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A San Cesario di Lecce, Carmela Perrone, 100 anni, ha espresso il suo voto per il "No" al referendum costituzionale. Nonostante un recente infortunio, ha dimostrato un forte senso civico recandosi al seggio. La sua scelta riflette un percorso di vita legato alla storia italiana e a valori di impegno sociale.

Centenaria al seggio: un esempio di civismo a San Cesario

La giornata di domenica ha visto un evento significativo a San Cesario di Lecce. Carmela Perrone, cittadina che ha raggiunto il traguardo dei 100 anni lo scorso 3 dicembre, ha compiuto il suo dovere civico. Si è presentata al seggio elettorale allestito presso la scuola “Saponaro”. La sua presenza era fortemente desiderata, tanto da aver espresso con fermezza ai familiari la volontà di non mancare all'appuntamento. La sua decisione era già matura da tempo: un voto convinto per il “No” al referendum costituzionale.

Le condizioni meteorologiche, fortunatamente, non hanno rappresentato un ostacolo. Il cielo sereno ha permesso a Carmela di recarsi al voto senza impedimenti. La sua determinazione è stata ammirevole, considerando le recenti difficoltà fisiche. A settembre, infatti, un infortunio domestico le aveva causato la frattura del femore e del polso. Nonostante questo, non ha esitato a esercitare quello che considera un diritto e un dovere fondamentale.

Questo incidente le aveva impedito di partecipare alle precedenti elezioni regionali di novembre. Tuttavia, la sua volontà di partecipare al referendum era incrollabile. La sua forza d'animo è notevole, specialmente se si considera che fino a pochi anni fa frequentava regolarmente la piscina comunale. Questa abitudine è stata interrotta solo su insistenza dei figli, preoccupati per la sua salute e per possibili malanni legati all'età.

Un passato di lavoro e impegno sociale: la storia di Carmela

Carmela Perrone non è solo una centenaria, ma una donna con una vita ricca di esperienze. È madre di quattro figli e nonna di otto nipoti, che descrive con affetto come “tutti bravissimi”. La sua carriera professionale l'ha vista impegnata come sarta. In questo ruolo, ha trasmesso le sue competenze e i segreti del mestiere a numerose altre donne, contribuendo alla loro formazione professionale e autonomia.

I suoi ricordi si susseguono, ma il suo sguardo è costantemente rivolto al futuro. Le sue preghiere sono dedicate ai giovani. È proprio per loro, afferma con convinzione, che ha sentito il bisogno di andare a votare. La sua famiglia ha radici profonde nella storia politica locale. Suo padre era socialista, un'ideologia che ha attraversato anche i primi anni del regime fascista, come ricorda Carmela. Appartiene a una famiglia di cinque fratelli.

Uno dei suoi fratelli, Benito, ha ricoperto per lungo tempo la carica di sindaco di San Donato di Lecce, scomparso lo scorso maggio. Sebbene Carmela non abbia mai intrapreso una carriera politica diretta, ha sempre nutrito un forte interesse per le vicende pubbliche. Durante l'era della Democrazia Cristiana, ha votato per il partito dello scudocrociato, pur mantenendo una prospettiva orientata a sinistra.

Dalla DC al voto per il "No": un percorso nella storia italiana

La biografia di Carmela Perrone si intreccia con gli eventi salienti del Novecento italiano. La sua estrazione popolare, la sua pratica religiosa e il suo costante impegno per migliorare le condizioni di vita proprie e altrui sono elementi distintivi. Questi aspetti richiamano il cattolicesimo sociale, una corrente che ha giocato un ruolo cruciale nell'avanzamento dei diritti individuali e collettivi in Italia. Il suo voto per il “No” si inserisce in questo contesto di partecipazione attiva alla vita democratica.

Il suo voto contribuisce al totale di 2.048 schede con la dicitura “No” registrate nelle sette sezioni elettorali di San Cesario di Lecce. Questo gesto assume un significato storico particolare. La sua scheda elettorale porta il timbro di un seggio appena rinnovato. Questo sigillo arriva a distanza di 80 anni dal referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana e dall'elezione dell'Assemblea Costituente. Fu proprio in quell'occasione che le donne italiane maggiorenni ebbero per la prima volta il diritto di voto.

Carmela avrebbe compiuto la maggiore età, allora fissata a 21 anni, solo nel dicembre successivo a quel referendum. Nonostante ciò, rivendica con orgoglio di aver sempre partecipato attivamente alla vita democratica del Paese da quando ha potuto farlo. La sua storia è un potente promemoria dell'importanza del voto e della partecipazione civica, indipendentemente dall'età o dalle condizioni fisiche. La sua scelta per il “No” è una manifestazione della sua autonomia di pensiero e del suo impegno civico.

Il contesto storico del voto femminile in Italia

Il diritto di voto per le donne in Italia è stato conquistato solo nel 1945, con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 1° febbraio. Questo decreto estese il diritto di elettorato attivo e passivo alle donne, permettendo loro di partecipare alle elezioni amministrative del marzo 1946 e, soprattutto, al referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Fu in quella storica giornata che gli italiani, uomini e donne, scelsero tra monarchia e repubblica.

Il referendum del 1946 vide la vittoria della Repubblica con 12.718.641 voti contro i 10.719.284 della monarchia. Nello stesso giorno, gli italiani elessero i membri dell'Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione italiana. La partecipazione femminile a queste prime consultazioni elettorali fu un momento epocale, segnando l'inclusione di metà della popolazione nel processo decisionale democratico.

Carmela Perrone, nata nel 1926, avrebbe compiuto 21 anni nel dicembre dello stesso anno. Pertanto, non poté votare nel referendum istituzionale del 2 giugno 1946. Tuttavia, la sua lunga vita le ha permesso di partecipare a innumerevoli altre elezioni, dimostrando una costanza e una dedizione al voto che pochi possono eguagliare. La sua scelta di votare “No” al recente referendum costituzionale, a 100 anni, sottolinea la sua continua attenzione alle questioni politiche e sociali del Paese.

San Cesario di Lecce: un comune con una forte identità civica

San Cesario di Lecce è un comune situato nella provincia di Lecce, in Puglia. Fa parte dell'area metropolitana di Lecce e si trova a pochi chilometri dal capoluogo salentino. Il territorio comunale è caratterizzato da un paesaggio tipico della Pianura Salentina, con uliveti e muretti a secco.

Il comune ha una storia antica, con testimonianze di insediamenti che risalgono all'epoca messapica. Nel corso dei secoli, ha subito diverse dominazioni, lasciando tracce nel patrimonio architettonico e culturale. La presenza di chiese antiche e palazzi storici testimonia il suo passato.

L'economia di San Cesario di Lecce si basa principalmente sull'agricoltura, con la produzione di olio d'oliva e vino, e sull'artigianato locale. Negli ultimi anni, il settore turistico ha visto una crescita, grazie alla vicinanza con le rinomate località balneari della costa adriatica e ionica del Salento.

La partecipazione civica, come dimostra l'episodio di Carmela Perrone, è un elemento distintivo della comunità. Eventi come questo rafforzano il senso di appartenenza e l'importanza del ruolo del cittadino nella vita democratica. La scuola “Saponaro”, sede del seggio elettorale, rappresenta un importante presidio educativo e sociale per il territorio.

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