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Un comitato locale ha lanciato una petizione contro un nuovo progetto eolico nel Medio Campidano. La mobilitazione chiede a Regione e Governo di fermare l'installazione di 12 turbine alte oltre 200 metri, temendo danni ambientali e paesaggistici.

Progetto eolico minaccia il territorio

Un nuovo piano per l'installazione di 12 aerogeneratori di grande potenza è al centro di una forte opposizione. Le turbine, che supereranno i 200 metri di altezza, sorgeranno tra i comuni di Villanovaforru, Sardara e Sanluri. Il comitato 'Su Entu Nostu' ha espresso il suo dissenso con una nuova protesta davanti al Consiglio regionale.

Marco Pau, uno dei portavoce del comitato, ha evidenziato come il progetto arrivi in un momento delicato. Le colline della zona stanno infatti vivendo una rinascita grazie all'agricoltura. L'impatto visivo e ambientale delle imponenti strutture potrebbe compromettere questo recupero. La preoccupazione è che il paesaggio venga irrimediabilmente alterato.

Appello alla popolazione e alle istituzioni

Il sindaco di Villanovaforru, Maurizio Onnis, ha sottolineato la mancanza di coinvolgimento della comunità. «Nessuno ha chiesto alla popolazione cosa pensasse», ha dichiarato. Ha aggiunto che il progetto non è in linea con la visione che gli abitanti hanno del proprio territorio. Le turbine alte 220 metri, secondo il primo cittadino, «squasseranno letteralmente il territorio».

I lavori previsti includono scavi, sterri, allargamenti stradali e abbattimenti di alberi. Il sindaco ha rimarcato con forza l'assenza di compensazioni per il paese. «Non voglio nessuna compensazione», ha affermato con decisione, «perché non c'è nulla che possa ripagare una cosa del genere».

Petizioni e mobilitazione generale

Sono state presentate due petizioni ufficiali. Una è indirizzata alla Regione Sardegna e l'altra al Governo nazionale. L'obiettivo è fermare la realizzazione dell'impianto eolico e delle relative batterie di accumulo. L'appello si rivolge in particolare ai sindaci di Sanluri e Sardara, i cui territori saranno maggiormente interessati dal progetto. Visto che la procedura è arrivata alla Presidenza del Consiglio dei ministri, si auspica una mobilitazione congiunta.

Alla manifestazione ha partecipato anche Abaco, un'associazione di consumatori. L'associazione ha lanciato un monito: «La transizione energetica non può trasformarsi nella più grande speculazione della storia dell'isola». La protesta mira a sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni sui potenziali impatti negativi del progetto.

Manifestazione dell'1 agosto

Le iniziative di protesta sono iniziate e culmineranno in una grande manifestazione pubblica. L'evento è fissato per il prossimo 1° agosto. Il luogo scelto è un'area simbolica, nei pressi della chiesetta di Santu Antiogu becciu. Questa località si trova a circa cinque chilometri da Sanluri. La mobilitazione vuole essere un segnale forte contro la realizzazione dell'impianto eolico.

Il comitato 'Su Entu Nostu' ribadisce il proprio sostegno alla transizione energetica. Tuttavia, sottolinea la necessità di un approccio più rispettoso delle comunità locali e del paesaggio. La richiesta è chiara: fermare un progetto che rischia di compromettere l'identità e le risorse naturali del Medio Campidano. La speranza è che le istituzioni ascoltino il grido di protesta dei cittadini.

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