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Un antico faggio di 550 anni, simbolo della faggeta di Canfaito, manifesta un principio di necrosi. La Lega per l'abolizione della caccia lancia l'allarme, chiedendo verifiche e interventi urgenti per salvare il monumento naturale.

Allarme per il faggio secolare di Canfaito

Un'antica e imponente quercia, nota come il 'Patriarca di Canfaito', potrebbe essere in serio pericolo. Questo albero monumentale si trova nella riserva naturale dei Monti San Vicino e Canfaito, nel territorio di San Severino Marche, in provincia di Macerata.

La pianta vanta circa 550 anni di età e una circonferenza di ben sei metri. È considerato uno degli alberi più importanti a livello regionale e nazionale. La sua fama supera i confini della Marche.

A sollevare la preoccupazione è stata la Lega per l'abolizione della caccia (Lac) Marche. Durante una recente visita all'area protetta, i rappresentanti dell'associazione hanno notato delle strane striature sul tronco.

Segni di necrosi sulla corteccia dell'albero

Le anomalie osservate sul tronco sono state fotografate e successivamente sottoposte all'analisi di un esperto botanico. Purtroppo, le immagini hanno confermato i timori dell'associazione.

L'esperto ha identificato un principio di 'necrosi' della corteccia. Questa condizione indica un deterioramento del tessuto vegetale. La sua gravità e la sua estensione effettiva necessitano di un'indagine approfondita sul posto.

Per valutare meglio la situazione, si suggerisce di eseguire la cosiddetta 'prova del martello'. Questo metodo permette di valutare la solidità del legno sottostante la corteccia. La Lac Marche ha agito prontamente.

Richiesta di intervento urgente per salvare il Patriarca

Considerata l'importanza storica e botanica del 'Patriarca di Canfaito', la Lac ha immediatamente informato le autorità competenti. Sono stati allertati i Carabinieri Forestali di San Severino Marche.

È stata contattata anche l'Unione Montana Potenza Esino Musone. Questo ente gestisce la Riserva Naturale Regionale. La richiesta è chiara: un sopralluogo urgente.

Si auspica la partecipazione di esperti botanici qualificati. L'obiettivo è accertare la reale entità della malattia che ha colpito l'albero. È fondamentale intervenire subito per arrestare gli effetti dannosi.

La storia millenaria del faggio monumentale

L'età stimata del 'Re di Canfaito' non è frutto di una semplice congettura. Le sue origini sono documentate in un'antica pergamena risalente al 1486. Questo documento storico attesta la proprietà del bosco di Canfaito.

Per secoli, l'area apparteneva ai monaci dell'Abbazia benedettina di Valfucina. Successivamente, il bosco fu donato da papa Innocenzo VIII al Capitolo della Cattedrale di San Severino. Ancora oggi, la proprietà è legata a questa antica istituzione.

La speranza della Lac è che non si tratti di una patologia grave. Si augurano che la salute del faggio non sia compromessa in modo irreversibile. L'associazione confida in un trattamento efficace.

L'auspicio è che i visitatori possano continuare ad ammirare la maestosità di questo 'numen tutelare' vegetale per molti secoli a venire. La sua bellezza è un patrimonio da preservare per le future generazioni.