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Tentativo di furto con ruspa a Sandrigo

Nella notte tra il 26 e il 27 febbraio, un'azienda orafa di Sandrigo è stata teatro di un audace tentativo di furto. Un commando di malviventi ha preso di mira la Safimet, situata in via Galvani, replicando un modus operandi già visto in precedenza nella zona.

L'azione criminale è iniziata con l'incendio di alcuni bancali in due punti strategici della via. Questo stratagemma aveva lo scopo di bloccare le vie di accesso e rallentare l'arrivo delle forze dell'ordine. Successivamente, i banditi hanno rubato una prima ruspa da un'altra attività commerciale.

Ruspe e ostacoli sul percorso

Il piano prevedeva di raggiungere la Safimet utilizzando la ruspa rubata, muovendosi lungo l'argine del torrente Astico. Tuttavia, il terreno accidentato ha creato problemi al mezzo, che ha rischiato di ribaltarsi. I malviventi sono stati costretti ad abbandonare il primo veicolo.

Non scoraggiati, i ladri hanno reperito una seconda ruspa. Con questo secondo mezzo, sono riusciti a raggiungere l'obiettivo e a sfondare le barriere esterne dello stabilimento orafa. L'intento era chiaro: penetrare all'interno per sottrarre preziosi.

Fuga a mani vuote e indagini

Nonostante l'uso della forza bruta, il colpo non è andato a buon fine. I banditi non sono riusciti ad accedere alle aree dove erano custoditi gioielli e preziosi. Di fronte all'impossibilità di raggiungere il bottino, i malviventi hanno dovuto desistere e fuggire senza aver rubato nulla.

Sull'episodio sono immediatamente intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini per identificare i responsabili. L'episodio riaccende i timori sulla recrudescenza di questo tipo di crimini ai danni di attività produttive nel vicentino.

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