Only Wine si prepara a un grande afflusso di visitatori a Città di Castello, con previsioni di 5.000 presenze e un indotto economico che supera i 2 milioni di euro. L'evento celebra i giovani produttori e le piccole cantine.
Only Wine: un successo in crescita
La manifestazione Only Wine si conferma un appuntamento di rilievo nel panorama enologico italiano. L'evento, dedicato ai giovani produttori e alle piccole realtà vitivinicole, si svolge a Città di Castello. La sua formula vincente punta su identità, qualità e un forte legame con le nuove generazioni di viticoltori.
Ogni anno, la fiera consolida il suo ruolo strategico. Non solo per il settore del vino, ma anche per il territorio che la ospita. Città di Castello diventa così il fulcro di un evento di grande richiamo. La manifestazione attira un numero significativo di partecipanti, contribuendo all'economia locale.
Numeri e impatto economico dell'evento
Andrea Castellani, ideatore e project manager di Only Wine, ha fornito dati incoraggianti. Si parla di circa 160 cantine presenti. Queste realtà pernottano per tre giorni nel territorio. Il numero di visitatori attesi è di almeno 5.000. Tra questi figurano appassionati, operatori del settore e buyer qualificati.
Questo flusso di persone genera un impatto economico notevole. L'indotto stimato supera i 2 milioni di euro. Tale cifra comprende i costi di ospitalità e ristorazione. Include anche le spese per gli allestimenti e l'acquisto dei biglietti. L'effetto positivo si estende anche oltre i confini comunali.
Le strutture ricettive di comuni limitrofi, come Sansepolcro in Toscana, registrano un aumento di presenze. Questo è dovuto alla saturazione delle strutture a Città di Castello. Castellani definisce Only Wine un vero «gioiellino». Lo posiziona tra le manifestazioni medio-piccole più importanti d'Italia.
Criteri di selezione e identità della manifestazione
Il successo di Only Wine si basa su una formula ben precisa. La crescita è legata a un'identità specifica e a una selezione rigorosa. I vini ammessi provengono da cantine con meno di 10 ettari di superficie. Sono privilegiati i produttori under 40 anni. Oppure aziende con meno di dieci anni di attività. Fondamentali sono anche la qualità del vino e il legame con il territorio di origine.
La selezione non è automatica. Le cantine possono autocandidarsi. Devono però inviare campioni dei loro prodotti. Molte aziende vengono scartate. Questo garantisce un elevato standard qualitativo. Le regioni più rappresentate rimangono Piemonte e Toscana. Questo è dovuto sia ai numeri che alla qualità delle loro produzioni. Le piccole realtà apprezzano l'evento anche per i costi contenuti rispetto ad altre fiere.
Un trampolino di lancio per i giovani talenti
Il tratto distintivo di Only Wine è la sua vocazione alla scoperta di nuovi talenti. Viene definita una sorta di «settore giovanile dei produttori di vino». Ogni anno, tra le 15 e le 20 cantine partecipano per la prima volta a una fiera. L'evento funge da vero trampolino di lancio.
Diverse aziende, dopo l'esperienza a Città di Castello, hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi. Anche sul piano commerciale, la manifestazione si distingue per l'unicità. Vengono proposti vini con produzioni limitate. Spesso non si trovano nella grande distribuzione o nelle enoteche fuori dal territorio d'origine. Si tratta di prodotti unici, acquistabili solo a Only Wine.
Prospettive future e legame con il territorio
Lo sguardo è già proiettato verso il futuro. L'obiettivo è ampliare la presenza dei giovani viticoltori europei. Si punta a trasformare Only Wine nel salone europeo dei giovani produttori. Questo percorso di crescita è orientato all'internazionalizzazione.
Nonostante l'ambizione internazionale, il legame con il territorio resta centrale. I produttori esprimono il desiderio di tornare a Città di Castello. Trovano accoglienza e si sentono a proprio agio. Questo aspetto rende orgogliosi della città e dei suoi abitanti. Rappresenta una delle chiavi più autentiche del successo della manifestazione.
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