La figura di Fra Daniele, religioso cappuccino di San Giovanni Rotondo, è stata riconosciuta venerabile. Noto per il suo legame spirituale con San Pio da Pietrelcina, la sua vita è stata segnata da eventi significativi e da una profonda devozione.
La vocazione e il legame con San Pio
Fra Daniele, al secolo Michele Natale, nacque a San Giovanni Rotondo l'11 marzo 1919. La sua vita religiosa iniziò in giovane età, sotto la guida spirituale di San Pio da Pietrelcina. Nel 1939, durante una confessione, il frate con le stimmate gli disse: «Sappi che da oggi hai un padre».
Inizialmente, Michele Natale pensò a un padre terreno, ma il cappuccino chiarì il suo significato: «Io intendo il padre spirituale».
La sua vocazione emerse in modo particolare mentre pascolava le pecore. Un fascio di luce misteriosa lo illuminò, segnando l'inizio del suo cammino spirituale. A 14 anni, sentì una voce che lo invitava a unirsi all'Ordine dei Frati Minori Cappuccini.
Alla domanda su come avrebbe lasciato sua madre, la voce rispose: «Sì. Ma io ti do la mia Mamma come Mamma tua».
Un incontro speciale e un periodo di guerra
Prima di entrare nel convento di Vico del Gargano, il giovane Michele visitò il convento del suo paese. Il 4 giugno 1933, durante la messa, incontrò Padre Pio in sacrestia. Dopo aver ricevuto una benedizione speciale, il santo frate pose la mano piagata sulla sua testa dicendo: «Auguri, figlio mio».
Durante i bombardamenti del 1943 a Foggia, Fra Daniele si distinse per il suo impegno nell'aiutare i feriti e seppellire i morti. Si adoperò anche per mettere in salvo gli oggetti sacri del convento.
La morte e la venerazione
Fra Daniele morì il 6 luglio 1994, all'età di 76 anni. Per 21 anni, il suo corpo riposò nella cappella di famiglia a San Giovanni Rotondo. Molti fedeli visitarono la sua tomba per affidargli le loro preghiere e chiedere la sua intercessione.
Il 10 ottobre 2015, le sue spoglie furono traslate nella chiesa conventuale di Santa Maria delle Grazie. Oggi riposa in un loculo scavato nel pavimento, divenuto meta di preghiera per numerosi devoti.
La sua vita, profondamente legata alla spiritualità di San Pio, continua a ispirare molti. Il riconoscimento come venerabile sottolinea la sua eccezionale santità.
I frati di San Giovanni Rotondo ricordano la sua giovialità e la sua dedizione fin da bambino, quando si occupava delle pecore insieme ai suoi fratelli. La sua famiglia, Bernardino Natale e Angelamaria De Bonis, era composta da coltivatori e pastori.
La sua figura è un esempio di fede e servizio, un legame tangibile tra la spiritualità di San Pio e le generazioni successive. La sua eredità spirituale vive ancora oggi.
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