Un gesto simbolico sulla Statale 16 ricorda Domenico Racanati, scomparso sette mesi fa nel crollo del ponte sul fiume Trigno. L'ex sindaco di San Salvo denuncia la lentezza nelle ricerche e nella ricostruzione, chiedendo azioni concrete alle istituzioni.
Commemorazione per Domenico Racanati
Nel giorno dedicato alla memoria dei defunti, un omaggio è stato reso a Domenico Racanati. L'uomo, un marittimo originario di Bisceglie, è scomparso il 2 aprile scorso. La sua assenza è legata al tragico cedimento del viadotto sul fiume Trigno. Questo evento ha interrotto la Statale 16, segnando il confine tra Abruzzo e Molise, precisamente nel territorio di Montenero di Bisaccia.
L'iniziativa ha avuto un forte valore di sensibilizzazione. L'obiettivo è spingere le istituzioni a riattivare le ricerche. La famiglia di Domenico Racanati attende ancora il ritrovamento del suo corpo. L'ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, ha definito la situazione «una vergogna nazionale». Ha sottolineato come, nonostante gli strumenti attuali, il corpo non sia ancora stato recuperato.
Marchese ha espresso il desiderio che il corpo venga finalmente restituito alla famiglia. Questo appello è stato lanciato con forza nel giorno della commemorazione. La speranza è che si possa dare una degna sepoltura a Domenico.
Richiesta di ripresa delle ricerche e ricostruzione
Il gesto di deporre un fiore è avvenuto sul lato nord della Ss16. Questo è il punto esatto in cui la strada risulta interrotta a causa del crollo. L'iniziativa è stata promossa da Gabriele Marchese insieme ad altri ex amministratori locali. Hanno partecipato anche membri dell'Associazione culturale «Il Territorio».
La situazione relativa alla ricostruzione del ponte rimane incerta. Marchese ha riferito di una recente riunione a Campobasso. Tuttavia, i dettagli emersi sono rimasti vaghi. Non esiste ancora un progetto di massima per la riedificazione della struttura. Questa attesa prolungata genera sofferenza nel territorio.
Sono trascorsi sette mesi dal crollo, e la mancanza di progressi tangibili è fonte di grande preoccupazione. L'arteria stradale è vitale per i collegamenti nazionali e interregionali. La sua interruzione crea disagi significativi.
Un precedente storico e un appello alla concretezza
Gabriele Marchese ha ricordato un evento simile accaduto in passato. Il 25 gennaio 2003, durante il suo primo mandato come sindaco di San Salvo, un altro ponte sul Trigno era crollato. Si trattava del ponte lungo la strada provinciale 55.
In quel caso, la Provincia di Chieti e quella di Campobasso collaborarono attivamente. La ricostruzione di quel ponte avvenne in soli due anni. Questa struttura è quella attualmente utilizzata per i collegamenti tra Abruzzo e Molise, mentre la Ss16 resta interrotta.
Marchese ha sottolineato la necessità di azioni concrete. Ha affermato che il territorio non ha bisogno di «parate né di passerelle». Serve invece un impegno reale per risolvere la situazione. La priorità è ripristinare la viabilità e, soprattutto, ritrovare il corpo di Domenico Racanati.
Il contesto geografico e l'importanza della Ss16
Il ponte crollato sul fiume Trigno si trova in un'area di confine strategica. La Statale 16 Adriatica è una delle arterie stradali più importanti d'Italia. Percorre tutta la costa adriatica, collegando diverse regioni. La sua interruzione nel tratto tra Abruzzo e Molise ha ripercussioni significative sull'economia e sulla mobilità locale e nazionale.
La zona è caratterizzata da un paesaggio collinare che digrada verso il mare. Il fiume Trigno segna un confine naturale tra le province di Chieti (Abruzzo) e Campobasso (Molise). La presenza di centri abitati come San Salvo e Montenero di Bisaccia rende ancora più cruciale il ripristino della viabilità.
La Statale 16 è fondamentale per il trasporto merci e per il turismo. Molte località balneari e centri industriali dipendono da questa via di comunicazione. Il crollo del ponte ha isolato parzialmente alcune aree, aumentando i tempi di percorrenza e i costi logistici.
Normative e precedenti sui crolli di infrastrutture
I crolli di ponti e viadotti in Italia sono purtroppo eventi che hanno acceso i riflettori sulla sicurezza delle infrastrutture. La normativa italiana prevede controlli periodici e piani di manutenzione per garantire la stabilità delle opere. Il decreto legislativo 36/2023, ad esempio, disciplina i contratti pubblici e pone attenzione alla sicurezza delle costruzioni.
La gestione e la manutenzione delle strade statali sono di competenza di ANAS (Azienda Nazionale Autonoma delle Strade). L'ente è responsabile della sicurezza e della funzionalità della rete stradale nazionale. In caso di incidenti o crolli, ANAS avvia indagini per accertare le cause e pianifica gli interventi di ripristino.
Il caso del ponte sul Trigno si inserisce in un dibattito più ampio sulla necessità di investimenti mirati nel settore delle infrastrutture. La prevenzione e la manutenzione sono essenziali per evitare tragedie simili a quella avvenuta, garantendo la sicurezza dei cittadini e la fluidità dei trasporti.
Questa notizia riguarda anche: