Condividi

La Procura di Napoli Nord ha richiesto una pena di sei anni di reclusione per un ex maresciallo della Guardia di Finanza. L'uomo è accusato di stalking, estorsione e appropriazione indebita nei confronti di un parroco di Casaluce, deceduto nel 2025. La vicenda è legata a una disputa per la presidenza del comitato festeggiamenti della Madonna.

Richiesta di condanna per stalking e minacce

La Pubblica Accusa di Napoli Nord ha avanzato una richiesta di condanna a sei anni di reclusione. Il destinatario della richiesta è Giuseppe Carione, un maresciallo della Guardia di Finanza ormai in pensione. L'ex finanziere è imputato per gravi reati. Tra questi figurano stalking, estorsione e appropriazione indebita. Le presunte vittime dei suoi atti sarebbero il sacerdote don Michele Verolla. Egli era parroco e rettore del Santuario di Casaluce. La parrocchia in questione è quella di Santa Maria ad Nives. Don Verolla è deceduto circa un anno e mezzo fa. In sua rappresentanza in tribunale agisce l'avvocato Raffaele Crisileo. Il processo si sta svolgendo presso la seconda sezione penale del tribunale di Napoli Nord. Il collegio giudicante è presieduto da Giacinta Santaniello.

Contesa per la presidenza del comitato festeggiamenti

La disputa legale trae origine da una contesa per la presidenza del Comitato festeggiamenti della Madonna di Casaluce. Questa è una tradizione religiosa molto antica. Essa raggiunge il suo culmine a metà giugno. Un momento particolarmente suggestivo è la traslazione della statua. La statua viene spostata dalla chiesa di Casaluce alla cattedrale di Aversa. Il contrasto tra Carione e il parroco è esploso all'inizio del 2022. Il sacerdote emise un provvedimento. Con questo atto, veniva cancellato il comitato festeggiamenti dall'Anagrafe Tributaria. Carione ricopriva la carica di presidente delegato dal 2020. Questa decisione del parroco scatenò l'ira dell'ex maresciallo.

Manifesti e battaglia legale contro il parroco

L'ex maresciallo delle Fiamme Gialle reagì in modo veemente. Carione tappezzò l'intera cittadina di Casaluce con manifesti. Questi manifesti erano diretti contro il parroco. La sua azione creò sconcerto tra i concittadini. Iniziò così una vera e propria battaglia legale. L'obiettivo di Carione era riottenere la carica. A tal fine, presentò numerosi esposti e denunce. Già nel giugno 2022, il tribunale civile di Napoli Nord si espresse. Il giudice diede ragione al parroco. Venne riconosciuta la sua piena legittimazione a sciogliere il Comitato. Carione, invece, fu considerato un semplice delegato. Non gli furono riconosciuti poteri sostanziali o di rappresentanza.

Procedimenti archiviati e stato di depressione

Nel frattempo, gli esposti presentati da Carione avevano dato origine a procedimenti penali. Questi procedimenti erano a carico del sacerdote. Tuttavia, tutti questi procedimenti penali furono archiviati. Nonostante l'esito favorevole al parroco, le azioni legali ebbero un impatto devastante. Provocarono uno stato di forte depressione in don Verolla. Il sacerdote fu costretto a trasferirsi. Andò a vivere dalla sorella nel comune vicino di San Marcellino. Dovette inoltre ricorrere a cure mediche specialistiche. Si rivolse a medici e psicologi. Questi professionisti, ascoltati durante il processo, confermarono lo stato di ansia e depressione. Don Verolla è poi deceduto per infarto nell'agosto 2025. La prossima udienza è fissata per l'11 novembre. Sarà dedicata alla discussione dell'avvocato Alfonso Quarto, difensore di Carione. Successivamente, si attende la sentenza.

Questa notizia riguarda anche: