Condividi
AD: article-top (horizontal)

Un uomo di 72 anni è stato assolto a San Marco Evangelista dall'accusa di tentato omicidio. La vicenda riguardava un presunto tentativo di uccidere la compagna usando un phon nella vasca da bagno.

Assoluzione per tentato omicidio a San Marco Evangelista

La giustizia ha emesso una sentenza di assoluzione per un uomo di 72 anni. L'accusa era di tentato omicidio nei confronti della sua compagna. La decisione è arrivata dalla seconda sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Il collegio giudicante era presieduto da Antonio Riccio. I giudici Francesca Auriemma e Pasquale D’Angelo sedevano a latere.

L'imputato, Alberto De Santis, è originario di Aversa. Risiede a San Marco Evangelista. L'episodio contestato risale al giugno 2025. Secondo la ricostruzione dei fatti, l'uomo avrebbe tentato di uccidere la compagna. Il metodo sarebbe stato singolare e pericoloso. Avrebbe lanciato un asciugacapelli acceso nella vasca da bagno. La donna si trovava all'interno in quel momento.

Il sostituto procuratore Giacomo Urbano ha seguito l'indagine. Durante la sua requisitoria, ha richiesto l'assoluzione per il capo d'imputazione più grave. Si trattava del tentato omicidio. Tuttavia, ha chiesto una condanna a 3 anni di reclusione. La pena era per il reato di maltrattamenti in famiglia. La vittima ha raccontato i fatti. Ha descritto l'aggressione dopo una lite domestica. L'uomo avrebbe agito d'impulso. L'asciugacapelli, acceso, è stato lanciato verso la donna. Lei era immersa nell'acqua della vasca.

La prontezza di riflessi della donna le ha permesso di salvarsi. È riuscita a uscire dalla vasca. Si è rifugiata presso un'abitazione vicina. Da lì, ha potuto allertare le forze dell'ordine. Ha contattato il numero di emergenza 113. L'intervento tempestivo ha evitato conseguenze peggiori. La notizia dell'accaduto ha destato preoccupazione nella comunità di San Marco Evangelista.

A seguito della decisione del tribunale, è stata revocata la misura cautelare. Questa era stata precedentemente applicata nei confronti dell'imputato. L'uomo era quindi libero da restrizioni in attesa del giudizio. La difesa dell'imputato è stata curata dall'avvocato Nello Sgambato. Il legale ha lavorato per dimostrare l'innocenza del suo assistito riguardo al tentato omicidio. Ha probabilmente puntato sulla mancanza di dolo omicidiario o sull'inadeguatezza dei mezzi per causare la morte.

Il contesto del tentato omicidio e maltrattamenti

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto Alberto De Santis solleva interrogativi sulla dinamica degli eventi. Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dovuto valutare attentamente le prove. La differenza tra tentato omicidio e maltrattamenti è sostanziale. Il primo richiede l'intenzione di uccidere. Il secondo implica un comportamento vessatorio e umiliante. La sentenza di assoluzione per il tentato omicidio suggerisce che non sia stata provata l'intenzione di causare la morte.

La richiesta del pubblico ministero di 3 anni per maltrattamenti indica che vi siano stati elementi probatori. Questi elementi supportano l'ipotesi di un contesto di violenza domestica. La donna ha testimoniato. Il suo racconto è stato fondamentale per la ricostruzione dei fatti. La sua fuga e la chiamata al 113 hanno segnato il punto di svolta. Hanno portato all'avvio delle indagini e al successivo processo.

La cittadina di San Marco Evangelista, situata in provincia di Caserta, è un centro di circa 10.000 abitanti. La sua economia si basa principalmente sull'agricoltura e sulle piccole attività commerciali. Episodi di cronaca di questa natura, sebbene rari, attirano l'attenzione della comunità locale. La vicinanza a centri più grandi come Caserta e Napoli la rende parte di un tessuto sociale più ampio.

