A Staffolo, don Luigi Ciotti ha presieduto la giornata regionale per le vittime di stragi e terrorismo. L'evento ha sottolineato l'importanza di custodire la memoria collettiva, ricordando figure come Domenico Ricci.
Don Ciotti a Staffolo: "Tacere è colpa"
Le parole di don Luigi Ciotti hanno risuonato a Staffolo, in provincia di Ancona. Il fondatore di Libera e del Gruppo Abele ha partecipato alla quinta giornata regionale dedicata alla memoria delle vittime di stragi e terrorismo. Ha evidenziato un principio fondamentale: «Ci sono alcuni momenti della vita in cui tacere diventa una colpa e parlare un imperativo etico».
La memoria, secondo don Ciotti, non deve essere confinata in un museo. Deve essere invece «tramandata ed esercitata quotidianamente». Questo messaggio è stato il fulcro delle celebrazioni tenutesi nel comune marchigiano.
L'incontro ha avuto luogo in occasione della commemorazione delle vittime di terrorismo e mafia. L'evento ha visto la partecipazione di numerose autorità e cittadini. La figura di don Ciotti è da sempre un punto di riferimento nella lotta alla criminalità organizzata.
La figura di Domenico Ricci e la scorta di Aldo Moro
L'evento a Staffolo ha reso omaggio a Domenico Ricci. L'appuntato Ricci era un membro della scorta di Aldo Moro. Fu lui alla guida dell'auto presidenziale durante il tragico attentato di Via Fani. La sua figura incarna il sacrificio di chi ha servito lo Stato.
L'organizzazione della giornata è stata curata dal Comune di Staffolo. Hanno collaborato anche il Comune di San Paolo di Jesi e l'associazione Domenico Ricci. Queste realtà locali hanno voluto onorare la memoria di Ricci e di tutte le vittime.
La presenza degli studenti delle scuole del territorio ha sottolineato l'importanza di tramandare questi valori alle nuove generazioni. A ciascuno studente è stata donata una copia della Costituzione italiana. Questo gesto simboleggia l'impegno a costruire un futuro basato sui principi di giustizia e legalità.
Testimonianze di coraggio e sacrificio
Oltre a don Ciotti, hanno preso la parola altre figure significative. Tra queste, Francesco Mongiovi, ex membro della scorta di Giovanni Falcone. La sua testimonianza ha aggiunto un ulteriore livello di profondità all'evento. Ha condiviso le esperienze vissute al fianco del giudice simbolo della lotta alla mafia.
Presente anche Bruno D'Alfonso. È il figlio del carabiniere ucciso dalle Brigate Rosse. La sua presenza ha portato un toccante ricordo delle vittime innocenti della violenza politica. La sua storia personale ha reso tangibile il dolore e la perdita subiti da molte famiglie.
Queste testimonianze congiunte hanno creato un momento di forte impatto emotivo. Hanno rafforzato il senso di comunità e di impegno civile tra i presenti. La memoria non è solo ricordo, ma anche monito per il futuro.
Il Monumento alle Vittime a Staffolo
Staffolo non ha dimenticato il suo appuntato Domenico Ricci. Il comune ha eretto un monumento significativo: il Muro per le vittime delle stragi. Questo luogo di memoria si trova a pochi passi dal Teatro Cotini.
Sul muro sono incisi i nomi di oltre 300 uomini e donne. Queste persone hanno sacrificato la propria vita per lo Stato. Il monumento è un tributo permanente al loro coraggio e alla loro dedizione. Rappresenta un punto di riferimento per la riflessione collettiva.
La scelta di erigere questo muro sottolinea l'impegno della comunità di Staffolo. La cittadina marchigiana vuole essere un esempio di come la memoria possa essere custodita attivamente. Il monumento invita alla riflessione e alla preghiera per coloro che hanno dato la vita per la libertà di tutti.
La memoria collettiva come fondamento della società
Don Ciotti ha ribadito che la memoria collettiva è un pilastro fondamentale della società. Non si tratta solo di ricordare eventi passati. Si tratta di comprendere le radici del male e di agire per prevenirne il ripetersi. La storia delle vittime di stragi e terrorismo offre lezioni preziose.
Custodire questa memoria significa anche rafforzare il tessuto sociale. Significa creare una comunità più consapevole e resiliente. L'impegno di don Ciotti e delle associazioni coinvolte mira a questo obiettivo.
La giornata a Staffolo è stata un successo. Ha dimostrato la vitalità della società civile marchigiana. L'attenzione verso le vittime e la promozione della memoria collettiva sono segnali importanti. Indicano un futuro in cui i valori di giustizia e legalità saranno sempre più centrali.