L'ex sindaco di San Giovanni Teatino, Luciano Marinucci, è stato assolto dalla Corte dei Conti in merito al presunto demansionamento del comandante della polizia locale. La sentenza d'appello ha ribaltato la condanna di primo grado, riconoscendo la legittimità dell'operato dell'ex primo cittadino.
Assoluzione per ex sindaco Marinucci
La Corte dei Conti ha definitivamente scagionato Luciano Marinucci, ex primo cittadino di San Giovanni Teatino. L'esponente politico, ora consigliere regionale, era stato condannato in primo grado a risarcire il Comune per circa 60mila euro. L'accusa riguardava il presunto demansionamento dell'allora comandante della polizia municipale, Livio Feragalli.
La decisione dei giudici contabili della sezione giurisdizionale per l’Abruzzo, con sede all’Aquila, aveva stabilito nel 2024 che la revoca dell'incarico a Feragalli non fosse dovuta a esigenze organizzative. Si ipotizzava piuttosto un intento di ridurne il ruolo e le funzioni, emarginandolo perché vicino all'ex sindaco e non gradito alla nuova amministrazione.
Sentenza d'appello ribalta la condanna
Luciano Marinucci, assistito dall'avvocato Alessandro Di Sciascio, ha impugnato il verdetto di primo grado. La sezione centrale d'appello della Corte dei Conti, con sentenza del 29 gennaio 2026, ha ora sancito la sua piena assoluzione. I giudici hanno sottolineato la correttezza della sua condotta amministrativa.
La nuova sentenza ha evidenziato come il dipendente, Livio Feragalli, non possedesse i requisiti necessari per ricoprire la carica di comandante. L'incarico era quindi legittimamente conferito solo temporaneamente. L'atto di revoca firmato dall'allora sindaco Marinucci, in attesa di un concorso pubblico, è stato giudicato un atto dovuto.
Le dichiarazioni dell'ex sindaco
Luciano Marinucci ha espresso il suo rammarico per l'accaduto. «I 38 anni di attività politica sono stati messi in cattiva luce da un'azione denigratoria», ha dichiarato in conferenza stampa. Ha criticato l'uso di una sentenza non ancora pubblicata durante la campagna elettorale. Si aspetta ora delle scuse da chi lo ha accusato ingiustamente di disonestà.
«Chi doveva chiedere la mia condanna, ha chiesto e ottenuto la mia assoluzione», ha aggiunto Marinucci. Questo fatto dimostra come la vicenda sia stata trattata erroneamente in precedenza. Non essendoci stato alcun demansionamento, il danno erariale ipotizzato non esiste più. L'ex sindaco auspica il recupero delle somme pubbliche erogate inizialmente al dipendente.
La posizione dell'avvocato difensore
L'avvocato Alessandro Di Sciascio ha ribadito la legittimità dell'operato del suo assistito. «La condotta dell'allora sindaco non era connotata né da dolo né da colpa grave», ha spiegato. I fatti alla base delle sentenze di condanna non erano attribuibili all'ex primo cittadino.
Il decreto di revoca di Feragalli è stato giudicato pienamente legittimo. Non ha arrecato alcun danno all'erario né al dipendente. Luciano Marinucci, come sindaco, non ha svolto attività gestoria o finalizzata al demansionamento del personale.
Richiesta di riforma del sistema giudiziario
Luciano Marinucci ha colto l'occasione per sottolineare la necessità di una riforma del sistema giudiziario. La vicenda, secondo lui, dimostra una lettura errata dei fatti da parte del giudice di prime cure. L'assoluzione in appello evidenzia l'importanza di un sistema più equo e preciso.
La sentenza d'appello ha riconosciuto la correttezza amministrativa di Marinucci. La sua condotta non ha causato alcun danno. La decisione finale ha chiarito definitivamente la sua posizione, mettendo fine a un lungo contenzioso.