e lettini, lasciati incustoditi.

In totale, nei quattro comuni interessati dall'operazione, la Guardia di Finanza ha esaminato 242 concessioni demaniali. Di queste, 118 si trovavano a Castel Volturno. Altre 54 sono state controllate a Mondragone, 33 a Cellole e 37 a Sessa Aurunca. L'attenzione si è concentrata anche sul tratto terminale del fiume Volturno. Qui, nell'aprile scorso, sono state sequestrate 60 strutture da pesca. Queste erano state costruite abusivamente per una lunghezza di circa 9 km dalla foce. La demolizione di tali strutture è già stata avviata.

Impianto di sollevamento e tutela ambientale

Un altro intervento significativo ha riguardato l'impianto di sollevamento delle acque reflue di Castel Volturno, in località Pinetamare. L'impianto è stato sequestrato nel marzo del 2025 dalla Guardia Costiera. Il sequestro è avvenuto a seguito di una moria di pesci nel bacino della Darsena San Bartolomeo. La causa era stata attribuita al malfunzionamento dell'impianto stesso. Questo intervento sottolinea l'impegno nella tutela ambientale e nella prevenzione di disastri ecologici.

Procuratore Policastro: "Ora la palla passa alla politica"

Il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, ha evidenziato l'importanza dell'azione condotta. «Come Procura generale di Napoli siamo intervenuti sul litorale casertano per coordinare le attività di repressione degli abusi edilizi e delle tante violazioni riscontrate nella gestione del demanio marittimo», ha dichiarato. Ha aggiunto che si trattava di «concessioni illegittime o scadute a titolari di stabilimenti che non potevano gestire in quanto condannati per camorra».

«Queste aree tornano alla politica, che dovrà assicurare il futuro del territorio, e alla collettività, che potrà utilizzarle liberamente», ha sottolineato Policastro. Ha spiegato che l'obiettivo era offrire opportunità, non ostacolare l'imprenditoria. «Vogliamo favorire gli imprenditori onesti dopo che per decenni questo territorio è stato abbandonato e saccheggiato dalla criminalità», ha aggiunto.

Il procuratore di Santa Maria Capua Vetere, Pierpaolo Bruni, ha posto l'accento sulle «tante sacche di illegalità che abbiamo scoperto e combattuto e che andavano avanti come se nulla fosse». Ha fatto riferimento ai tre lidi sequestrati a Castel Volturno perché gestiti da esponenti della camorra. La procura aggiunta Graziella Arlomede ha evidenziato la sinergia tra le procure e le forze dell'ordine. «Fondamentale per poter operare in un territorio così complesso», ha detto. Ha definito Castel Volturno un «crocevia della criminalità internazionale, in cui si intrecciano tanti interessi, e non è facile intervenire».

Un segnale di riappropriazione territoriale

L'ammiraglio della Guardia Costiera Giuseppe Aulicino, direttore marittimo della Campania, ha sottolineato l'importanza dell'operazione. Il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, Manuel Scarso, ha affermato: «L'aspetto importante di questa attività è il segnale che lo Stato dà di riappropriarsi dei propri territori». Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Nicola Sportelli, ha ammonito i Comuni. Ha dichiarato che, dopo l'analisi approfondita di 242 concessioni, «non potranno più far finta di non vedere, di non sapere che un lido era abusivo o gestito da un esponente del clan condannato».

Il capo della Squadra Mobile di Caserta, Massimiliano Russo, ha concluso con una frase incisiva: «Lo Stato è in questa stanza». Questo intervento rappresenta un passo fondamentale per il ripristino della legalità e per la restituzione di spazi pubblici alla collettività. L'obiettivo è promuovere uno sviluppo sostenibile e contrastare ogni forma di illegalità sul litorale casertano.

AD: article-bottom (horizontal)