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Sindacati accolgono con favore il progetto di continuità a San Gavino ma esprimono preoccupazione per lo stallo del progetto litio a Portovesme. Si attende un'accelerazione per le materie prime critiche.

Progetto San Gavino avanza con ottimismo

Lo stabilimento di San Gavino, che impiega circa 50 lavoratori, vede un progetto di continuità produttiva. Questo sito, considerato a rischio chiusura fino a due anni fa, sta ora vivendo una fase di sviluppo. Si sta procedendo verso un test semi-industriale sul bismuto. Lo stabilimento si candida a diventare un centro europeo per Glencore per la lavorazione di materiali specifici.

I sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno espresso soddisfazione per questa evoluzione positiva. La continuità lavorativa è garantita per tutto il 2027. Questa notizia rappresenta un segnale incoraggiante per il futuro dell'occupazione locale. L'hub europeo per materiali particolari potrebbe portare ulteriori opportunità.

Stallo sul litio a Portovesme preoccupa

Diversa la situazione nello stabilimento di Portovesme. Qui, 470 dipendenti sono attualmente in cassa integrazione fino al 2027. L'impianto Waelz, utilizzato per i fumi di acciaieria, è operativo. Tuttavia, il progetto legato al litio e alla black mass sta affrontando una fase di stagnazione. Questo rallentamento è dovuto in parte alle dinamiche del mercato. La domanda di litio è prevista non prima del 2030-31.

I sindacati sottolineano la necessità di essere preparati per quando il mercato richiederà questi materiali. Le attuali normative europee non permettono di stoccare la black mass nel continente. Occorre un'accelerazione nelle procedure di autorizzazione. La modifica delle normative sui rifiuti minerari è fondamentale.

Terre rare e riutilizzo discariche: sfide e opportunità

Un altro aspetto discusso riguarda il potenziale riutilizzo delle discariche minerarie in chiave industriale. Glencore e la Regione Sardegna stanno valutando questa possibilità. L'obiettivo è trattare materiali come le terre rare. Tuttavia, questo percorso richiede modifiche normative significative. I tempi per ottenere le autorizzazioni sono attualmente troppo lunghi. L'approvazione di una bonifica può richiedere fino a 10 anni.

Nino D'Orso della Cisl ha evidenziato l'importanza di approfondire queste possibilità con Igea. Il recupero di materiali da siti minerari abbandonati e inquinanti potrebbe offrire soluzioni ambientali ed economiche. Pierluigi Loi della Uiltec ha richiesto al Ministro interventi anche sul costo dell'energia, collegato alle crisi industriali.

Portovesme polo strategico per materie prime critiche

Il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha ribadito la visione di Portovesme come polo strategico per il riciclo e la raffinazione delle materie prime critiche. Il progetto Glencore procede, ma necessita di interventi mirati per accelerare l'attuazione e rafforzare la sostenibilità industriale. L'autonomia europea dipende anche dalla capacità di trattenere risorse strategiche nel continente.

L'azienda ha confermato il proseguimento del progetto litio-black mass, considerato strategico dal Critical Raw Materials Act europeo. Si sta lavorando con il Ministero e Invitalia per attrarre nuovi soggetti industriali interessati alle aree sottoutilizzate del sito. Parallelamente, prosegue il progetto per il recupero di materie prime.

Domande frequenti

Qual è la situazione occupazionale a San Gavino?

A San Gavino, circa 50 lavoratori sono impiegati nel progetto di continuità produttiva. Si prevede che lo stabilimento continui a operare per tutto il 2027, con prospettive di sviluppo come hub europeo per materiali particolari.

Perché il progetto litio a Portovesme è in stallo?

Il progetto litio a Portovesme è in stallo principalmente a causa delle tempistiche del mercato, che non prevede una forte domanda prima del 2030-31. Inoltre, le normative europee sulla gestione della black mass e i lunghi tempi di autorizzazione per le bonifiche rallentano il processo.