Condividi
AD: article-top (horizontal)

Impianti Bess: sei strutture nel comune

Il comune di San Giorgio Bigarello si trova ad affrontare la prospettiva di ospitare sei nuovi impianti per lo stoccaggio di energia elettrica a batterie (Bess). Questa situazione ha spinto il sindaco Davide Dal Bosco a inviare un appello formale a Regione Lombardia, ai consiglieri regionali, alla giunta e all’Anci Lombardia.

L'obiettivo è ottenere un confronto urgente sulla «diffusione incontrollata» di queste infrastrutture, che secondo il primo cittadino rischiano di impattare pesantemente sul territorio senza adeguate pianificazioni o compensazioni.

Nuova normativa e poteri comunali ridotti

La questione è emersa in seguito a una nuova normativa entrata in vigore lo scorso luglio. Questa legge delega alle Regioni l'autorizzazione unica per gli impianti di accumulo elettrochimico con potenza inferiore o pari a 200 MW. Per potenze superiori, la competenza rimane in capo al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase).

Il sindaco Dal Bosco sottolinea come questa delega, pur mirando a semplificare le procedure, di fatto escluda la pianificazione urbanistica comunale. Gli impianti Bess, essendo considerati infrastrutture energetiche di rilevanza nazionale, derogano alle previsioni dei Piani di Governo del Territorio (Pgt), vanificando gli strumenti di pianificazione adottati dai singoli comuni.

Impatto sul territorio e richiesta di pianificazione

Attualmente, quattro impianti sono in fase di istruttoria al Mase: due da 220 MW e due da 98 MW. Altri due, da 135 MW e 65 MW, sono in istruttoria presso la Regione. Complessivamente, queste strutture si estenderebbero su circa mezzo milione di metri quadrati tra le località di Bazza e Gazzo.

L'impatto previsto è significativo: oltre 500 container che potrebbero alterare il paesaggio rurale, l'ecosistema locale e la qualità della vita dei residenti. Il sindaco Dal Bosco riconosce la necessità di questi impianti per la transizione energetica, ma insiste sulla mancanza di compensazioni per i comuni ospitanti.

L'appello alla Regione

Di fronte a questa situazione, il primo cittadino chiede a Regione Lombardia di intervenire attivamente. La richiesta è di fornire agli enti locali strumenti normativi e pianificatori adeguati per gestire la proliferazione degli impianti Bess. Si auspica inoltre l'introduzione di una valutazione dell'impatto cumulativo e la definizione di soglie massime di concentrazione territoriale per evitare un'eccessiva densità di queste strutture.

AD: article-bottom (horizontal)