Nuovi beni per oltre un milione di euro sono stati sequestrati a Bologna nell'ambito dell'operazione 'Bononia Gate'. L'indagine conferma i legami di un gruppo criminale con la 'ndrangheta.
Nuovi beni confiscati a Bologna
Un'azienda di scarpe con sede a Bologna è stata confiscata. L'impresa possedeva anche diversi negozi in Calabria. Un'elegante villa situata a San Felice Circeo è stata anch'essa sequestrata. Sono stati bloccati anche capannoni, conti bancari e quote societarie. Il valore totale dei beni supera il milione di euro. Questi provvedimenti fanno parte di una nuova fase dell'operazione denominata 'Bononia Gate'. L'indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, aveva già portato allo smantellamento di un'organizzazione criminale. Questa era ritenuta affiliata alla 'ndrangheta e operante in Emilia-Romagna.
Indagini partite da una denuncia
Le investigazioni sono iniziate nel 2021. Tutto ebbe inizio con una segnalazione da parte della società Aeroporto di Bologna. La denuncia riguardava altre società che gestivano alcuni parcheggi vicini allo scalo aereo. Queste attività sono finite sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti. L'inchiesta ha rivelato connessioni con ambienti criminali di alto livello. La collaborazione tra diverse forze dell'ordine ha permesso di ricostruire il quadro. Le prime operazioni avevano già portato a risultati significativi.
Sviluppi dell'inchiesta 'Bononia Gate'
L'operazione attuale ha visto la partecipazione di oltre 50 operatori. Hanno agito la Polizia e la Direzione Investigativa Antimafia. Gli interventi si sono svolti tra Emilia-Romagna, Calabria, Lombardia e Lazio. Questa azione rappresenta un'evoluzione dell'inchiesta precedente. Quest'ultima aveva portato all'emissione di otto misure cautelari. Tra queste, una persona è finita in carcere. Altre cinque sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Due persone hanno ricevuto l'obbligo di dimora. Gli indagati sono accusati di vari reati. Tra questi figurano associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta, truffa, evasione fiscale, riciclaggio e autoriciclaggio. L'aggravante è di aver favorito le cosche Piromalli e Molè della 'ndrangheta.
Gestione illecita di beni
Secondo gli investigatori, le perquisizioni effettuate in ottobre hanno fatto emergere nuovi elementi. Uno dei presunti capi dell'organizzazione avrebbe gestito l'azienda di calzature ora sequestrata. Questa sarebbe stata intestata fittiziamente a una persona prestanome. I proventi illeciti sarebbero stati reinvestiti nell'attività. Ulteriori approfondimenti patrimoniali sono stati condotti. L'analisi dei dispositivi informatici sequestrati ha permesso di identificare nuove responsabilità. Sono state denunciate altre tre persone. Le accuse sono di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. Il Giudice per le Indagini Preliminari ha disposto il sequestro dell'intera azienda. Verrà nominato un amministratore giudiziario per gestirla.
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