Il codice penale italiano distingue chiaramente tra i diversi reati. Il tentato omicidio (articolo 56 e 575 c.p.) prevede pene severe. Richiede la prova dell'azione diretta a causare la morte. I maltrattamenti in famiglia (articolo 572 c.p.) puniscono chiunque maltratti o sevizi una persona sottoposta alla sua autorità o a lui affidata. La pena è la reclusione fino a 6 anni. La sentenza di assoluzione per il tentato omicidio non implica l'assenza di colpevolezza per altri reati.

La revoca della misura cautelare e il futuro dell'imputato

La revoca della misura cautelare è un passaggio importante. Significa che le ragioni che avevano giustificato la restrizione della libertà personale sono venute meno. Questo può accadere per diverse ragioni. Ad esempio, la conclusione del processo con un'assoluzione. Oppure, la valutazione che non sussistano più i pericoli di fuga, di reiterazione del reato o di inquinamento delle prove.

Nel caso di Alberto De Santis, l'assoluzione per il tentato omicidio ha reso superflua la misura cautelare. Rimane però la possibilità di una condanna per maltrattamenti. La pena richiesta dal pubblico ministero è di 3 anni. Questo indica che il tribunale potrebbe ancora riconoscere la responsabilità dell'uomo per questo reato. La sentenza completa chiarirà i motivi dell'assoluzione per il tentato omicidio. E stabilirà l'eventuale condanna per i maltrattamenti.

La difesa, guidata dall'avvocato Nello Sgambato, ha certamente lavorato per smontare l'accusa principale. La strategia potrebbe aver incluso la dimostrazione che l'azione non era finalizzata a uccidere. Oppure che il rischio concreto di morte era assente. La presenza di un phon nella vasca da bagno, sebbene pericolosa, non sempre configura un tentativo di omicidio. Dipende dalle circostanze specifiche. Ad esempio, se l'apparecchio era effettivamente collegato alla corrente e se c'era il rischio di folgorazione.

La narrazione della vittima è stata cruciale. La sua testimonianza ha fornito il quadro della situazione. La sua fuga e la chiamata al 113 hanno confermato la sua percezione di pericolo. La decisione del tribunale di assolvere per il tentato omicidio non sminuisce la gravità dell'episodio. Né la sofferenza della vittima. Indica semplicemente che, secondo il diritto, non sono stati raggiunti i requisiti per quella specifica accusa.

Il ruolo del tribunale e le conseguenze legali

Il tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha il compito di giudicare i fatti secondo la legge. La presunzione di innocenza fino a prova contraria è un principio fondamentale. I giudici hanno analizzato le testimonianze. Hanno esaminato le prove materiali. Hanno ascoltato le argomentazioni della difesa e dell'accusa. La sentenza di assoluzione per il tentato omicidio è il risultato di questa valutazione. La pena per maltrattamenti, se confermata, avrà comunque un impatto significativo sulla vita dell'uomo.

La comunità di San Marco Evangelista attende ora gli sviluppi. La giustizia ha fatto il suo corso. L'episodio, tuttavia, lascia una traccia. Le dinamiche di violenza domestica sono complesse. Spesso coinvolgono fattori psicologici e relazionali. La sentenza finale, che includerà la decisione sui maltrattamenti, sarà il punto di arrivo di questa vicenda giudiziaria. L'avvocato Nello Sgambato ha ottenuto un risultato importante per il suo assistito. La completa assoluzione per il reato più grave è un successo difensivo.

La cronaca locale di Caserta e provincia riporta spesso episodi di cronaca nera. Questo caso, con la sua particolarità, ha attirato l'attenzione. La vicenda si è svolta in un contesto residenziale. La tranquillità di una serata domestica è stata interrotta da un presunto atto di violenza. La prontezza della vittima nel chiedere aiuto ha evitato una tragedia. La giustizia, attraverso il tribunale, ha emesso la sua sentenza. La questione dei maltrattamenti rimane aperta. E sarà oggetto di ulteriore valutazione.

AD: article-bottom (horizontal)

Questa notizia riguarda anche: