A San Gemini, un uomo è stato arrestato e un giovane denunciato per aver truffato un'anziana con il raggiro del finto carabiniere. L'Arma raccomanda prudenza.
Arresto e denuncia per truffa a San Gemini
Un uomo di 43 anni è finito in manette. Un ragazzo di 17 anni è stato denunciato a piede libero. I carabinieri della stazione di San Gemini (Terni) li ritengono responsabili di una truffa. Il raggiro è stato perpetrato ai danni di una donna di 77 anni del posto. La tecnica usata è quella del "finto carabiniere".
L'uomo arrestato proviene dalla Tunisia. Risiede nella provincia di Napoli. Il giovane denunciato è un diciassettenne. Entrambi avevano già precedenti. Le forze dell'ordine li conoscevano. L'intervento dei militari è avvenuto in via Ternana. La pattuglia ha intercettato i due. Viaggiavano a bordo di un'auto. Il veicolo era stato noleggiato a Napoli. La segnalazione è partita da un cittadino. Era stato insospettito dalle manovre del veicolo.
Ricostruzione della truffa ai danni dell'anziana
I successivi accertamenti hanno permesso di ricostruire l'accaduto. La truffa si è verificata pochi minuti prima dell'intervento. Un complice ha chiamato la vittima. La donna ha risposto al telefono fisso. Il truffatore si è spacciato per un maresciallo dell'Arma. Ha comunicato che la figlia era stata arrestata. La presunta causa era il mancato pagamento di bollette. La vittima era sotto shock. Era molto agitata. Ha consegnato diversi monili in oro. Il valore si aggira sui 3.500 euro. Ha dato anche 300 euro in contanti. L'emissario è giunto poco dopo a casa sua. Questo emissario è stato identificato nel ragazzo denunciato.
Provvedimenti giudiziari e appello alla cittadinanza
Per il 43enne è scattato l'arresto in flagranza. L'arresto è stato convalidato dal giudice. Il giudice ha disposto l'obbligo di dimora. L'uomo deve rimanere nel comune di provenienza. La Questura di Terni ha emesso un foglio di via obbligatorio. Questo impone il divieto di ritorno nel comune umbro. La misura dura tre anni. È stata richiesta dai militari. Il minorenne, presunto complice, è stato affidato a una comunità. La decisione è stata presa dall'Autorità giudiziaria competente. Le indagini sull'episodio sono ancora in corso. Il Comando provinciale dell'Arma rinnova l'appello alla cittadinanza. Si rivolge in particolare alle fasce deboli. Si chiede di diffidare da chiunque richieda denaro o gioielli al telefono. Nessuna forza di polizia o ente istituzionale riscuote pagamenti a domicilio. Non vengono richieste somme in contanti o beni di valore. Questo avviene per presunte attività illecite.
Domande e risposte
Cosa fare se si riceve una chiamata sospetta da un sedicente appartenente alle forze dell'ordine?
Se si riceve una chiamata sospetta, è fondamentale mantenere la calma. Non fornire mai dati personali o bancari. Non consegnare denaro o oggetti di valore. Interrompere la conversazione e contattare immediatamente il numero di emergenza 112 o la stazione dei Carabinieri più vicina per verificare la veridicità della richiesta.
Quali sono i metodi più comuni utilizzati dai truffatori che si spacciano per forze dell'ordine?
I truffatori spesso si spacciano per Carabinieri, Poliziotti o altri funzionari pubblici. Utilizzano scenari di emergenza, come un parente arrestato o un incidente, per indurre la vittima a consegnare denaro o beni preziosi. A volte si presentano a domicilio fingendo di dover ritirare oggetti per un sequestro o per un'indagine.
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